Un giorno di riposo (la Dakar ci è mancata, dobbiamo ammetterlo) e rieccoci, pronti per commentare i nuovi colpi di scena e stravolgimenti della Dakar 2018, un rally-raid nel quale nulla è certo e tutto può cambiare da un momento all’altro: il clamoroso ribaltone arriva nelle auto (vedi sotto), ma soprattutto arriva in una tappa che non veniva vista come una di quelle decisive. La Bolivia accoglie la Dakar con la prima frazione tutta ”sua” (la precedente era divisa a metà col Perù) e con 726km da La Paz a Uyuni, nei quali si affrontano il fondo pietroso del paese, trasformato però in fango dalle incessanti piogge di questi giorni, i fiumi da attraversare e l’altura. Niente Salar de Uyuni (il deserto salato che fece mille vittime nel 2015), ma la prima tappa Marathon, coi corridori che non avranno assistenza nel bivacco allestito ai 3.669m della cittadina del distretto di Potosì e dovranno arrangiarsi da soli per riparazioni notturne e quant’altro. Un duro antipasto di quanto attende i corridori nella giornata di domani: la Uyuni-Tupiza è una delle tappe più insidiose della Dakar, un po’ per l’altura (si va oltre i 4mila metri, molto oltre), un po’ per le alte dune, un po’ perchè i piloti saranno reduci dalla notte all’addiaccio senza assistenza (sotto la pioggia) e dovranno affrontare svariati corsi d’acqua ingrossati dalle precipitazioni di questi giorni. Insomma, domani tutto potrebbe cambiare nuovamente, e intanto ecco i risultati odierni.

MOTO: STREPITOSA VITTORIA E GRANDE SPAVENTO PER JOAN BARREDA– Il grande protagonista della tappa odierna nelle moto è nuovamente Joan Barreda, semplicemente imprendibile quando riesce a imporre il suo ritmo e non commette errori grossolani: lo spagnolo della Honda danza tra i corsi d’acqua e le insidie della La Paz-Uyuni, infliggendo ampi distacchi ai rivali e rilanciandosi in ottica-vittoria finale, seppur con un grande spavento. Al momento dell’arrivo a Uyuni, infatti, Joan zoppicava vistosamente e lamentava un forte dolore al ginocchio che faceva temere il peggio (una rottura dei legamenti o qualche grave infortunio), salvo poi rassicurare tutti: sarà regolarmente in gara domani, e vedremo se l’acciacco rimediato quest’oggi (ha battuto fortemente il ginocchio in una caduta) e la pressione di partire primo verranno superati oppure ci sarà un nuovo passo indietro (sin qui lo spagnolo, che avevamo intervistato a Eicma, ha sempre perso terreno da apripista). Ma tant’è, e nella tappa odierna l’unico che ha parzialmente retto il ritmo dell’hondista è stato Adrien van Beveren (Yamaha), che chiude a 2’51” e torna in testa grazie alla giornata-no di Kevin Benavides (Honda), terzo a 8’02” dal vincitore di tappa (terzo successo su 7 frazioni per Barreda): più vicini tra loro gli altri piloti, con Price (KTM) quarto di giornata a 8’43”, Quintanilla (Husqvarna) a 8’53”, Walkner (KTM) a 9’16”, Svitko (KTM) a 9’30”, De Soultrait (Yamaha) a 10’03” e Meo (KTM, 12’46”) e Brabec (Honda, 13’48”) a completare la top-10 odierna. Una top-10 che non vede al suo interno Jonathan Barragan (Gas Gas) e Farres Guell (KTM Himoinsa), rispettivamente 11° e 12° a 14’15” e 20” tondi, e neppure Laia Sanz, che chiude 19a a 27’27” e prosegue la sua difficile Dakar: il miglior azzurro è Alessandro Botturi, staccato di 44’25” con la sua Yamaha.

Nella nuova classifica generale, van Beveren vola in testa con 3’14” su Benavides e 4’45” su Barreda, che ritrova il podio e precede Matthias Walkner (8’18”): completano la top-10 Toby Price (13’34”), Xavier De Soultrait (16’39”), Antoine Meo (18’40”), Pablo Quintanilla (20’47”), Gerard Farres Gyell (33’27”), Stefan Svitko (33’53”) e Ricky Brabec (39’34”). 17° posto per Barragan a 1h24’12”, mentre Laia Sanz è 18a a 1h25’54” e il miglior italiano è Botturi col 24° posto a 2h08’21”: lo seguono Jacopo Cerutti (Husqvarna), 27° a 3h16’06”, e Maurizio Gerini col 33° posto a 4h04’56” dal leader.

