Mondiale F1, 500 Miglia di Indianapolis e 24 Ore di Le Mans. Riprendendo un termine assai caro ai calciofili, si potrebbe affermare che Fernando Alonso sogna di realizzare un Triplete da urlo nel 2018. Imporsi in tutte le più importanti manifestazioni automobilistiche è il grande progetto del pilota asturiano, un’idea che gli permetterebbe di entrare nell’Olimpo e di eguagliare una leggenda delle quattro ruote come Graham Hill. Lo spagnolo punta a realizzare la tripletta colmando il vuoto negli appuntamenti esterni alla top class, ai quali si sta lentamente avvicinando. Tuttavia, sorprendentemente, ha qualche chance di poter conquistare la tripla corona.

L’obiettivo più complicato da raggiungere è il terzo titolo in Formula 1. Fernando non lotta per il Mondiale, ormai, da quattro stagioni. E nell’ultima occasione divenne celebre il suo sfogo con il box Ferrari a Monza, nel 2013. Insomma, non un segnale incoraggiante. E poi c’è il problema McLaren: nell’ultimo triennio, la vettura di Woking ha regalato più dispiaceri che gioie ad Alonso. Colpa anche del motore Honda, spesso farraginoso ed estremamente propenso alla rottura. I continui guai alla power unit hanno affondato il team inglese, penalizzandone il rendimento e regalando ai suoi tifosi stagioni avare di soddisfazioni. Il 2018, tuttavia, potrebbe riportare il sorriso all’asturiano. Renault fornirà i propulsori a McLaren e l’annullamento della “pinna” come elemento aerodinamico richiesto proprio dalla squadra britannica potrebbe giovare alla rincorsa al terzo iride dello spagnolo. Tempo fa, Alonso aveva dichiarato di puntare a vincere il Mondiale ed in molti sorrisero. Con i piccoli cambiamenti introdotti in inverno, le sue parole potrebbero rivelarsi profetiche.

Il 2018 non è ristretto solamente alla F1. Fernando sogna di prendersi una rivincita importante sulla 500 Miglia di Indianapolis, la corsa desiderata, accarezzata e sfiorata l’anno scorso prima di risvegliarsi sotto la coltre di fumo del suo motore in fiamme. Oltre ad aver accertato l’enormità della sfortuna che lo ha attanagliato nel corso di tutto il 2017, l’ex ferrarista ha compreso di essere al livello dei migliori della categoria e di poter conquistare la gara in futuro. Per questo motivo, l’appuntamento americano è uno dei pallini di “Nando”. Il problema principale sarà far coincidere questo obiettivo con il calendario di F1. Certamente, se la McLaren dovesse ripetere gli opachi risultati delle ultime stagioni, rinunciare a guidare la vettura di Woking non sarebbe un grande problema.

E poi c’è la novità. La 24 Ore di Daytona è il primo passo verso l’enduro e le gare di resistenza che Alonso intravede nel proprio futuro dopo la F1. L’obiettivo dichiarato resta la celeberrima corsa di un giorno a Le Mans, ma il pilota McLaren vuole arrivarci per gradi. Negli ultimi giorni, Fernando ha svolto la classica tre giorni di prove libere in Florida. C’è ancora molto da lavorare, per sua stessa ammissione. Manca ritmo, ma le sensazioni sono ottime e nemmeno la guida notturna pare spaventarlo. Il suo bilancio è stato tutto sommato positivo: <<Mi sento più pronto per la corsa, anche se non è che abbia fatto moltissimi giri perché ci sono molte soste e si perde tempo anche per il cambio pilota: è stato utile soprattutto per la condivisione del clima e del lavoro con i ragazzi e i compagni del team>>. Il primo vero test sarà comunque la gara in programma il 27 gennaio. Lì capiremo se l’asturiano riuscirà a piazzare il primo mattoncino di un 2018 da sogno e se l’avventura post F1 avrà un seguito con prospettive di successo.

Sicuramente, il nuovo anno sarà molto interessante per lo spagnolo. Racconterà se il suo amore per la Formula 1 sarà giunto ai titoli di coda o se troverà nuova linfa. Dirà se l’enduro è effettivamente destinato a diventare la sua seconda vita. E ci racconterà se la storia è pronta ad essere riscritta e se l’Olimpo è destinato ad accogliere tra le leggende anche Alonso. Alla pista l’ardua sentenza.

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