Bim bum bam. Da poco più di una settimana si è attenuato l’eco dei classici botti di Capodanno, ma in Ducati la situazione si sta facendo a dir poco esplosiva. Colpa degli strascichi del 2017, passato in poco tempo dall’essere la miglior stagione dell’ultima decade della Rossa di Borgo Panigale alla causa dei contrasti in atto nel reparto corse. Il caso destinato a far discutere riguarda Andrea Dovizioso ed il suo contratto in scadenza al termine del 2018. Non è un mistero che il forlivese non si consideri una seconda guida. Non si è comportato da scudiero con Andrea Iannone e non ha concesso reverenze nemmeno al nuovo arrivato Jorge Lorenzo. Il rendimento nell’ultimo campionato, condito da sei successi e dal titolo platonico di vice iridato, ha svoltato la carriera del “Dovi”. In pista si è visto un pilota coriaceo e duttile, capace di mettere alle corde un osso duro come Marc Marquez. E tutti coloro che lo consideravano un semplice outsider si sono dovuti ricredere, al punto che anche nel 2018 i pretendenti al Mondiale dovranno fare i conti con lui.

Naturale che, di fronte a questa crescita sotto ogni punto di vista, Dovizioso voglia imporre le proprie condizioni all’interno della squadra. Il rinnovo con la Ducati è un primo passo in questa direzione. Il nodo principale, come ammesso dal Direttore sportivo Paolo Ciabatti, riguarda l’ingaggio: <<Ci piacerebbe confermare entrambi, ma i budget non sono infiniti e non si può spendere tutto in una direzione precludendosi margini per lo sviluppo. Siamo consapevoli che Dovizioso si aspetti un’offerta in linea con i suoi ultimi risultati. Per cui sarà una trattativa complicata>>. Tradotto: Andrea vuole uno stipendio in linea con il suo rendimento da top rider. Un’affermazione giustificata ulteriormente, dal suo punto di vista, dal confronto finora vittorioso con il compagno Lorenzo, a cui la Ducati sborsa 12,5 milioni a stagione. Aver reso più del pilota più pagato del paddock deve portare ad un riconoscimento in termini economici, secondo il “Dovi”. Le sue recenti affermazioni rafforzano il concetto e lasciano presagire una trattativa dai risvolti imprevedibili. Dovizioso aveva rimarcato queste problematicità ad ottobre, in piena lotta per il titolo: <<A partire dal prossimo anno ci sarà da sedersi e discutere. Dobbiamo vedere che condizioni troverò. I negoziati con la Ducati saranno diversi rispetto allo scorso anno​>>. Nel corso delle vacanze natalizie, il forlivese aveva ribadito: <<Il mio rapporto con Ducati è stato molto complicato perché non scendo a compromessi più di tanto. Non mi è piaciuto per niente come mi era stata esposta l’intera questione>>. Ed ancora: <<Stiamo già trattando. Sarà molto complicato accordarsi. Quel che si decide ora condizionerà subito il 2018… Vediamo>>.

Tuttavia, le dichiarazioni riguardanti il team vanno inquadrate in una situazione ben più complessa, in cui il contratto si intreccia con altri giochi di potere. Infatti, queste parole si sommano alle stoccate rifilate a Lorenzo in seguito all’epilogo di Valencia. Dunque, in palio non c’è solamente un semplice rinnovo, non si tratta di un banale aumento dell’ingaggio: c’è in ballo l’egemonia all’interno del box. Dovizioso ha assaporato l’aria del Mondiale, ha visto dall’alto tutti gli altri ed ora non vuole tornare indietro. Non ha intenzione di veder ridimensionare il suo magico 2017 ad un semplice anno di grazia. Ora desidera i galloni da capitano, sogna che i tanti rospi ingoiati nelle stagioni precedenti siano valsi a qualcosa. Ma, forse, c’è anche un pizzico di timore. Cosa succederebbe se Lorenzo dovesse batterlo nel prossimo Mondiale e magari riuscire laddove lui ha fallito? Non ci sarebbe il rischio di vedere offuscata l’impresa dell’ultimo campionato?

E qualora il matrimonio con la Ducati dovesse interrompersi bruscamente? Certamente la cura di Dovizioso nella messa a punto della moto non rimarrebbe inosservata. Infatti, pare che tra i vertici Yamaha qualcuno abbia fatto il suo nome per guidare lo sviluppo problematico della nuova M1. E non è detto che, qualora Marquez dovesse veramente salutare la HRC, in Honda non si possa lavorare per riportare Andrea all’ombra dell’ala dorata. Insomma, le alternative non mancano. Il tempo darà le sue risposte anche se è importante per i protagonisti trovare una soluzione soddisfacente. Disputare una stagione con la spada di Damocle di un rinnovo difficoltoso potrebbe risultare controproducente. E la Ducati non può steccare l’occasione di avvicinarsi ulteriormente ai colossi nipponici.

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