L’ultima di una generazione. La Dakar 2018 (che scatterà il 6 gennaio a Lima) rappresenterà la fine del ”liberi tutti”, l’ultima edizione con un regolamento agevolmente interpretabile e ”aggirabile” nelle auto: sin qui le normative del rally raid più famoso del mondo erano a dir poco volubili, e non davano un’indicazione chiara a chi voleva iscriversi tra le quattro ruote. Potevamo dunque trovare vetture a quattro ruote motrici (Mini e Toyota), ma anche vetture che sfruttavano il sistema a due ruote motrici per avere un peso minore rispetto alle vetture a trazione integrale e sfruttare un’altezza da terra più sostenuta e pneumatici maggiorati per avere maggior aderenza: questa soluzione ultimamente ha favorito Peugeot e Stephane Peterhansel (che ha vinto la Dakar nel 2016 e nel 2017, portandosi a 13 vittorie complessive: 7 nelle auto, 6 nelle moto), ma verrà abolita dal 2019. Dopo anni di ”indipendenza” sotto l’egida dell’ASO (sì, proprio l’organizzatore del Tour) e dell’amica France 2, infatti, anche la Dakar verrà ricondotta sotto le normative della FIA, che ha obbligato gli organizzatori a fornire normative chiare e stringenti: tutte le vetture che correranno il rally raid (che si è spostato in Sudamerica dopo l’aumento degli incidenti mortali in Africa) dovranno essere 4×4 a benzina, coi buggy a due ruote motrici che verranno autorizzati solo per piloti privati e senza ambizioni di classifica. Anche il motore sarà standard, ovviamente costruito da ogni casa ma standard: norme che vanno a zittire i reclami di Mini, Toyota ecc e dare più competitività (sulla carta), ma che dovrebbero chiudere l’avventura di Peugeot nella Dakar.

DAKAR 2018: I FAVORITI NELLE AUTO, POCHI ITALIANI AL VIA– Verosimilmente l’edizione 2018 sarà l’ultima della casa del Leone, che ovviamente è la grande favorita per la vittoria finale. Un po’ per la forza del suo mezzo meccanico, un po’ per lo squadrone che possiedono i francesi: Stephane Peterhansel è il re delle auto, Carlos Sainz e Sebastian Loeb due piloti di sicuro affidamento e Cyril Despres un serio candidato alla top-10, che dopo qualche anno di adattamento dovrebbe essere pronto a fare grandi cose anche sulle quattro ruote. Ovviamente il favorito è sua maestà Peterhansel, con Loeb come potenziale sfidante (Seb vuole vincere la Dakar nell’anno in cui si riaffaccerà ai rally), ma il duello non è ristretto alla casa francese: Nasser Al-Attiyah, vincitore di due Dakar (2011 e 2015, con Mini) che è passato a Toyota nel 2017 ritirandosi nella scorsa edizione del rally raid, vuole rifarsi e puntare al successo con un mezzo altamente competitivo che sulla carta rappresenta il grande rivale delle Peugeot.

Il principe qatariota avrà come compagno di squadra Giniel de Villiers, altro candidato al successo, mentre l’eccentrico ten Brinke dovrebbe fare da scudiero ai due big: squadra di valore per Toyota, squadra molto interessante per Mini, che schiera Nani Roma come capofila, ma ha anche un manipolo di giovani interessanti. Mikko Hirvonen dovrebbe essere ormai maturo per puntare alla top-5, Yazeed Alrajhi invece può puntare al successo o al podio con la giusta continuità, dato che sin qui era sempre partito fortissimo, salvo poi ritirarsi per noie meccaniche o uscire di classifica per errori individuali: Mini schiera anche il deb Menzies, e sulla carta i favoriti al successo finale sono ristretti a queste tre case, con Peterhansel davanti a tutti.

La Dakar delle auto (che ha tra gli iscritti anche piloti ufficiali di Ford e Renault) vedrà anche degli italiani al via, con Eugenio Amos su un buggy Ford e Stefano Marrini sulla Toyota Land Cruiser (entrambi senza velleità di classifica), ma soprattutto vedrà al via Andre Villas-Boas: l’ex tecnico di Chelsea, Tottenham e Zenit San Pietroburgo, libero da ogni vincolo contrattuale, correrà con una Toyota Overdrive per onorare la memoria dello zio, che corse nelle moto negli anni ’80. Una sfida interessante per un allenatore che ha bruciato le tappe, salvo poi bruciarsi a sua volta (è reduce da un’esperienza cinese), e AVB sarà uno dei motivi d’interesse della Dakar, insieme alla nuova partecipazione da privati dei gemelli Coronel: Tim sarà il pilota, Tom (pilota WTCC) il copilota. Una bellissima storia la loro.

GLI ALTRI MEZZI A QUATTRO RUOTE: IL PUNTO SU QUAD, S&S E CAMION– Quad e camion sono spesso visti come gare di corollario alle grandi prove di auto e moto, ma ormai stanno conquistandosi una fetta di pubblico: nei quad la sfida sarà tutta tra il cileno Casale, l’argentino Copetti e il polacco Rafal Sonik, con un italiano iscritto (Juan Carlos Carignano) e destinato a stazionare nella terra di mezzo di chi non punta alla vittoria. Molto più interessante invece la partecipazione di Camelia Liparoti nella classe side by side, veicoli biposto che la vedranno al fianco dell’altro italiano Angelo Montico con l’obiettivo-successo, mentre sembra tutto scritto nei camion: lo squadrone KAMAZ guidato da Nikolaev sembra inarrestabile e destinato a dominare. Anche qui avremo degli italiani, coi due camion Mercedes marchiati Orobica Rally che tenteranno di concludere l’avventura-Dakar: gli equipaggi di Cabini e Calabria vogliono fare bella figura in una classe che ha spesso riservato sorprese, e qualche anno fa vide Miki Biasion sfiorare il successo alla guida di una motrice Iveco.

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  1. […] parecchio tempo proprio nell’avvio della zona cronometrata: il primo leader della Dakar delle auto è dunque Nasser Al-Attiyah, che porta al limite la sua Toyota e chiude in 21’51”, […]

  2. […] dalle 14 in poi, in una Dakar che scatta già con le polemiche: Peugeot, grande favorita nelle auto (che disputerà l’ultima Dakar), ha effettuato una lamentela ufficiale perchè sono state […]

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