Matthias Walkner

Dopo il giorno di riposo forzato per l’annullamento della 9a tappa in seguito al maltempo (ne avevamo parlato con Nicola Villani durante l’ultima puntata di ”Bandiera a scacchi”), la Dakar 2018 riparte dall’Argentina e da una decima tappa ricca d’insidie: dune altissime, fondo sabbioso molto complesso e tanti rischi nella navigazione che premieranno i piloti più esperti o più in forma. La corsa affronta 795km da Salta a Belen, con 372km di speciale divisa in due tronconi e la possibilità per i veicoli dell’assistenza di intervenire a metà tra i due settori cronometrati: il motto sarà ”follow the roadbook”, anche perchè nel finale vanno affrontati vari fiumiciattoli e ci sarà da attraversare un lago. Una tappa che metterà a dura prova il ginocchio malconcio di Joan Barreda e ci dirà chi potrà lottare per la vittoria finale nelle moto e nelle auto, dove Carlos Sainz ha perso 10′ di vantaggio ma guida comunque autorevolmente: quest’oggi si faticherà pareggio, domani ancor di più con la seconda tappa Marathon per le moto. Il percorso dell’11a tappa prevede 484km (280 cronometrati) per moto e quad, 746km e 280 cronometrati per auto, camion e side-by-side: si affronteranno le dune di Fiambalà e il caldissimo deserto argentino dopo una nottata all’addiaccio nel bivacco. Sarà il giorno decisivo per le ambizioni di tutti i big, e causerà tanti ritiri tra i vari equipaggi: al momento sono rimaste in gara 98 moto, 36 quad, 63 auto, 9 SxS e 30 camion, per un totale di 108 ritiri sui 335 partecipanti.

MOTO: WALKNER RIBALTA LA DAKAR A DUE RUOTE, ERRORE FATALE PER TANTISSIMI BIG– ”Nella Dakar tutto può cambiare ed è meglio non fare pronostici”: quante volte vi abbiamo ripetuto e ci siamo detti a mente questa frase mentre guardavamo il rally-raid più famoso del mondo, e quanto è accaduto quest’oggi nelle moto ha perfettamente confermato quella frase e quel dogma della Dakar. Fino alla prima parte della prova speciale, fatta di dune alte e navigazione, tutto sembrava portare all’idillio Honda e alla leadership a fine tappa per Kevin Benavides: l’argentino era stato nettamente il più forte sulle dune, infliggendo 3′ a Toby Price, 6′ a Walkner e van Beveren e 9′ all’acciaccato Joan Barreda (calato per il dolore, fino ai primissimi checkpoint era secondo a 2′) e ad Antoine Meo, ma nella Dakar tutto cambia rapidamente e basta un errore per ribaltare le sorti della corsa. Il tratto di trasferimento verso la seconda parte della speciale ci aveva privato del talentuoso Luciano Benavides (fratello di Kevin, all’esordio su KTM) per una brutta caduta, ma la nuova prova cronometrata ha invece scatenato un’autentica ecatombe e il più classico degli errori (madornali) di navigazione in una sezione di corsa fatta di letti dei fiumi da attraversare, corsi d’acqua da guadare e punti di riferimento poco visibili anche per i piloti più esperti.

Il ribaltone si è consumato all’improvviso, con Antoine Meo (apripista) che ha sbagliato totalmente strada e si è trascinato dietro Price e Benavides, ma anche Barreda e altri piloti che seguivano i primissimi: solo i piloti più scaltri e abili nella navigazione hanno capito che c’era qualcosa che non andava nel percorso, facendo così inversione a U prima degli altri (che hanno proseguito nell’errore per parecchi km) o prendendo subito la strada giusta verso il traguardo della speciale fissato a Belen. Adrien van Beveren era stato tra i più scaltri insieme a Pablo Quintanilla (la cui classifica è compromessa dall’errore di qualche tappa fa) e a Matthias Walkner, e dunque avrebbe avuto le mani sulla Dakar, ma il francese si è dovuto ritirare dopo una bruttissima caduta nella quale si è rotto una clavicola, ha riportato gravi dolori al torace e preso una bruttissima botta alla schiena: una caduta avvenuta a 3km dall’arrivo per un beffardo scherzo del destino nei confronti dell’alfiere Yamaha, che ha buttato così la grande occasione di cogliere la vittoria finale della Dakar non riuscendo a ripartire dopo il volo di fine tappa. Il grande vincitore odierno è dunque Matthias Walkner (KTM), che ha conquistato la tappa con distacchi-monstre su tutti gli altri: Quintanilla (Husqvarna) e Farres Guell (KTM Himoinsa) sono stati gli unici a limitare i danni chiudendo a 11’35” e 16’21” dal leader, mentre gli altri hanno ricevuto distacchi-monstre, con Barreda Bort (Honda) staccato di 38’15” e bravo a guadagnare sugli altri, Kevin Benavides (Honda) finito addirittura a 47’35” davanti a Jonathan Barragan (Gas Gas, 47’49”) e Toby Price (KTM) disperso fino a chiudere a 49’17” dal compagno. Ancora peggio è andata ad altri dispersi come Brabec (Honda, 56’13”), Svitko (KTM, 59’48”) e un disastroso Antoine Meo, finito a 1h00’13” dal vincitore odierno: questi tre piloti sono stati battuti anche dagli italiani Cerutti (Husqvarna, 51’39”) e Gerini (Husqvarna, 52’40”), e l’errore di navigazione collettivo suscita polemiche, con Benavides che accusa l’organizzazione (”il mio roadbook aveva 40km di tracciato in più rispetto alla reale tappa, e magari anche quello di altri piloti: non è possibile che 10 dei migliori interpreti si siano persi così”).

