Dakar 2020

Un lungo trasferimento che porta a una delle speciali più lunghe dell’intera Dakar 2018: ci vuole azzardare l’ultimo assalto alla classifica generale deve farlo quest’oggi, nella frazione che porta la corsa da San Juan a Cordoba, città argentina che sarà il teatro della tappa conclusiva del rally-raid. 907 km per moto e quad, che hanno visto accorciare la loro speciale di 60km (sarà di 369km) per il fango presente nella parte finale del percorso odierno e l’allagamento di un zona che avrebbero dovuto attraversare, 927km (368 cronometrati) per auto, camion e side-by-side: una frazione insidiosa, con alte dune di sabbia finissima e il tanto temuto fesh-fesh desertico. O la corsa viene ribaltata quest’oggi, oppure la vittoria finirà saldamente a chi è già in testa nella generale: domani, infatti, la corsa si chiuderà con 284km ad anello intorno a Cordoba e un tratto cronometrato di soli 119km in mezzo a corsi d’acqua e con 30 fiumi/fiumicciatoli e torrenti da attraversare.

MOTO: VITTORIA DI PIRRO PER TOBY PRICE, WALKNER VINCITORE ”VIRTUALE” DELLA DAKAR– La Dakar delle moto, di fatto, si era già risolta dopo l’errore collettivo che ha consegnato una tranquilla testa della corsa a Matthias Walkner, ma l’imprevisto è sempre dietro l’angolo nei rally-raid, e allora ecco che l’austriaco ha fatto ciò che doveva fare: controllare, controllare e controllare, anche a costo di vedersi rosicchiare qualche minuto di vantaggio prima di una tappa decisamente interlocutoria, visti i soli 119km di speciale. La vittoria odierna, in una frazione che vede il ritiro dell’hondista Ricky Brabec, la cui Honda va a fuoco dopo una caduta (seguita a un primo problema meccanico a inizio tappa), va a un superlativo Toby Price, che senza quell’errore di navigazione avrebbe vinto con merito la Dakar, visto che ha perso oltre 10′ in più rispetto a Benavides e gli è vicino nella generale. L’australiano della KTM vince con 2’03” sull’argentino (Honda), con Antoine Meo 3° a 2’44” dal vincitore di tappa e Matthias Walkner che arriva tranquillamente a 11’32”: quinto di giornata Pedrero (Sherco) a 15’12”, con Aubert (Gas Gas) a 16’10’, Jonathan Barragan 9° a 22’10” con l’altra Gas Gas, Farres Guell (Himoinsa) 10° a 23’34” e Pablo Quintanilla 12° a 25’04” dopo aver perso svariati minuti nei giorni scorsi. Laia Sanz è 13a a 27’39”, gli italiani Jacopo Cerutti e Maurizio Gerini sono rispettivamente 19° a 40’02” e 22° a 42’47” con le loro Husqvarna.

La vittoria di Toby Price è una vittoria di Pirro, dato che la classifica generale è invariata nelle posizioni e la vittoria finale è saldamente nelle mani di Matthias Walkner: l’austriaco, che controllerà anche domani per regalare a KTM un successo che arriva ininterrottamente dal 2001, guida con 22’31” su Kevin Benavides e 27’45” su Toby Price, che sembrano di fatto aver ipotecato i posti sul podio. Il quarto della generale infatti è Antoine Meo, che si trova a 50’17” dal leader e difficilmente proverà a stravolgere le cose: 5° Farres Guell a 1h01’19”, precedendo Aubert (1h54’12”), Quintanilla (2h06’49”), Mena (2h23’29” per lo spagnolo della Hero), Oliveras (Himoinsa, 2h39’33”) e Cornejo (Honda, 2h40’17”) nella top-10. Pedrero è 11° a 2h40’43”, Laia Sanz 12a a 2h50’37” e Jonathan Barragan 15° a 3h04’47”: per quel che riguarda gli italiani, 19° Cerutti a 5h31’26”, mentre Gerini è 22° a 6h30’53”.

