Quattro titoli mondiali, 62 successi e 117 podi e 72 pole position. Questo è il bilancio di Lewis Hamilton a 33 anni. Un bottino invidiabile, che potrebbe essere ulteriormente ritoccato se si pensa alla straordinaria condizione psicofisica ed all’inesauribile fame di vittorie di un vero e proprio fuoriclasse. Una voracità che non può essere appagata dalla torta di compleanno che oggi, 7 gennaio, gli faranno trovare amici e parenti. Servirà ben altro per distogliere Lewis dai suoi propositi per il 2018.

Già perché il nuovo anno potrebbe permettergli di agganciare la leggenda Juan Manuel Fangio al secondo posto nella classifica dei campionissimi di questo sport. E la rincorsa ai record di Michael Schumacher troverebbe un’incredibile continuità. Insomma, non manca la carne al fuoco per il nuovo dominatore della F1, che, peraltro, pare essere entrato in una nuova fase della sua carriera. Dall’enfant prodige estremo nella guida e discontinuo nei risultati dei primissimi anni si era passati al pilota solido e feroce delle stagioni in Mercedes dal 2014 al 2016. Tuttavia, dallo scorso campionato, si è assistito ad un ulteriore miglioramento. Hamilton ha fatto un deciso passo in avanti, perfezionando alcuni aspetti finora non particolarmente robusti. Ha imparato a caro prezzo gli effetti delle distrazioni ed il pegno da pagare per chi non si dedica anima e corpo al proprio lavoro. Lewis ha smesso di lasciarsi ammaliare da sirene esterne alla F1 ed ha deciso di pensare solamente alla sua vettura. I risultati sono sotto gli occhi di tutti.

Il 2008 era stato l’anno dell’esplosione definitiva del talento britannico di origini caraibiche. Il 2014 lo aveva incoronato a suon di vittorie e la stagione successiva aveva prolungato il suo regno da cannibale. Il 2017 ha portato in dote il titolo della maturità, dell’autogestione, della saggezza. È stato il frutto delle lezioni del passato, ultima delle quali la sconfitta patita per mano del compagno Nico Rosberg nel 2016. Il dolore sportivo e la delusione per quell’insuccesso hanno fortificato ulteriormente il ragazzo inglese, accrescendo la sua fame di rivincite e vittorie. Il resto lo ha fatto quel carattere pepato e scanzonato che, da bambino, lo spinse a presentarsi ad un certo Ron Dennis, spiegandogli: <<Ciao, sono Lewis Hamilton ed un giorno correrà con le tue auto!>>. Detto e fatto. Ed allora, quando si possiede una determinazione simile, quale traguardo può essere precluso?

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