Strapotere KTM: non si possono utilizzare altri termini per definire il dominio assoluto della casa austriaca nella Dakar, sia che si parli della ”vera edizione” (partenza da Parigi e arrivo in Senegal), sia che si parli della ”nuova” versione del rally raid più famoso del mondo disputata in Sudamerica. KTM, infatti, vince la gara delle moto ininterrottamente dal 2001, col doppio successo del nostro Fabrizio Meoni (deceduto tragicamente nel 2005) e i cinque successi dei dominatori Cyril Despres (passato alle auto) e Marc Coma (ds della corsa), ma anche con le vittorie recenti di Toby Price e Sam Sunderland.

Il britannico, sfortunato nelle edizioni precedenti e vincitore nel 2017, è ovviamente il grande favorito per la Dakar 2018, ma la concorrenza è altissima: una concorrenza che arriva già dai compagni di squadra, con Matthias Walkner che andrà a caccia del primo successo nel rally raid e Toby Price che vorrà rifarsi dopo la frattura del femore che l’ha estromesso dalla scorsa edizione. Occhio anche a Laia Sanz, la donna più competitiva e serissima candidata alla top-10 con la moto austriaca, e ad un Antoine Meo che dovrebbe aver completato l’adattamento alle dune e alla sabbia della Dakar. Il vero e grande rivale delle KTM, però, al netto della sfortuna e dei guai che l’hanno privato sin qui di un meritato successo, è Joan Barreda Bort, favorito alla pari con Sunderland per la vittoria finale: il pilota Honda punta al bersaglio grosso (ce l’aveva rivelato a Eicma), e sembra avere tutte le carte in regola per centrarlo grazie a una moto molto competitiva e una crescita costante nei rally raid.

Ce lo ricordiamo ancora quando faceva vedere ottime cose con Aprilia, e ora è diventato da anni uno dei favoriti d’obbligo della corsa, che però non è mai riuscito a vincere: al suo fianco, come supporto, avrà uno squadrone composto da Paulo Gonçalves (fratello del motocrossista Rui), Michael Metge e dal sorprendente Kevin Benavides, e chissà che il 2018 non sia l’anno buono per Joan. Proveranno a fare ottime cose anche i piloti Yamaha, con Adrian van Beveren che è pronto a dare spettacolo e Alessandro Botturi che vuole riscattarsi e far tornare grande l’Italia, ma i potenziali outsider arrivano dalle KTM private e dall’Husqvarna: Pablo Quintanilla è ormai da anni una sicurezza con la sua Husky, e punta dichiaratamente al podio o a un piazzamento di lusso, mentre Stefan Svitko può fare ottime cose con la moto austriaca, pur non essendo inserito nello squadrone ufficiale. Un altro candidato alla top-1o è Pedrero (Sherco), mentre siamo curiosi di vedere come si comporterà Jonathan Barragan: l’ex pilota MX1/MXGP con KTM e Kawasaki debutta nella Dakar dopo essere passato all’enduro, e vorrà sorprendersi e sorprenderci con la sua KTM Gas Gas.

Per quel che riguarda gli italiani in gara, ha serie ambizioni di classifica Jacopo Cerutti su Husqvarna, così come le hanno quell’Alessandro Ruoso (KTM) che l’anno scorso ha chiuso 38° nonostante tre fratture e tantissimo dolore (aveva iniziato alla grande, diventando una rivelazione) e Maurizio Gerini (Husqvarna), autore di un buon esordio nei rally-raid africani. Sembrano invece destinati a godersi l’esperienza Alberto Bertoldi, Gabriele Minelli e Livio Metelli, tutti iscritti con KTM private.

Insomma, ci saranno tanti motivi d’interesse nell’edizione 2018 delle moto, per una Dakar che si preannuncia divertente e combattuta sin dalla partenza prevista per sabato 6 gennaio.

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