AUTO: TAPPA AD AL ATTIYAH, SAINZ CONTROLLA E IPOTECA LA CORSA– Anche nelle auto assistiamo al tranquillo controllo del leader, con Carlos Sainz che si limita a passeggiare e non sprecare energie inutili visto l’ampio margine di vantaggio. Una grande tappa di Stephane Peterhansel avrebbe potuto mettere sotto pressione lo spagnolo, ma succede l’irreparabile in una frazione che gli stessi piloti hanno definito ”una sfida di sopravvivenza” (sono partiti alle 13, sono arrivati tra mezzanotte e l’una passata): monsieur Dakar ha un nuovo incidente (schianto contro un albero e sterzo danneggiato), deve aspettare l’assistenza e perde un’ora circa, buttando via ogni chance di rimonta e podio finale nel rally-raid. Ma c’è chi ha ancora maggior sfortuna, e il suo nome è Bernhard ten Brinke: l’olandese della Toyota stava andando fortissimo quest’oggi e guidava la frazione con un buon vantaggio su un Nasser Al-Attiyah che si era fermato pochi minuti per un problema meccanico, ma ha dovuto ritirarsi a metà tappa per un problema tecnico sulla sua Toyota. Tanti saluti alla Dakar e a un podio meritato per l’eccentrico olandese, e così la 13a tappa ha incoronato Nasser Al-Attiyah, che ha vinto con 11’16” sull’argentino Alvarez (Toyota Overdrive) e 13’06” sull’altro compagno di marca Giniel De Villiers, che balza sul podio e chiude a 13’06” dal qatariota: quarto Przygonski a 15’07”, a precedere l’altra Mini di Hirvonen (19’24”) e Carlos Sainz, che chiude bonariamente a 19’37” senza impegnarsi troppo. Cyril Despres arriva a 34’36”, Stephane Peterhansel a 1h03’04”: il sogno della 14a Dakar vinta finisce qui, quello di acciuffare un podio (verosimilmente) pure.

La nuova classifica generale vede infatti Carlos Sainz in testa con un margine apparentemente irrecuperabile di 46’18” su Nasser Al-Attiyah, che penserà più a non commettere errori e difendere il secondo posto che a fare folli attacchi: terzo Giniel de Villiers a 1h20′ esatti, con Peterhansel quarto a 1h28’08” e il vuoto dietro a questi piloti: complice il mancato arrivo (sin qui) dello sceicco Al Qassimi, infatti, Przygonski è 5° con 2h46’32” di ritardo dal leader e futuro vincitore, e dopo i big-5 c’è un vuoto di ore per arrivare al 6° posto (assolutamente parziale) dello staccatissimo Prokop (7h di ritardo).

I RISULTATI DI QUAD, CAMION E SxS– Nei quad, Ignacio Casale ipoteca la vittoria controllando per l’ennesima tappa e consegnando una nuova vittoria ai piloti argentini: successo parziale per Jeremias Gonzalez Ferioli, che infligge 3’18” al paraguaiano Sanabria e 4’03” a colui che sarà il vincitore della Dakar 2018 nei quadricicli. Nella classifica generale, Casale guida con 1h37’16” su Nicolas Cavigliasso (oggi staccato di 7′) e 2h05’12” sul vincitore di tappa, che non riuscirà a salire oltre il terzo posto a meno di exploit nella frazione di domani.

Nei camion la strada è spianata per il successo di Nikolaev, dato che Villagra (che lo seguiva a un secondo) si è prima fermato per circa mezz’ora e poi ritirato per un grave problema meccanico: il russo si è dedicato al controllo nella parte cruciale della tappa, dato che il rivale più vicino distava tre ore, e ha già di fatto vinto la sua Dakar. Nei side-by-side, vittoria di tappa per il francese Patrick Garrouste con 9’49” su Reinaldo Varela, che ha di fatto vinto la Dakar: incolmabile il distacco di 53’28” tra il brasiliano e il mai domo transalpino.

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  1. […] classifiche che si erano definitivamente definite (perdonate il giuoco di parole) nella giornata di ieri e sulle dune di Fiambalà: i 284km da Cordoba a Cordoba, con una speciale di 119km nelle quale si […]

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