C’era una volta il sogno di un bambino che si emozionava mentre guardava vincere la Ferrari e si era ripromesso di arrivare a guidarla, quella macchina. C’era e c’è tuttora, nonostante tutti gli schiaffi ricevuti recentemente da una Formula 1 che continua a respingere quel bambino diventato uomo, pilota e aspirante corridore nel circus: Antonio Giovinazzi è quel bambino, e nella sua carriera ha spesso dimostrato di essere un pilota veloce, velocissimo, uno di quei talenti che potrebbero spiccare il volo alla guida di una monoposto di F1.

Partito dai kart nel 2006 (è un classe ’93), Antonio ha pian piano scalato le varie categorie, mancando i due titoli più prestigiosi anche per un pizzico di sfortuna quando non ci voleva: Giovinazzi si è giocato alla pari il titolo nella Formula 3 2015 con un certo Esteban Ocon, centrando la bellezza di 20 podi (6 vittorie) in 33 gare complessive, e buttando via il possibile successo nel campionato con una piccola serie negativa di 4 gare. Il 2° posto alle spalle di Ocon, approdato subito in F1 con Force India, gli ha consentito di guadagnarsi l’approdo in Formula 2 (allora si chiamava ancora GP2) con Prema Powerteam, e qui il pilota pugliese si è trovato a sfidare Pierre Gasly per il titolo: il francese è stato tutt’altro che imbattibile e la sfida, in realtà alla pari per macchine e tipologia di guida, è stata risolta da un 5° posto di Giovinazzi in una gara vinta dall’attuale guida di Toro Rosso. Gli 8 punti di distacco (219 Gasly, 211 Giovinazzi) e il nuovo titolo di vicecampione per il talento italiano nascono da lì, e non è utopico pensare che Antonio Giovinazzi, per velocità e doti, avrebbe potuto diventare campione sia della F3 che della F2 e lanciarsi nel circus della F1.

Dopo quel 2° posto Ferrari ha messo sotto contratto Giovinazzi come terzo pilota, sfruttando la partnership con Sauber e Haas per farlo diventare terza guida di entrambe le vetture, e consentirgli così di disputare svariate sessioni di prove libere (7 con Haas) e, a sorpresa, due GP: Wehrlein si era infortunato nella Race of Champions, e Sauber scelse proprio Antonio per sostituirlo in Australia (12°) e Cina (ritiro). Con la scuderia svizzera, la speranza della F1 all’italiana ha mostrato velocità, talento e spirito d’adattamento, incappando solo in qualche errore da rookie: tutti si aspettavano un suo debutto nella F1 2018, ma prima Haas gli ha chiuso la porta confermando Magnussen e Grosjean, e poi è arrivata anche la doccia fredda dalla Sauber.

Marchionne ha tentato di spingere per mesi sulla scuderia di Hinwill, lanciando la partnership con Alfa Romeo sia per rilanciare il marchio, sia per tentare di inserire in squadra Antonio Giovinazzi al fianco di Charles Leclerc: sarebbe stata una mossa interessante, coi due talenti del domani alla guida di una vettura che, con le power unit Ferrari griffate Alfa Romeo e una cospicua sponsorizzazione, sembra destinata a tornare competitiva, ma alla ragion del talento è stata preferita quella del portafoglio e il pilota pugliese è stato superato da Marcus Ericsson (favorito da una grande sponsorizzazione). Ecco spiegato il nuovo anno da terza guida (stavolta per Alfa Romeo Sauber F1 Team) per Antonio Giovinazzi, che ha ottenuto una mezza promessa di correre nella F1 2019 con gli svizzeri, dato che in quella stagione Leclerc (è questa l’idea della Rossa, ripercorrendo il percorso interrotto di Bianchi) dovrebbe salire sulla Ferrari al posto di Kimi Raikkonen.

In questi giorni Antonio si è dedicato al pubblico, guidando la Ferrari al Motorshow, ma l’ennesimo ”ritardo” nella realizzazione di quel sogno che insegue da quando aveva 10 anni non l’ha lasciato indifferente, e l’ha portato a scrivere un bellissimo post su Twitter (vedi sotto). ”Nessuno può fermare un sognatore”, e allora diamo tutto il nostro supporto ad Antonio Giovinazzi: forza Antonio, il tuo talento (mostrato anche nell’Endurance, un 2° e un 3° posto nelle LMP2 2016) merita una chance in Formula 1, e siamo certi che realizzerai quel sogno.

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  1. […] è stato il migliore del mattino), seguito da Rossiter (+1.143) e Juncadella (+1.223), col nostro Antonio Giovinazzi che effettua un buon debutto chiudendo in 7a posizione. 1”225 per l’italiano, che nel […]

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