AUTO: TONFO CLAMOROSO PER PETERHANSEL, SAINZ VOLA IN TESTA. RITIRO PER AMOS– La Dakar delle auto sembrava quella già chiusa, con Stephane Peterhansel ad un passo dal 14° successo, e invece la tappa da La Paz a Uyuni ci regala un clamoroso colpo di scena: durante un tratto veloce nello sterrato, il re della Dakar va a sbattere contro un sasso e distrugge la sospensione della sua auto (era già capitato a Despres), restando fermo a lungo in attesa dell’assistenza e ripartendo solo grazie all’aiuto di Cyril Despres, che vista la sua Dakar totalmente compromessa si è fermato a fare da meccanico al compagno, limitando così i danni. Peterhansel arriva nella città boliviana con 1h47’56” di ritardo, e la Dakar a quattro ruote ha un nuovo padrone: nella tappa odierna abbiamo infatti assistito a un semplicemente perfetto Carlos Sainz, che conquista così la vetta incontrastata e sogna il successo. Nella classifica di giornata lo spagnolo precede De Villiers (Toyota) di 12’05”, con Al-Attiyah (Toyota) a completare il podio perdendo 14’09” e l’ottima prova di Przygonski, diventato a sorpresa la migliore delle Mini: il polacco perde 20’56” e precede Martin Prokop (Ford, 23’57”), con Bernhard ten Brinke (Toyota) 7° a 31”33”. Il disastro di Peterhansel lo vede chiudere 20° con 1h47′ di ritardo, ma c’è chi fa peggio, con Orlando Terranova staccato di 3h e Mikko Hirvonen 38° a 4h12”: Despres, dopo aver aiutato Peterhansel, chiude a quasi 4 ore, e c’è una brutta notizia per l’Italia. Il buggy di Eugenio Amos non ha retto alle insidie odierne, e l’italiano si è dunque ritirato dicendo addio al sogno di piazzarsi nella top-10 della Dakar (era 9°, ma a 5′ dal 6° posto). Un vero peccato per Eugenio, che però potrà rifarsi: ha talento e velocità per fare grandi cose nei rally-raid, e strappare un giorno una vettura ufficiale che sia più performante del suo buggy 2WD.

Ma torniamo alla nuova classifica generale, che vede Carlos Sainz guidare con un margine considerevole: parliamo di 1h11’29” su Al-Attiyah, 1h20’46” su Peterhansel (perfetto fino a oggi) e 1h20’54” su De Villiers, con ten Brinke 5° a 1h25’04”. Molto vicini i piloti dal 2° al 5° posto, mentre la classifica è più sgranata nel resto della top-10: Przygonski è 6° a 2h19’02”, Prokop 7° a 2h22’39” e lo sceicco emiratino Al Qassimi (che si è comprato una Peugeot ufficiale, c’è chi può) 8° a 2h41’26”. Completano la top-10 le Overdrive Toyota di Van Merksteijn e Alvarez, con Nicolas Fuchs (Borgward) 11° a 5’59”, e le Mini ufficiali disperse: Hirvonen è 20° a 8h38′, Terranova 31° con 17h47′ di distacco, uno svantaggio ”gonfiato” da 9h40′ di penalità inflitte dalla giuria.

I RISULTATI DI QUAD, SxS e CAMION– Tappa che cambia molte cose nei quad, ma non il leader: Ignacio Casale cade e rischia di farsi male, ma si gestisce bene e chiude 3° nella tappa vinta da Alex Dutrie, allungando su tutti i rivali e assistendo al ritiro di Pablo Copetti per la rottura del suo quad. Nella generale il cileno guida con 1h01’09” sul peruviano Alexis Hernandez e 1h28’03” sull’argentino Gonzalez Ferioli.

I side-by-side assistono al prolungato dominio del brasiliano Reinaldo Varela, che vince anche oggi e guida con 1h15’36” sul peruviano Uribe e 1h43’45” su Patrick Garrouste, mentre nei camion ecco un nuovo vincitore: trionfa l’Iveco di van Genugten, che infligge 2’01” a Villagra e 4’54” a Nikolaev, ma non smuove la classifica. Guida sempre il KAMAZ del russo, che precede l’argentino (Iveco) di 49’47”, col MAZ bielorusso di Viazovich al 3° posto e staccato di 2h49’08”.

4 commenti

Trackbacks & Pingbacks

  1. […] a un assoluto dominio (Ignacio Casale nei quad, Reinaldo Varela nei SxS), ad abilità e fortuna (Sainz), alle capacità di navigazione che hanno consentito di guadagnare da un errore collettivo […]

  2. […] A 13′– La rimonta di Monsieur Dakar è iniziata? Troppo presto per dirlo, ma sicuramente Stephane Peterhansel non si darà per vinto e non ha la minima intenzione di fare da scudiero a Carlos Sainz, e […]

  3. […] prima è incappato in un errore di navigazione perdendo tantissimo tempo e poi si è fatto male al ginocchio (gareggia con una lesione al collaterale, è 4° in classifica), e monsieur Dakar (13 vittorie) […]

  4. […] debito d’ossigeno o con qualche problema fisico/tecnico. Il maggior indiziato sembra essere Joan Barreda, che ha vinto autorevolmente nella frazione di ieri e riaperto la sua Dakar, ma si è anche fatto […]

Lascia un Commento

Vuoi partecipare alla discussione?
Fornisci il tuo contributo!

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *