Stanotte si volta pagina, e inizia l’avvicinamento a una nuova stagione: il 2017 si concluderà alle 23.59 di quest’oggi, ed è giunto il tempo di fare dei bilanci dell’intensa stagione motoristica che abbiamo vissuto fino a un annetto fa. Tanti campioni del mondo, tante sorprese e tanti protagonisti al contrario: nell’ultima puntata di ”Bandiera a scacchi” (il nostro programma radiofonico in onda ogni lunedì dalle 17.45 alle 18.30 su Radio Ticino Pavia, torneremo lunedì 8), datata 18 dicembre, abbiamo assegnato gli Oscar del 2017 motoristico, ma siccome siamo delle brutte persone non ci siamo limitati a questo. Ecco Oscar e Razzies (i contro-Oscar) dell’anno che sta per concludersi.

GLI OSCAR DEL 2017:

IL CAMPIONE DEI CAMPIONI- Lewis Hamilton: Per il modo in cui è cresciuto mentalmente rispetto all’anno scorso. Lewis è stato semplicemente perfetto, reagendo allo strapotere Ferrari da Monza in poi e non sbagliando assolutamente nulla. Batte Cairoli, Rea e Marquez.

ROOKIE OF THE YEAR- Johann Zarco: Il suo impatto con la MotoGP è stato impressionante: ottimi risultati, consistenza fin dalla prima gara, l’epico gesto di Misano (moto trascinata al traguardo nonostante avesse finito la benzina) e un bel caratterino. Se solo non si ostinasse a usare la gomma morbida su ogni tracciato/condizione di pista, avrebbe vinto delle gare.

RIVELAZIONE DEL 2017- Andrea Dovizioso: Nessuno si aspettava una stagione così per il pilota Ducati: 6 vittorie (come Marquez) e tanta grinta nei duelli contro quel Marc Marquez che gli ha strappato il titolo per la maggior continuità di risultati (fatale per Andrea qualche gara fuori dalla top-10) e per l’abitudine a lottare per conquistare il Mondiale. Una grande stagione che andrà ripetuta nel 2018, per non far diventare il suo fantastico anno una meteora irripetibile.

I RAZZIES DEL 2017:

FLOP OF THE YEAR- Yamaha: Per la confusione di fine stagione, coi piloti che hanno provato tre moto e combinazioni telaio-motore diverse (2016 Rossi, 2017 Zarco e 2018 Vinales) nei test, ma soprattutto per il tracollo da metà stagione in poi: Yamaha era la più forte a inizio stagione, si è ritrovata a prendere paga dalle moto clienti. Una confusione inaccettabile per la casa del Diapason.

PREMIO MALDONADO- Kevin Magnussen: Vince il premio di pilota più odiato della F1 (Alonso e Hulkenberg possono confermare) e anche quello di ”distruggi-carrozzerie” dell’anno. Per arrivare ai livelli del magico Pastor (schianto nella corsia-box) deve ancora lavorare parecchio, ma siamo sulla buona strada.

PREMIO ”GATTO NERO”- Fernando Alonso: Per i suoi mille problemi con la McLaren-Honda, ma anche per la sfiga ”futura”. McLaren ha annunciato il passaggio a Renault per il 2018, e nel GP seguente sono andate ko 4 power unit francesi su sei. La sfortuna seguirà Alonso anche coi nuovi motori? I segnali sembrano esserci eccome (considerando anche il motore fuso nella 500 miglia di Indianapolis).

PREMIO ZINCOCARBONE- McLaren e Renault: Per l’elevata affidabilità mostrata nel corso della stagione. Vandoorne (15 power unit sostituite) e Hartley (penalità su penalità) ringraziano.

PREMIO GABIGOL- Daniil Kvyat: Gabigol arrivò all’Inter con grandi aspettative, salvo poi giocare 120 minuti (1 gol) e venire spedito al Benfica, dove ha giocato ancora meno (1 gol), e avviarsi verso il ritorno in Brasile, e Kvyat è la sua copia motoristica. Prima era approdato in Red Bull, poi è stato retrocesso in Toro Rosso e ha vissuto un 2017 da dimenticare: cacciato, riassunto e ricacciato (pur avendo fatto punti preziosi), ora è a piedi e cerca disperatamente un ingaggio per la prossima stagione.

PREMIO ”PEZZO DI ME…”– Williams: Citando un’allusiva canzone di Levante, l’abbiamo assegnato alla scuderia che ha prima illuso Robert Kubica e poi sembrava averlo accantonato per i milioni portati in dote da Sirotkin. La situazione è ancora poco chiara (forse Robert è in corsa, forse no: lo scopriremo), e dunque il premio è sub-judice.

PREMIO CRILIN- Felipe Massa: In Dragonball Crilin moriva puntualmente contro ogni nemico, salvo poi risorgere altrettanto puntualmente con le sfere del drago, mentre Felipe Massa è il maestro dei ritiri ”rinnegati”. Si era ritirato a fine 2016, tornando dopo l’addio di Bottas, ha lasciato nuovamente a fine 2017 (con tanto di lacrime e team radio di Felipinho) e si è poi proposto qualche mese dopo per il secondo sedile dei britannici. Imprevedibile, disastroso, evitabile: ci ha ricordato ”Beautiful”.

PREMIO CALIMERO- Maverick Vinales: Per il modo in cui perdeva la testa sotto la pioggia, diventando lentissimo. Dopo tre gare sul bagnato, ci ha deliziato con un ”Se piove anche nella prossima gara, sto a casa”: immalinconirsi alla Calimero.

PREMIO FRATELLI COLTELLI- Esteban Ocon e Sergio Perez– Per i continui incidenti e le ruotate che si sono virilmente dati fino a Budapest. I due si amano, è evidente.

TEAM RADIO DELL’ANNO- Fernando Alonso ”Karma”: Una rara perla d’ignoranza. Dopo uno scambio di ”cortesie” in pista con Jolyon Palmer, Fernando Alonso impazzisce e continua a chiedere informazioni riguardo al britannico: quando gli comunicano che si è ritirato, risponde con un serafico ”Karma” che è entrato nei cuori di tutti gli appassionati.

https://www.youtube.com/watch?v=rXQ137gUlfY

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