Per una volta in questa rubrica non ci occupiamo di auto lentissime o di macchine che hanno fatto la storia per le loro soluzioni poco efficaci, ma di un autentico colpo di genio: stiamo parlando della Jordan 197, la vettura che ha presentato una delle livree più assurde e indimenticabili nella storia del circus.

La Jordan era da anni una scuderia consolidata, e passò a una livrea gialla per questioni di sponsor legate all’accordo con Benson & Hedges, decidendo di rendersi immortale in modo a dir poco singolare: la Jordan 197, infatti, aveva ”stampata” sulla livrea la sfolgorante figura di un serpente con lo sguardo cattivo e il dente avvelenato. Un po’ tamarrata, un po’ colpo di genio, o forse solo colpo di genio: sta di fatto che la Jordan ”serpentesca” è entrata a suo modo nella storia, anche perchè la macchina era parecchio veloce: la vettura anglo-irlandese, infatti, si ritrovò a diventare la prima alternativa alle big della F1, conquistando tre podi (3° posto per Ralf Schumacher in Argentina e Fisichella a Montreal, 2° Fisico a Spa) nella stagione 1997 e chiudendo con 33 punti.

Il miglior risultato di sempre per la Jordan, che portò a un meraviglioso 5° posto nel Mondiale costruttori: insomma, la Jordan 197 non era ”cattiva” solo sul musetto (e ricca di soluzioni interessanti, vedi alla voce sospensioni push-rod), ma anche in pista.

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