<<Per tutta la stagione, Lorenzo è stato un buon compagno di squadra, non ha creato interferenze o problemi, era concentrato sul suo lavoro, sulla sua moto. Da questo punto di vista un ottimo compagno. Ma quanto successo nelle ultime due gare non è stato il massimo, poteva comportarsi meglio. Non punto il dito ma Jorge è fatto così, ognuno tiene dei comportamenti e ne paga le conseguenze>>. La miccia è stata accesa. Resta da capire se si tratterà di un botto di fine anno o se sarà una bomba destinata a deflagrare rapidamente e con conseguenze disastrose. Sicuramente, Andrea Dovizioso non le ha mandate a dire. Ed il ricordo di Valencia 2017, con l’ordine di scuderia ignorato da Jorge Lorenzo, aleggia come un fantasma. Tuttavia, al termine della gara spagnola costatagli il titolo iridato a favore di Marc Marquez, il forlivese aveva assolto il compagno, affermando che era stato prezioso il suo aiuto per provare a tenerlo agganciato al trenino dei migliori. Una versione dei fatti che sembrava aver messo la parola fine allo scetticismo sulla condotta del maiorchino. Stavolta, la versione del “Dovi” è stata diametralmente opposta.

Come mai questo cambiamento di vedute? Probabilmente, ci sono alcune problematiche ben diverse e non note agli estranei del box Ducati. E forse la convivenza tra i due piloti non è stata così idilliaca come poteva sembrare. In fondo, stiamo parlando di top rider abituati a restare al vertice ed a duellare spesso fra di loro. Indubbiamente, è stato sorprendente vedere l’italiano giocarsi il titolo e lo spagnolo costretto ad osservare in disparte. È stata anche la prima stagione nella classe principale in cui Dovizioso ha concluso davanti a Lorenzo in classifica generale. Va altresì sottolineato come sia stata la prima volta in cui i due sono stati compagni di squadra. Eppure, nel finale di campionato, Lorenzo è apparso in crescita, al punto da sopravanzare il compagno in qualche occasione e di sfiorare il successo. Il primo episodio controverso si è verificato a Sepang, penultimo appuntamento: Jorge in testa è stato sopravanzato dal romagnolo ed ha lasciato via libera al “Dovi”. Gioco di squadra o semplice sorpasso di gara? Nonostante le smentite dell’italiano, la squadra ha puntualizzato che si trattava di una strategia precisa, volta a mantenere in vita le residue speranze di rimonta di Andrea. E poi è arrivata Valencia con tutti i suoi dubbi. Lorenzo ha veramente fatto di tutto per aiutare Dovizioso? Onestamente, vedendo il passo del numero 4, era pressoché impossibile avere la meglio su un indemoniato Marquez. Forse dunque, al di là degli episodi, bisogna pensare ad altro. Forse questa stagione ha regalato una rivalità interna che la Ducati non pensava potesse sorgere. Il presunto gregario ha sollevato il capo ed il leader designato ha affrontato un duro apprendistato sotto ogni punto di vista. Dovizioso, intelligentemente, lottando per il titolo, non ha scordato il giardino di casa. Non ha dimenticato che un avversario pericolosissimo è il suo compagno di squadra e che la resurrezione di Lorenzo potrebbe essere più rapida del previsto, come dimostrato dalle belle gare di fine stagione. Non sono casuali altre sue frecciatine: <<Tutti parlano di quanto è forte la Ducati, ma nessuno ha detto che solamente io ho vinto>>. Insomma, un messaggio chiarissimo a Jorge, ma anche agli altri avversari.

Sicuramente il Mondiale 2018 si preannuncia infuocato. Certamente per Dovizioso c’è lo stimolo di dimostrare che il campionato archiviatosi da un mese non è stato un’annata di grazia. Del resto, il forlivese non vuole rassegnarsi ad un ruolo subalterno, non ora che ha visto da vicino l’iride e capito come competere ad altissimi livelli. Tuttavia, la crescita di Lorenzo non è passata sottotraccia, non agli occhi del “Dovi”. Queste frasi potrebbero verosimilmente essere le prime stoccate per ribadire una propria supremazia o, perlomeno, una parità effettiva tra i due piloti. La squadra dovrà riflettere su queste dinamiche e gestire la situazione. Anche perché, sulla strada del primo GP stagionale, ci saranno ben tre test. Tre sessioni che rischiano di incendiare ulteriormente una situazione tesa e potenzialmente esplosiva.

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