La nuova classifica generale della Dakar che poteva farci assistere alla fine del dominio-KTM (vince ininterrottamente da Meoni e dal 2001), vede invece in testa una KTM dopo questo clamoroso ribaltone: Matthias Walkner guida con 39’42” su Joan Barreda e 41’23” su Benavides, col rientro in classifica di Farres Guell a 47’43” e Toby Price 5° a 50’18”: Antoine Meo è sesto a 1h03’35”, e completa la top-10 insieme a Brabec (1h21’37”), Svitko (1h25’09”), Quintanilla (1h30’24”) e Aubert (Gas Gas, 1h49’31”), con Cornejo (Honda) 11° a 1h49’50” e Laia Sanz (KTM) a 2h01’26”. 15° posto per Barragan a 2h12’10” dal leader, mentre Jacopo Cerutti diventa il miglior italiano col 23° posto a 4h24’50”, precedendo Gerini che ora è 27° a 5h13’13”. Non abbiamo ancora tracce di Alessandro Botturi, che probabilmente è incappato in un grave errore di navigazione.

AUTO: PETERHANSEL LANCIA LA RIMONTA, SAINZ A 13′– La rimonta di Monsieur Dakar è iniziata? Troppo presto per dirlo, ma sicuramente Stephane Peterhansel non si darà per vinto e non ha la minima intenzione di fare da scudiero a Carlos Sainz, e l’ha dimostrato già quest’oggi nella lunga speciale da Salta a Belen: il francese ha guidato in maniera magistrale sulla sua Peugeot, prendendo il largo nel secondo tratto cronometrato e vincendo la tappa con 8’46” su Giniel De Villiers (Toyota) e 13’07” su Carlos Sainz stesso, con lo sceicco Al Qassimi (Peugeot) quarto a 19’11”,  Bernhard ten Brinke 6° a 22’22” con la sua Toyota, Cyril Despres a 24’30” dopo una tappa a guardare le spalle ai compagni e in particolar modo a Sainz e Nasser Al-Attiyah grande sconfitto di giornata: il principe del Qatar era partito bene, lottando spalla a spalla con Peterhansel, ma ha avuto un problema meccanico (la macchina andava molto lenta) che l’ha fatto finire a 29’16” dal vincitore odierno e gli è costato il secondo posto nella generale in una tappa che ha visto ritirare il promettente peruviano Fuchs per la rottura del motore della sua Borgward.

Nella nuova classifica generale, Carlos Sainz guida con 50’35” su Stephane Peterhansel e 1h12’46” su Nasser Al-Attiyah, mentre Bernhard ten Brinke è quarto a 1h22’15”: dopo di loro tutti gli altri, con Przygonski 6° a 2h29’11” con la sua Mini e Al Qassimi staccato di 2h51’46”.

I RISULTATI DI QUAD, CAMION E SxS– Nei quad, la vittoria di tappa va all’argentino Nicolas Cavigliasso, che precede di 2’06” Gonzalez Ferioli e di 6’23” un Ignacio Casale in controllo: la classifica vede sempre avanti il cileno, che ha un vantaggio di 1h41’03” su Gonzalez Ferioli e 1h42’56” sul vincitore odierno. Nei quad abbiamo assistito al ritiro del francese Simon Vitse, che aveva vinto la scorsa tappa ma è stato messo ko da una brutta caduta.

Nei side-by-side, vittoria di tappa per Patrick Garrouste, che verosimilmente sarà il nuovo leader (devono ancora arrivare molti protagonisti), nei camion invece abbiamo assistito al trionfo dell’Iveco di Tom van Genugten davanti al compagno Federico Villagra: nella nuova classifica generale guida sempre Nikolaev, che però ha perso 22′ dal rivale Villagra e lo precede di soli 24’44”.

2 commenti

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  1. […] (Sainz), alle capacità di navigazione che hanno consentito di guadagnare da un errore collettivo (Walkner) e al suicidio perfetto del maggior rivale (Nikolaev). Andiamo dunque a scoprire le classifiche […]

  2. […] già risolta dopo l’errore collettivo che ha consegnato una tranquilla testa della corsa a Matthias Walkner, ma l’imprevisto è sempre dietro l’angolo nei rally-raid, e allora ecco che […]

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