<<Ho deciso di seguire il mio cuore e di concludere la mia carriera in Formula 1>>. Con poche parole, un anno fa, Nico Rosberg scioccava il mondo dei motori, annunciando il suo ritiro dopo la conquista del titolo iridato. Dodici mesi più tardi, l’ex campione ha cambiato vita. È diventato padre per la seconda volta e da qualche mese è il manager di Robert Kubica. Le auto da corsa sono sempre la sua passione, ma il tedesco le osserva da spettatore disinteressato. Tuttavia, il figlio d’arte non ha ancora ben chiarito cosa intenda fare nel futuro. E l’ultima comparsata ad Hong Kong lascia intravedere un possibile ingresso nella Formula E. Lo ha confermato lo stesso Nico: <<Questa categoria mi interessa>>. Già, ma in quale veste?

Esordiamo dicendo che l’intenzione di tornare a gareggiare non ha toccato Rosberg. In questo senso, basti vedere la decisione di vendere lo storico motorhome. Insomma, nessun rimpianto e nessun rimorso sulla scelta fatta un anno fa. Dunque l’idea di avvicinarsi alla Formula E potrebbe essere legata esclusivamente ad un incarico dirigenziale. Magari con Mercedes, quando lo squadrone tedesco deciderà di sbarcare nella nuova categoria. Il figlio d’arte, del resto, ha il profilo ideale del dirigente, essendo giovane e dotato di esperienza da vendere nel mondo dei motori. Da Stoccarda un pensierino potrebbero anche farlo.

Chissà se, addirittura, per rilanciare il proprio team ed a grande richiesta dal movimento in generale, Nico indosserebbe nuovamente i panni del pilota. Driver e team manager, una figura incarnata in Formula E già da Jarno Trulli nel primissimo anno, in un esperimento risultato poi fallimentare per varie ragioni. Con la solidità di una grande casa costruttrice come Mercedes, questo tentativo potrebbe realizzarsi seriamente. A patto che Rosberg sia d’accordo. Va anche detto che il campionato di Formula E, essendo distribuito in maniera particolare, permetterebbe a Nico di gestire i suoi impegni extrasportivi e di non intasare lo spazio dedicato alla famiglia. Insomma, un ritorno in pista, anche solo per un anno e senza l’ossessione di dover vincere, potrebbe non essere così utopico. Molto dipenderà dalla sua volontà. Al momento, il figlio d’arte è fermamente convinto di non voler scendere nuovamente in pista. Resisterà alle tante sirene che invocano un suo rientro su una monoposto?

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