Il grande giorno, il primo passo ufficiale verso una nuova stagione che scatterà formalmente il 28 gennaio coi test di Sepang (ci saranno altre due sessioni: 14-16 febbraio a Buriram, 1-3 marzo in Qatar) e ci farà assistere al tentativo di riscatto di una Yamaha che aveva perso totalmente la trebisonda nel 2017: quest’oggi è stata infatti presentata la moto 2018 della casa del Diapason, che ripartirà da Valentino Rossi e da quel Maverick Viñales che ha annunciato nell’occasione il rinnovo fino al 2020 (niente Honda per lui).

Una presentazione avvenuta a Madrid nelle sale del Centro de Creación Contemporánea all’ex Mattatoio sul Manzanarre, e che non ha fornito particolari dettagli tecnici sulla nuova M1, a differenza di quanto era successo con Ducati: il mantra della nuova Yamaha, ripetuto anche dai piloti oltre che da Meregalli e dalla proprietà nipponica, è quello di ”lavorare duramente sull’elettronica e sulle gomme per crescere rispetto al 2017, e l’unica novità certa è data dalla direzione presa riguardo al telaio.

Dopo aver provato nei test post-season le configurazioni 2016, 2017 e 2018, Rossi ha dato l’indicazione di seguire e sviluppare il telaio 2016, quello che secondo il Dottore dà maggior affidabilità e flessibilità alla moto giapponese: una scelta non totalmente condivisa tra i piloti (Zarco, che avrà la moto ufficiale, puntava sulla versione-2017), ma che comunque è ormai ufficiale e non modificabile. Il telaio come unica nota tecnica ben visibile su una M1 che è stata parecchio ”nascosta” in vista dei prossimi test, ed ha colpito solo per il cambio di livrea: dai colori del 2017, si passa a un blu più scuro, che vede proseguire la collaborazione con Telefonica Movistar (rinnovata per 5 anni) e Monster Energy come sponsor principale e secondario. E proprio da Movistar arriva una delle novità della M1, col logo che diventa bianco e abbandona lo storico verde dell’azienda spagnola (un cambiamento già avvenuto nel ciclismo), dando così un tocco ”chiaro” sul blu scuro della carena: una carena che ricorda decisamente quella della Yamaha 2004, la moto del primo Mondiale di Rossi, e chissà che non sia di buon auspicio per il ritorno in grande stile della casa nipponica.

Lo scopriremo dai test, ma soprattutto dalle prime gare di un Mondiale che si preannuncia molto interessante, visto che tantissimi big sono a scadenza!

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