E sono due su tre. L’avvio di stagione di Felix Rosenqvist è a dir poco travolgente. I riflettori dei pronostici erano tutti puntati sul duello tra Lucas Di Grassi e Sebastien Buemi e la crescita mostrata da questo ragazzo svedese classe 1991 è passata quasi sotto silenzio. Così, le due vittorie consecutive tra Hong Kong e Marrakech hanno sorpreso gli appassionati e lanciato un segnale importante agli avversari: quest’anno, chi vorrà conquistare il Mondiale dovrà vedersela con lui.

Difficile dimostrare il contrario. Al di là dell’avvio poco fortunato della prima manche asiatica, Felix ha esibito una velocità ed una costanza sul passo gara a dir poco disarmanti. Sorprende anche la rapidità di apprendimento e la facilità con cui è riuscito a mettere in pratica gli insegnamenti della scorsa stagione. Trovare il feeling con una vettura elettrica non è semplice come potrebbe sembrare proprio perché richiede una notevole capacità di adattamento a set up non sempre ottimali, oltre ad una certosina gestione della batteria. Rosenqvist, in poco tempo, ha imparato a prendere confidenza con la Formula E, studiandone i segreti ed elaborando personali soluzioni ai vari problemi in cui si è imbattuto a bordo della sua Spark-Mahindra.

Ed oltre alla bravura nell’apprendimento bisogna anche evidenziare il talento di cui dispone questo svedese. Non è da tutti infilare due ossi duri come Sam Bird e Sebastien Buemi. Peraltro, la staccata allo svizzero ha ricordato tanto il sorpasso subìto un anno fa dall’attuale vice campione del mondo. Forse, un ulteriore segnale di come, nel giro di dodici mesi, sia cambiato tutto rapidamente. Addirittura, le considerazioni sul suo conto sono mutate già nel giro dell’ultimo mese. Ad Hong Kong, la squalifica di Daniel Abt ha nascosto i meriti della guida di Rosenqvist. Stavolta, la sua bravura è emersa in tutta la sua evidenza. E per gli avversari è diventato evidente che la minaccia nordica non è affatto riassumibile nella giornata di grazia di un baby talento. Anzi, probabilmente, rischia di non essere nemmeno il semplice fuoco di paglia di un avvio stagionale destinato a spegnersi lentamente. Il biondino fa tremendamente sul serio e gli altri, per invertire la rotta, dovranno aumentare il proprio livello, diventando concreti e commettendo meno errori possibili. Per il resto, la tenuta psicologica del ragazzo, vera incognita del momento, verrà messa alla prova dalla leadership da difendere prossimamente e dalle pressioni di chi si ritrova a vestire i panni del favorito. Reggerà Felix o verrà travolto? La risposta al 3 febbraio.

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