L’impero colpisce ancora. Il 2017 può essere considerato un anno positivo per la Honda, guardando sotto l’aspetto sportivo. Verrebbe da pensare così osservando i risultati ottenuti in MotoGP. Nella top class del motomondiale, infatti, lo squadrone nipponico ha conquistato una tripletta sensazionale, vincendo il titolo piloti con Marc Marquez e dominando nella classifica costruttori e nella competizione tra team. Un trionfo su tutti i fronti, anche se a ben vedere non è stato così semplice confermarsi sul tetto del mondo. Infatti, la volata in MotoGP è stata lunga ed estenuante, con continui colpi di scena. Al colosso giapponese va riconosciuto il grande merito di aver risolto i problemi principali, adattando il più possibile la moto ai piloti per metterne in luce i pregi. Notevole la crescita HRC da giugno in poi, quando il team Repsol Honda ha conquistato ben sei delle tredici gare disputate, piazzando anche una doppietta straordinaria ad Aragon. Numeri considerevoli, “gonfiati” anche dal gran manico del sei volte campione del mondo. Poco male: anche i fuoriclasse contribuiscono a far la fortuna di una squadra.

Tuttavia, la stessa sorte non è stata condivisa con le altre discipline. Nella MXGP, c’erano tantissime aspettative su Tim Gajser, campione del mondo uscente, ma l’infortunio rimediato verso metà stagione ha di fatto stroncato le speranze dello sloveno. La sfortuna ci ha messo del suo, anche se va detto che il mezzo non sempre è stato all’altezza delle aspettative, come confermato anche dal rendimento non esaltante della seconda guida Evgeny Bobryshev. Probabilmente, il gap tecnico ha indotto il suo top rider a prendersi qualche rischio in più, con conseguenze nefaste. Discorso simile per Tiago Monteiro nel Gran Turismo. Il portoghese stava disputando una stagione più che positiva prima di incappare in un funesto incidente, costatogli un lungo stop. Senza questi eventi sfortunati, forse, il palmares hondista sarebbe stato più ampio.

Si confermano deludenti i risultati ottenuti in Superbike e Formula 1. Nelle derivate di serie, molto ha influito la tragica scomparsa di Nicky Hayden. L’americano doveva essere il propulsore della rinascita della casa dalla grande ala in quella categoria, grazie anche alla sua abilità nella messa a punto. Purtroppo, il sorriso radioso del Kentucky Kid ha lasciato la Honda e tutti gli appassionati ad un drammatico incrocio sulla riviera romagnola. La scomparsa ha privato il reparto corse di un punto di riferimento importante e la stagione ne ha risentito, complice anche il rendimento disastroso di Stefan Bradl. Sulle quattro ruote, invece, la crisi tecnica in tandem con la McLaren, avviata nel biennio precedente, ha trovato puntualmente conferma anche nel campionato 2017. Certamente, la situazione è leggermente migliorata, ma stiamo parlando di passi talvolta impercettibili in confronto alla crescita ostentata da altre scuderie. Non ci sarà spazio per una rivincita nella prossima stagione dato che il team inglese verrà supportato da Renault. Il futuro per Honda in Formula 1 si chiamerà Toro Rosso. Ed ovviamente vietato fallire per non compromettersi nel massimo campionato automobilistico.

Il 2018 dovrà essere un anno di riconferme importanti. In MotoGP, più che a rivincere il titolo, bisogna pensare ad aprire il ciclo del post Suppo, convincendo Marquez a non lasciarsi tentare da suggestioni di mercato. In MXGP, c’è da tentare l’assalto al monopolio KTM, mentre nel Gran Turismo va scacciata l’onta di questo 2017. Difficile prevedere grandi novità in Superbike ed in Formula 1, anche se l’innesto di Leon Camier tra le derivate di serie ed un team competitivo come Toro Rosso potrebbero dare un contributo importante alla causa. E chissà se il 2018 si aprirà con la vittoria alla Dakar di Joan Barreda, centauro da sempre protagonista della durissima corsa tra le dune, ma spesso sfortunato. L’anno che verrà potrebbe essere quello buono. Del resto, si sa, chi ben comincia è a metà dell’opera…

0 commenti

Lascia un Commento

Vuoi partecipare alla discussione?
Fornisci il tuo contributo!

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *