Dopo il caos di ieri, che ha portato allo smarrimento di Joan Barreda e al brutto incidente di Nani Roma (che non è partito oggi, dovrà recuperare dal forte trauma cranico), oltre che alle vittorie parziali di Nasser Al-Attiyah e Sam Sunderland, la Dakar riparte da una frazione suggestiva e bellissima, la penultima che si disputerà totalmente in Perù: 444km con un tracciato ad anello intorno a San Juan de Marcona e 330km cronometrati, nei quali si effettua una partenza diversa da solito. Invece di far scattare il primo della generale come apripista e gli altri a seguire con un’intervallo tra i 30” e il minuto, nelle moto vediamo scattare all’unisono gruppetti di 15 piloti in base alla classifica e nelle auto 4 vetture per volta (non capitava dal 2010): uno spettacolo da osservare, perchè si parte sulla spiaggia con vista-mare, per poi affrontare dune di ogni altezza e oltre 100km di sabbia finissima col tanto temuto fesh-fesh che può mandare in tilt l’elettronica di buggy e moto. Insomma, serviranno ritmo ed esperienza per guadagnare secondi e non perdersi nelle lunghe distese desertiche, e domani il percorso di auto e moto si biforcherà per la prima volta nella lunga tappa da San Juan de Marcona ad Arequipa: 770km con una speciale di 264 per moto e quad, 931km con una speciale di 267 per auto, camion e SxS, che affronteranno difficoltà divertenti. Intanto, però, ecco i risultati odierni.

MOTO: VITTORIA E TESTA DELLA CLASSIFICA PER VAN BEVEREN, SI RITIRA SUNDERLAND– Il colpo di scena nella durissima tappa delle moto (330km con partenza a gruppi di 15 e rischio di sbagliare ”seguendo” gli altri nella navigazione) arriva nel finale, e porta la firma di Sam Sunderland: a un certo punto le telecamere dell’ASO lo inquadrano mentre in lacrime alza bandiera bianca per un dolore fortissimo alla spalla che gli impedisce di continuare a guidare, e si ritira a una cinquantina di km dall’arrivo della speciale. Fine della Dakar per il vincitore 2017, che era in corsa per la vittoria finale (oggi avrebbe perso 5′, mantenendo la testa) e saluta la compagnia: ne beneficia a sorpresa Adrien van Beveren, che si prende la testa della corsa regalando la vittoria di tappa a una Yamaha inattesa. Il francese infligge 5’01” al compagno di squadra De Soultrait in una tappa che ha visto tanti piloti sbagliare strada o commettere errori: terzo Walkner a 7’10” con la prima KTM, mentre Quintanilla (7’32”) e Svitko (7’45”) completano la top-5 odierna. Bene anche Cornejo su Honda (8’45”), male invece Benavides e Barreda, che perdono 9’14” e 10′ rispettivamente: disastro nel finale per Joan, che era in testa e/o vicinissimo a van Beveren fino all’ultimo checkpoint. Completa la top-10 Farres Guell (KTM, 10’11”), con Caimi 11° a 10’23”, Metge 12° a 11”17” e Jonathan Barragan 13° dopo aver seguito Barreda nell’errore conclusivo (11’23” di distacco): gara a braccetto negli errori anche per le KTM di Toby Price e Antoine Meo, che chiudono a oltre 13′, mentre proseguono regolari gli italiani. Alessandro Botturi è 23° a 20’20” (si tiene dietro due big come Laia Sanz e Ricky Brabec, caduto e vicino al ritiro verso metà tappa), Jacopo Cerutti è 33° a 39’59”, mentre Maurizio Gerini (Husqvarna) è 36° a 46’16” di ritardo e Alessandro Ruoso (KTM) chiude a 1h13’46” col 52° posto.

La nuova classifica generale è decisamente diversa dalla precedente: guida Adrien van Beveren con la sua Yamaha e 1’55” su Pablo Quintanilla (Husqvarna), mentre Kevin Benavides si trova terzo a 3’15” con la prima Honda e Matthias Walkner è quarto a 5’23”. Completano la top-10 De Soultrait (7’34”), Price (10’14”), Cornejo (12’06”), Caimi (12’48”), Farres (13’05”) e Meo (13’47”), con Svitko 11° a 15’50” e Ricky Brabec (Honda) 12° a 21’07”: Joan Barreda perde l’occasione per fare un balzo avanti nella classifica (ma tutto può succedere, l’abbiamo visto oggi), ed è 13° a 22’08”. Per quel che riguarda gli outsider, Laia Sanz è 19a a 44’56” e Jonathan Barragan (Gas Gas) 23° a 53’18”, mentre Alessandro Botturi (Yamaha) è il miglior italiano col 20° posto a 44’57”: lo seguono Cerutti (32°, 1h47’23”), Gerini (40°, 2h22’30”) e Ruoso (45°, 2h42’27”)

La spettacolare partenza sulla spiaggia

AUTO: TAPPA A SEBASTIEN LOEB, DISASTRO PER AL-ATTIYAH E DE VILLIERS. DESPRES VA KO– Anche nelle auto succedono vari colpi di scena, con piloti che si perdono e altri che vanno ko per noie meccaniche: come dicevamo poc’anzi, il fenomeno del ”pecorismo” è un rischio quando si parte in 4 contemporaneamente, e così i distacchi della tappa odierna sono altissimi. Ma non c’è solo questo fattore a riscrivere la Dakar delle auto e fornire un ampio vantaggio a Stephane Peterhansel (farà 14?), dato che ben tre rivali vengono messi ko (momentaneamente o definitivamente) dalla sfortuna: Nasser Al-Attiyah e Giniel De Villiers perdono tantissimo tempo per delle noie meccaniche che li costringono a fermarsi per attendere l’assistenza (addirittura due stop per il sudafricano) e riparare la loro Toyota, Cyril Despres invece si ritira per colpa… di un sasso! Un forte impatto con una pietra non vista nel deserto causa la rottura della sospensione posteriore, che non è riparabile neppure dopo l’intervento dell’assistenza-Peugeot: ne esce una tappa a eliminazione, che viene vinta sapientemente da Sebastien Loeb, molto bravo nella navigazione grazie all’amico e fedele copilota Daniel Elena. Seb vince la tappa con 1’35” su Sainz e 3’16” su Peterhansel (che controlla), poi i distacchi si alzano, con Mikko Hirvonen (Mini) quarto a 34’36” davanti a un sontuoso Eugenio Amos (2WD) con 35’46” di distacco: lo seguono Al Qassimi (Peugeot, 40’29”), ten Brinke (Toyota, 42’22”) e Prokop (Ford, 47’04”), mentre Al-Attiyah chiude addirittura a 54’21” dal vincitore odierno e sembra ormai tagliato fuori dalla vittoria finale. 1h13’40” di ritardo, invece, per Giniel De Villiers e la sua Toyota, mentre il peruviano Fuchs chiude a 2h14′.

Nella nuova classifica generale, Peterhansel guida con 6’55” su Loeb e 13’06” su Sainz nella tripletta Peugeot, e poi ecco il vuoto: Nasser Al-Attiyah è quarto a 58’48”, seguito da ten Brinke a 1h10’24” e dal nostro Eugenio Amos. Ottima sin qui la Dakar dell’italiano, staccato di 1h19’42” e bravo a tenersi dietro col suo buggy mostri sacri come Al Qassimi (1h21’09”), De Villiers (1h21’47”) e Prokop (1h22’44”): completa la top-10 il polacco Jakub Przygonski con la sua Mini e 1h35’30” di ritardo, mentre Hirvonen è 12° a 2h49’42”. Ritiro e sfortunato incidente, invece, per Andre Villas Boas: il sogno di ripercorrere le orme dello zio Pedro e completare una Dakar s’infrange nella 4a tappa per l’ex tecnico.

I RISULTATI DI QUAD, SxS E CAMION– Nei quad finisce l’egemonia di Ignacio Casale, che per un errore nella parte finale perde il successo di tappa dal vincitore 2017 Sergei Karyakin: il russo chiude con 4h56’34”, infliggendo 43” al cileno, 5’31” al peruviano Alexis Hernandez e 14′ a Pablo Copetti e riscrivendo solo in parte la classifica. Casale guida con 25’30” su Karyakin, 35’01” su Hernandez e 40′ su Copetti, con Rafal Sonik 7° (1h01’09”) e il disastro del francese Souday: caduta e frattura della clavicola per il 3° della prima tappa, che non è mai arrivato alla seconda settimana e conferma questo sfortunato trend. Storia epica invece quella dell’argentino Leo Larrauri e del suo Can-Am: il pilota, che ieri si era perso malamente durante la prova speciale, ha completato la tappa alle 6.33 di questa mattina, con un distacco di svariate ore.

Nei camion, invece, la tappa odierna sembra indirizzare definitivamente la Dakar: il KAMAZ di Nikolaev stacca Villagra di 27’57” dopo una tappa svolta a braccetto fino al penultimo check-point, e il vantaggio del russo sul pilota IVECO vola a 36’55”, col vuoto alle loro spalle nella generale. Tappa caotica e dagli ampi distacchi anche nei side-by-side: vince il francese Garrouste, che approfittando della giornataccia del peruviano Uribe (perde un’ora e mezza) vola in testa alla classifica.

2 commenti

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  1. […] commettendo gli errori tipici dell’apripista. È capitato a tutti i vincitori di tappa, da Sam Sunderland a Joan Barreda ad Adrien van Beveren, e vedremo se il trend si ripeterà fino al traguardo finale […]

  2. […] giorno dopo i grandi colpi di scena presenta un percorso ”biforcuto”. L’ultima tappa totalmente peruviana della Dakar […]

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