La sua è una delle voci più apprezzate e ”scientifiche” nel mondo del motorsport: come abbiamo potuto appurare ulteriormente durante la lunga e piacevole chiacchierata ai microfoni di ”Bandiera a scacchi”, Nicola Villani è un’autentica enciclopedia motoristica, capace di spaziare con competenza e abilità dalla Formula E (commentata su Mediaset col pavese Francesco Neri) all’endurance (la sua grande passione) alla Dakar, che vengono commentate dal telecronista ferrarese per Eurosport. Un guru dei motori, che ci ha rilasciato un’interessante intervista durante l’ultima puntata di ”Bandiera a scacchi”, la nostra trasmissione motoristica in onda ogni lunedì dalle 17.45 alle 18.30 sulle frequenze di Radio Ticino Pavia (FM 91.8 e 100.5): per motivi di completezza abbiamo deciso di suddividere la nostra chiacchierata con Nicola in due parti, ed ecco la seconda parte, nella quale ci siamo concentrati ampiamente sulla Formula E e sull’e-Prix di Marrakech che si è disputato sabato, ma anche sulle prospettive della serie green.

Ciao Nicola, partiamo dalla Formula E e dall’e-Prix di Marrakech: abbiamo assistito a una nuova gara spettacolare di Felix Rosenqvist e a un gran sorpasso su Buemi, lo svedese regala sempre emozioni…

”Riguardo a Felix Rosenqvist, posso dire che, da appassionato di motorsport prima che giornalista, mi piace davvero molto. Rosenqvist è uno di quelli che, nonostante questo mondo sia molto costoso e spesso richieda sponsor per correre, non ha mai avuto gli appoggi economici necessari per arrivare dove sperava, ma ovunque abbia corso nella sua carriera ha sempre vinto ed è sempre andato forte. Ha fatto molto bene nella Formula 3000 europea, nelle GT con Mercedes e anche in Formula E, vivendo un anno di apprendistato nel 2016-17 e venendo beffato nel finale da Buemi, e sabato si è vendicato con quel sorpasso, coronando un bel weekend che ci ha dimostrato che Mahindra (costruttore indiano che ha creduto molto nella sfida elettrica: ha abbandonato il progetto-Moto3) ha un ottimo pacchetto tecnico e un pilota molto forte, che credo sarà uno dei duellanti per il titolo fino all’ultima gara. Gara bella quella di sabato, anche perchè si correva in circuito vero e non in un tracciato cittadino: su un tracciato semipermanente e bello largo abbiamo visto tanti bei sorpassi e una gara divertente, evitando i problemi di traffico e intasamento di Hong Kong”.

La Formula E 2017-18 sembra un campionato molto combattuto: abbiamo un grande Rosenqvist e un buonissimo Buemi, ma anche piloti come Bird e Vergne che si sono confermati e un Piquet in palla. Come lo vedi?

”Avete fatto una serie di nomi che, per un motivo o per l’altro, sono stati protagonisti nella gara di Marrakech. Jean-Eric Vergne per la prima volta da Long Beach 2016 non era entrato in top-10, ma in gara ha fatto una rimonta esagerata a suon di sorpassi che a volte la regia si è persa nella diretta tv, ma ha ottenuto un buon risultato. Per quel che riguarda gli altri, Buemi, Bird e gli altri sono andati bene, e sembra esserci molto equilibrio, eccezion fatta per un paio di team che mancano un po’ di competitività, e mi spiace che tra questi figuri anche il team NIO di Luca Filippi: in generale però c’è stata una crescita da parte di tutti, anche per Jaguar che voleva sorprendere nel secondo anno e si è affidata a Piquet, anche perchè ha molta esperienza, e cambiato molto del personale. Ma soprattutto hanno fatto una monoposto molto competitiva, basti pensare che il brasiliano (che ha sfiorato il podio in Marocco) ed Evans hanno raccolto nel weekend di Hong Kong gli stessi punti che Jaguar aveva realizzato nell’intera stagione 2016-17: vedremo un campionato bello combattuto, è il bello della Formula E, e qui voglio sottolineare l’errore che tanti commettono nell’accostarlo a uno sport totalmente diverso com’è la F1, perchè sono discipline totalmente diverse. La Formula E è un mondo nuovo, il volto nuovo del motorsport, e il fatto stesso che stiano arrivando o siano arrivati tanti costruttori la dice lunga su quello che è il livello d’importanza, sulle location dove corrono e sui piloti, che sono uno più bravo dell’altro: vedremo sicuramente una stagione bella combattuta”.

