Un nobile che sfreccia nelle categorie inferiori del motorsport, un talento cristallino con un cognome pesantissimo: Ferdinand von Habsburg, nato il 21 giugno 1997 a Salisburgo, è uno dei maggiori talenti della Formula 3, e anche nel 2018 correrà nel campionato europeo con l’obiettivo di vincerlo e lanciarsi verso quella F1 che è il sogno da raggiungere ”entro tre anni”.

Mercedes lo segue con attenzione (Lauda dixit), e chissà che non sia proprio il team tedesco a dare una chance in ottica futura a colui che abbiamo simpaticamente definito ”l’Asburgo al volante”. Esatto, perchè oltre ad avere una grande velocità, che gli ha consentito di essere veloce in ogni classe dai kart alla F3 (una vittoria e 4 podi nel 2017, 7° posto in classifica), correndo sempre col suo numero 62, il giovane Ferdinand è portatore di un’importante eredità: quello che noi conosciamo come Ferdinand von Habsburg è in realtà Ferdinando Zvonimiro d’Asburgo-Lorena, per esteso Ferdinand Zvonimir Maria Balthus Keith Michael Otto Antal Bahnam Leonhard von Habsburg.

Nientepopodimeno dell’erede designato degli Asburgo-Lorena, ultimi discendenti della famiglia imperiale (che hanno rinunciato al trono d’Austria nel 1961), che però non hanno mai ostacolato la sua carriera nel mondo dei motori. Ferdinand von Habsburg guida dall’età di 10 anni, avendo gareggiato prima nei kart, poi nella Formula Renault 1.6 e 2.0, poi nella Toyota Racing Series (sfidando Norris e Markelov, e vincendo varie gare) e in Formula 3000 con Carlin Motorsport, la scuderia che (verosimilmente) l’avrà alle sue dipendenze anche nella corsa al titolo 2018 e che l’ha visto vincere a Spa con una rimonta incredibile dopo un contatto con altri piloti.

Ma la gara più bella della sua stagione, il giovane Ferdinand l’ha disputata nello storico GP di Macao, appuntamento post-season che ha da sempre fornito indizi sui campioni del futuro: l’hanno vinta Senna e Schumacher, e stava per vincerla anche il 20enne austriaco dopo una grande lotta testa a testa con Sergio Sette Camara. von Habsburg era stato in scia del brasiliano, studiandone a lungo le traiettorie e sferrando l’attacco decisivo nel giro finale, prima dell’errore fatale all’ultima curva che l’ha mandato a muro e gli ha tolto la gioia del successo: senza quell’errore, Ferdinand sarebbe entrato nella storia dell’ostica pista asiatica, e nonostante la distruzione di una sospensione ha chiuso al 4° posto.

Ecco perchè ci sentiamo di inserirlo tra i talenti del futuro: la velocità e la forza d’animo dell’Asburgo al volante faranno parlare di sè a lungo, e chissà che il giovane austriaco non sia davvero al via della F1 nel 2020 o nel 2021, rispettando la profezia effettuata in una recente intervista e coronando il suo sogno.

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