È tempo di cambiamenti in casa Honda. Il box HRC sta assistendo a diverse novità in questo avvio di 2018. Cambiamenti dal peso importante, le cui conseguenze andranno verificate nei mesi successivi. In primis va sottolineato il passaggio di testimone: conclusa l’era di Livio Suppo, fruttata ben 5 titoli mondiali piloti ed altrettanti nei costruttori, ha avuto ufficialmente inizio l’epopea di Alberto Puig. L’ex corridore spagnolo è il nuovo team manager della squadra MotoGP e risponderà direttamente al numero 1 della Honda Racing Corporation, Tetsuhiro Kuwata. Un incarico dettato sia dalla sua fedeltà che dalla recente esperienza da principale referente della Asia Talent Cup e della British Talent Cup. Ad affiancarlo nel suo lavoro ci sarà Takeo Yokoyama, il direttore tecnico. L’inserimento di Puig nello staff dirigenziale del reparto corse è l’ultimo tassello di un importante rinnovamento avviato a fine 2016 con l’addio di Shuhei Nakamoto, il guru capace di risollevare la Honda dalla profonda crisi in cui era piombata dopo l’iride di Nicky Hayden. Senza il mago nipponico e Suppo, in HRC inizia una nuova fase. Un cambiamento destinato ad investire di riflesso anche i piloti e la neonata RC213V del 2018.

Uno dei compiti assegnati a Puig è trattenere ad ogni costo Marc Marquez. La Honda non ha mai digerito lo smacco rimediato nel 2004 da Valentino Rossi, passato alla rivale Yamaha e subito vincente. Sono occorsi quasi dieci anni alla casa di Tokyo per trovare un altro top rider pronto a creare un nuovo ciclo vincente e duraturo, dopo gli acuti isolati di Hayden e Stoner. Dunque, è normale che in HRC si voglia blindare il fuoriclasse spagnolo per evitare di ripiombare in una nuova crisi. Discorso diverso per Daniel Pedrosa. Il piccolo catalano sta per iniziare la sua tredicesima stagione in MotoGP con la Honda, marca a cui è sempre stato fedelissimo. Tuttavia, il vuoto in bacheca nella top class ed il pessimo rapporto con Puig, suo ex manager, potrebbero giocare un ruolo decisivo per un clamoroso divorzio a fine 2018. Molto dipenderà dai risultati e proprio dal feeling con il nuovo numero 1. Chissà se il burrascoso addio di quattro anni fa ha lasciato strascichi pesanti. Qualora l’esperienza di Dani fosse giunta al capolinea, stando ai vari rumors di mercato, ci sarebbe già pronto un sostituto eccellente ed inaspettato: Alex Marquez. Già, perché non blindare Marc inserendo il fratello minore in squadra, ricreando parzialmente il cosiddetto “Rufea Team”? Ricreare il clima famigliare sarebbe la soluzione migliore per convincere il sei volte campione del mondo a non lasciare l’HRC.

Tuttavia, il “Cabroncito” ha dettato le sue condizioni per il rinnovo ed è stato molto chiaro: a Marquez senior interessa disporre di un mezzo vincente sempre e comunque. Accontentarlo subito è un imperativo difficilmente realizzabile. In questo momento, la Honda sta crescendo anno dopo anno, esplorando, come le altre squadre, il terreno ignoto dell’elettronica Magneti-Marelli e delle gomme Michelin. Ovviamente, raggiungere la perfezione è missione ardua. L’HRC sta migliorando gradualmente, focalizzandosi su un determinato aspetto in ogni stagione, nel tentativo di trovare l’equilibrio ideale. Nel 2016, il pacchetto Honda era apparso valido fin da subito, puntando sulla precisione in frenata e sulla percorrenza in curva a scapito della consueta accelerazione. L’anno scorso, invece, con l’introduzione del motore Big Bang, la RC213V è diventata più performante in accelerazione, ma altrettanto complessa nella gestione dell’anteriore e nella disposizione dei carichi. Solamente in estate, il nuovo progetto ha spiccato il volo. Nel 2018, si ripartirà dallo stesso tipo di propulsore a scoppi irregolari, anche se cambieranno alcuni aspetti aerodinamici con l’obiettivo di conferire solidità all’anteriore. Marquez si è dichiarato soddisfatto del motore, mentre non è apparso convinto dal nuovo telaio. Il tempo per limare i difetti non manca. Dal 28 gennaio si ricomincia a girare.

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