Continuando sulla Formula E, stupisce il momento-no di Lucas di Grassi e dell’Audi: cosa sta capitando al team tedesco?

”Audi è un brand e un team che dove ha corso ha sempre vinto, basti pensare al dominio nell’endurance. Qui sono arrivati con una squadra incredibile e con una macchina davvero competitiva, ma sono stati parecchio sfortunati in questa prima parte del campionato, perchè a Hong Kong era andata malissimo, ma anche qua tra Abt che ha pagato caro il contatto con Lynn e perso molto quando la gara è stata neutralizzata, e di Grassi che è rimasto a piedi per un malfunzionamento della sua Audi non è andata bene alla casa tedesca. Tra l’altro di Grassi aveva già avuto un brusco calo di potenza nella fase finale della Superpole, probabilmente c’era qualcosa che non andava: l’elettrico è bello e affascinante, ma quando decide di lasciarti a piedi non c’è niente da fare. Sabato gli è successo e adesso deve metterci una riga sopra e ricominciare a lavorare dalla prossima gara: non sarà facile, ma parliamo di una squadra che ha come team principal un ex pilota come Allan McNish che ha vinto tutto nelle corse di durata, hanno grandi tecnologie, un grande budget e i piloti migliori, tra cui c’è il campione in carica di Grassi e poi c’è Abt, che ha dimostrato di essere un pilota in gamba e di valore nonostante ci siano tanti pregiudizi su di lui perchè è il figlio del vecchio proprietario della squadra. Sono convinto che Lucas di Grassi, che è capace di grandi rimonte dal fondo della griglia e ci ha spesso entusiasmato negli anni passati, possa rientrare in corsa nel prosieguo della stagione”.

Audi ha avuto problemi anche nei rookie test e, parlando di rookie test, abbiamo notato la presenza di Antonio Giovinazzi: quante speranze ci sono di vederlo al via della Formula E in futuro, magari nell’e-Prix di Roma. E soprattutto, il suo test è un indizio per un futuro approdo di Ferrari in questo campionato?

Giovinazzi è molto bravo ed è un bel talento, meno male che c’erano lui e l’altro italiano Caldarelli a fare questi rookie test di Marrakech e rappresentare il nostro paese. Per quel che riguarda il pilota pugliese, mi piacerebbe potervi dire di sì e che fosse così, ma purtroppo le scelte che sono state fatte da Ferrari spesso non hanno tutelato i piloti italiani, magari proprio perchè non hanno budget e appoggi necessari: io ci spero e sarebbe bellissimo, ma non sarei troppo fiducioso, anche se le dichiarazioni rilasciate da Marchionne a Bloomberg in cui dice che ”l’elettrico è il futuro” ci fanno pensare a un suo cambio di fronte su questo argomento. Credo che tutti si aspettino l’arrivo, prima o poi, di una monoposto con brand FCA nella Formula E, e sappiamo tutti che si è parlato molto di Maserati: sarebbe molto bello, e chissà che a quel punto non ci sia anche un pilota italiano alla guida. Per quanto riguarda Caldarelli, è un ragazzo che pochi conoscono perchè ha corso parecchi anni nelle serie minori e in Giappone sotto l’ala protettiva di Toyota, ma ha vinto ovunque e ha contribuito qualche anno fa allo sviluppo del prototipo ibrido di Toyota per l’endurance : inoltre corre nella Super GT per il brand di lusso con Toyota Lexus, e l’anno scorso con Lamborghini ha vinto il Blancpain Endurance nella classe GT3 con una bella Huracan. Correrà anche a Daytona, e nei test di Marrakech ha preso un po’ le misure della monoposto di Dragon: è un pilota molto forte e spero che abbia un’opportunità in futuro, magari proprio con quel costruttore giapponese che continua a supportarne la carriera. Tra l’altro, come giustamente ricordate, aveva fatto da test driver della Toyota F1 nel 2008, quando aveva 18 anni: ha una carriera lunghissima che non tutti conoscono perchè ha corso là e solo ultimamente ha ottenuto risultati che l’hanno fatto conoscere al pubblico europeo. Parliamo di un pilota molto bravo, che però è dovuto emigrare per trovare quella visibilità che non aveva ottenuto nel suo paese”.

Quanto sta prendendo piede il mondo della Formula E in Italia? La serie green sta riuscendo a farsi conoscere, o siamo ancora un po’ restii, vista anche la confusione tra la F1 e la serie elettrica?

”La Formula E in generale sta crescendo tanto, e probabilmente la prossima stagione sarà fondamentale, perchè arriveranno costruttori come Mercedes e Porsche in futuro, Nissan al posto di Renault e BMW che entrerà ufficialmente dopo aver supportato il team Andretti in questa stagione. È un campionato che piace e che ha un maggior appeal sui giovani, perchè ha un approccio migliore su una generazione cresciuta con tecnologia, telefonini, Playstation ecc: per chi ha qualche annetto di più, e io stesso ammetto che mi piace ancora provare una macchina che ha un bello scarico sportivo per sentire il sound, va capito che ci sono anche altri aspetti del motorsport che possono essere interessanti, e questa serie è interessante dal punto di vista tecnologico. È ovvio che negli anni a venire le macchine saranno più performanti (banalmente, nel 2018-19 le batterie dureranno tutta la gara), ma la cosa che è ancor più interessante è la difficoltà svelata dai piloti nel portare al limite queste vetture: anche piloti fortissimi, ad esempio Lotterer che corre con Techeetah e ha vinto tutto nell’endurance, fanno una grande fatica perchè queste auto vanno interpretate e il pilota si deve adattare a questa macchina. Non si possono fare setup su misura, c’è un percorso d’adattamento per andar forte in questa categoria, che non è assolutamente facile. Tornando alla domanda, ci vorrà un po’ di tempo per far amare la Formula E in Italia: c’è chi è scettico o ha pregiudizi, ma spero che questi dubbi vengano sciolti col tempo e tutti imparino ad apprezzare questo campionato. Certo, a tutti piacciono i motori rumorosi o altre caratteristiche tipiche del motorsport tradizionale, ma bisognerebbe anche andare oltre e guardare la realtà, perchè se ci sono così tanti costruttori, piloti forti e città così interessante, non può essere per caso: va accettato come una delle evoluzioni del mondo dell’automobile, fa parte del gioco, e spero che un giorno nelle città arriveremo a guidare noi stessi delle macchine elettriche, perchè farebbe bene a tutti noi”.

Parlavi di grande successo, e ricordiamo a chi non lo sapesse che in Svizzera le corse motoristiche sono vietate per legge dal 1955 in seguito a un incidente avvenuto in una 24h di Le Mans, ma hanno fatto un’eccezione per la Formula E: un segnale della forza di questo campionato.

”Esatto, correranno a Zurigo dopo 62 anni e una norma che vietava le corse di qualsiasi genere in terra elvetica. Addirittura Formula E ha trovato un title sponsor di grande caratura proprio in terra elvetica, e questa svolta dà l’idea di quello che potrà diventare in futuro: però è normale un po’ di scetticismo iniziale perchè ci si deve abituare pian piano alle cose, per questo non me la prendo con chi parla di ”aspirapolveri” sui social perchè fa parte del gioco”.

(per leggere la prima parte dell’intervista a Nicola Villani, nella quale abbiamo parlato della Dakar, cliccate qui)

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