L’appuntamento coi rookie test è diventato ormai una delle certezze della F1, che li effettua a metà stagione facendo provare le monoposto a tanti giovani piloti, e anche la Formula E ha deciso di intraprendere questa interessante consuetudine: nella giornata di ieri, e nel day-after dell’e-Prix di Marrakech vinto da Felix Rosenqvist, tantissimi piloti che non possiedono la licenza per correre nella serie green hanno potuto provare le vetture che erano scese in pista il giorno prima, con tutti i rischi e i benefici del caso.

Nella fattispecie, i piloti erano Nico Muller (DTM) e Nyck de Vries (F2) sulla Audi Abt, Pietro Fittipaldi (figlio di Emerson) e Paul Di Resta sulla Panasonic Jaguar Racing, Maximilian Gunther (F3) e Andrea Caldarelli (27enne italiano ora in Super GT, ma ex tester di Toyota quando aveva 18 anni) sulla Dragon Racing, James Rossiter (endurance) e Frederic Makowiecki (endurance) su Techeetah, Dani Juncadella (ex GP2) e Sam Dejonghe (collaudatore) su Mahindra, il nostro Antonio Giovinazzi e Joel Eriksson (F3) sulla DS Virgin, Gary Paffett (collaudatore Mercedes) e il marocchino Michael Benyahia sulla Venturi, Alexander Albon (F2) e Mitsunori Takaboshi (rookie giapponese) sulle Renault e.dams, Alexandre Imperatori (monegasco) e Harry Tincknell (endurance) sulle NIO e infine Colton Herta (USA) e Bruno Spengler (Canada) sulla Andretti. 20 piloti per 20 vetture, che hanno girato incessantemente nella mattinata e nel pomeriggio di ieri, facendo registrare una significativa crescita: il 90% dei piloti ha migliorato il tempo della sessione d’inizio giornata di 2-3”, coi soli Herta, Spengler e Tincknell che si sono peggiorati nel pomeriggio.

Nel complesso, il migliore per distacco è stato Nico Muller, che è stato semplicemente impressionante: il 25enne svizzero, che sogna di partecipare all’e-Prix casalingo di Zurigo, ha chiuso col fantastico tempo di 1.19.651, infliggendo quasi un secondo a tutti i rivali e abbattendo il record della pista fatto segnare nella gara di sabato. Niente male per un rookie, che si candida ad un esordio in tempi brevi in una Formula E che adora coltivare talenti dalla grande velocità: alle sue spalle ecco Pietro Fittipaldi staccato di 946 millesimi, mentre al terzo posto c’è Gunther con 1”006 di ritardo: quarto Di Resta (+1.123, è stato il migliore del mattino), seguito da Rossiter (+1.143) e Juncadella (+1.223), col nostro Antonio Giovinazzi che effettua un buon debutto chiudendo in 7a posizione. 1”225 per l’italiano, che nel 2018 farà da terzo pilota della Sauber Alfa Romeo e della Haas, ma potrebbe correre l’e-Prix di Roma e qualche gara nella serie green per non restare totalmente fermo e farsi notare da qualche scuderia di F1 in ottica-2019: Giovinazzi precede l’altro italiano Caldarelli (1”313 e un brutto botto mattutino), Joel Eriksson (1”320) e De Vries (1”457), che ha ereditato le difficoltà della monoposto di Lucas di Grassi completando solo 17 giri e dovendo risolvere vari problemi tecnici. 14° Makowiecki con 2”568 dal leader, mentre la 20a e ultima piazza è di Benyahia con 4”324 di ritardo e un secondo dal 19°.

Insomma, la giornata dei rookie test ci ha dato importanti indicazioni su chi potrebbe esordire in Formula E facendo una discreta figura, e ha entusiasmato il CEO Alejandro Agag: ”Credo che il rookie day sia una grande iniziativa. La Formula E ha una grande spinta verso il futuro, e questi ragazzi sono i talenti del futuro: dare loro un’opportunità di guidare queste vetture, comprenderle e studiarle è una grandissima idea. La qualità dei piloti è altissima e abbiamo dovuto dire no a molti altri piloti che avrebbero voluto partecipare: d’altronde, c’erano solo 20 posti disponibili”.

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