Nemmeno il tempo di fare sul serio ed il sovrano è già sotto assedio. Lo confermano i recenti test ad Jerez, svoltisi in settimana. Jonathan Rea dovrà sudarsi la terza riconferma consecutiva da campione del mondo perché gli avversari in agguato pronti a rovesciarlo dal trono non sono pochi. Le prove degli ultimi giorni dicono che la Kawasaki è ancora la moto da battere. Tuttavia, è altresì vero che Tom Sykes ha mostrato una velocità notevole, forse superiore a quella del compagno di squadra. Ed è un dato non eccessivamente allarmante visto il momento dell’anno; tuttavia, sorprende vedere Rea inseguire a 6 decimi e non comandare. Indubbiamente, il Cannibale ha preferito concentrarsi su un lavoro mirato alla durata delle gomme  sulla tenuta del pacchetto tecnico a disposizione. Si possono spiegare così gli 83 giri, 11 in più del compagno. Resta da capire se l’1’38”881 di Sykes abbia ancora un ampio margine di crescita o se sia piuttosto vicino al limite effettivo della “verdona”.

Alle spalle della Kawasaki incombono due minacce: Yamaha e Honda. La squadra di Iwata sembra aver trovato il giusto assetto. Basta vedere la facilità con cui il campione Endurance Niccolò Canepa si è piazzato alle spalle del tandem verde. A suo agio anche Alex Lowes, secondo nel corso della giornata iniziale dei test. La moto c’è e può migliorare ulteriormente. Discorso simile per la casa di Tokyo, che ha trovato in Leon Camier il pilota giusto per esprimere il miglior potenziale dalla CBR. Il pacchetto della Honda, infatti, sembra a buon punto nonostante le sole due giornate di test e questo preoccupa gli avversari perché non è ben chiaro quale sia il suo potenziale effettivo.

Chi non sorride è la Ducati. Marco Melandri ha girato su buoni tempi, accorciando il gap con la Kawasaki, ma le impressioni non paiono affatto positive. C’è l’impressione che le modifiche fatte tra regolamenti e scelte tecniche non abbiano portato i benefici sperati. Per di più, vanno verificate anche le condizioni di Chaz Davies dopo l’incidente di novembre. Insomma, c’è tanto da lavorare per essere alla pari delle giapponesi. Non brilla nemmeno l’Aprilia, almeno stando ai tempi. Eugene Laverty ha accorciato il gap, girando sui tempi di Melandri, mentre Lorenzo Savadori si è dichiarato soddisfatto dell’approccio iniziale e confida in un ulteriore passo in avanti. Non convince la MV Augusta con Jordi Torres, ancora indietro in termini di sviluppo. Il progetto è buono, ma ancora acerbo. Stessa situazione della BMW Althea di Loris Baz. Il tempo per migliorare e correggere i difetti c’è, ma non è enorme.

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