Una gara imprevedibile, ricca di colpi di scena e bellissima: 24 ore in pista su una pista che riprende lo storico circuito ovale di Daytona e ci aggiunge curve e punti veloci per trasformarlo in un circuito percorribile in 1’40” circa, 24 ore che hanno entusiasmato gli appassionati di tutte le forme di Endurance. In gara i mostruosi prototipi, le LMP2 e le GT già ammirate nel Mondiale Endurance e le GT Daytona, classe aggiunta ad hoc che ci ha regalato l’unico successo in questa 24 ore di Daytona, ma soprattutto in gara ci sono tante facce note: da Paul Di Resta, a Fernando Alonso e Lando Norris (iscritti in tandem con una Ligier), a Bruno Senna, a Ferdinand von Habsburg, a Juan Pablo Montoya e ai nomi ultranoti delle IndyCar, capitanati da Helio Castroneves. Tutti al via di una corsa che apre la stagione motoristica, ma soprattutto ha un favorito d’obbligo nei prototipi: troppo forte e troppo performante la Cadillac costruita con telaio Dallara, che finisce col dominare nettamente quest’edizione della 24h di Daytona e approfittare dei problemi di affidabilità delle Acura di Montoya e Castroneves.

In pole position, in questa 24h di Daytona, scattava la Cadillac del team Taylor, trascinata alla pole da uno strepitoso van der Zande, ma questa vettura è stata costretta al ritiro nella notte dopo aver palesato già problemi tecnici nelle prime ore di gara: la #10 aveva infatti perso posizioni, lasciando davanti a battagliare la vettura #5 guidata da Christian Fittipaldi (47enne e figlio di Emerson), Joao Barbosa e Felipe Albuquerque e l’Acura #7 di Castroneves, Taylor e Rahal. Due vetture che hanno continuato a scambiarsi le posizioni, anche durante una notte piovosa e ricca di colpi di scena, salvo poi vedere ”volare via” la Cadillac-Dallara, che ha approfittato della sua forza e dei problemi della #7 per involarsi solitaria verso la vittoria. Alle sue spalle la vettura #31 (Cadillac) guidata da Felipe Nasr, Eric Curran, Mike Conway e dal giovane Stuart Middleton, che aveva perso del terreno inizialmente, ma poi si è rifatta sotto dando vita a una spettacolare doppietta: un nuovo scroscio di pioggia aveva addirittura reso possibile (per qualche minuto) il potenziale aggancio alla vettura-ammiraglia, dato che Conway girava 5” più veloce di Albuquerque, ma nell’ultima mezz’ora si è capito che questo scenario era diventato totalmente impossibile. Vittoria per la Cadillac #5 di Albuquerque-Barbosa-Fittipaldi (808 giri!) con 1’15” sulla sorellina guidata da Nasr-Conway-Middleton-Curran e 1 giro sulla prima delle LMP2, la vettura #54 guidata da Dumas-Bennett-Braun-Duval: una monoposto che ha compiuto un’impresa, arrivando al podio e insidiando per gran parte delle ultime tre ore una delle Cadillac, ma soprattutto conquistando uno strepitoso successo nella sua classe e precedendo altri equipaggi quotati, su tutti quello di Bruno Senna e della sua Ligier (condivisa con Owen, de Sadeleer e Di Resta), arrivata 4a davanti alla Oreca-Gibson #78 guidata da von Habsburg, Brundle, Antonio Felix da Costa e Ho-Pin Tung per il Jackie Chan Racing nell’alternanza di sole, notte, alba e crepuscolo tipica di questa corsa (terminata alle 20.40 italiane, le 14.40 locali). 9° posto per l’Acura #7 di Castroneves-Taylor-Rahal, che ha preceduto di pochi secondi la #6 guidata da Cameron, Montoya e Pagenaud: è stata una gara difficile per le vetture del team Penske, e anche per quel Felix Rosenqvist che ha portato al traguardo l’altra vettura del team Jackie Chan (condivisa con Stroll, Frijns e Juncadella) a 31 giri di distacco. Ma in fatto di ”sfiga”, nessuno batte Fernando Alonso.

PROBLEMI TECNICI E PASSO DEL GAMBERO: LA DIFFICILISSIMA 24H DI FERNANDO ALONSO– È difficile pensare a quanto possa essere deluso Fernando Alonso dopo questa 24h, ma sicuramente Nando si starà mangiando le mani pensando che un’altra Ligier è arrivata al 4° posto dopo una gara decisamente positiva, mentre la sua si è trasformata in un incubo dopo un avvio cauto e una notte promettente. Nando scattava dal 13° posto dopo delle qualifiche controllate, era risalito in 11a posizione facendo in prima persona la parte iniziale di gara e scivolando pian piano al 15° posto, e accarezzato il sogno di un exploit nella notte: dopo due ore più tranquille con alla guida Phil Hanson, Lando Norris aveva suonato la carica nelle condizioni di asciutto-bagnato trovate dai piloti tra le 3 e le 5 italiane, girando nettamente più veloce di tutti e portandosi addirittura in terza posizione (con qualche giro in testa per i pitstop altrui) alle spalle delle supercar di Cadillac e Acura. Forse proprio questo ”strappo” da F1 di Norris, non abituato ai ritmi controllati dell’Endurance ma a dare tutto per la foga del giovane predestinato, ha compromesso una vettura che era già fragile di suo e trasformato la gara del terzetto in un autentico calvario: un problema ai freni aveva costretto il trio a oltre 45′ di stop ai box, ma poi Norris-Alonso-Hanson erano risaliti intorno alla 15a posizione, salvo poi accusare altri gravi problemi tecnici nel finale e doversi fermare per un’ora circa. Morale della favola, il terzetto, con Norris a chiudere la gara e Alonso che si è preso pause lunghe (4h buone) tra un turno e l’altro, optando per un approccio soft a quella 24h che ritenterà a Le Mans (con Toyota?), è arrivato in 38a posizione a 90 giri dal vincitore e 13° tra i prototipi. Un risultato deludente, anche perchè la velocità mostrata dal trio senza intoppi tecnici poteva valere una top-10. Alonso deluso dunque, ma c’è chi sorride nelle altre classi.

STRAPOTERE FORD IN GTLM, VITTORIA PER LAMBORGHINI NELLE GT DAYTONA– Abbiamo già citato il successo di Cadillac nell’overall e nei prototipi, e quello di Dumas&co. nelle LMP2, e ora dedichiamoci alle ruote coperte. Nella GT Le Mans ha stravinto Ford, col team Ganassi che ha piazzato la #67 guidata da Briscoe, Dixon e Westbrook davanti alla #66 di Hand-Muller-Bourdais: terzo posto per la Corvette #3 guidata da Kevin Magnussen, Garcia e Rockenfeller, davanti alla #4 di Gavin-Miller-Fassler e alla Ferrari AF Corse di Pier Guidi-Calado-Vilander, che ha vinto la sfida ”europea” con la Porsche 911 di Bamber.

Trionfo tutto italiano, invece, nella GT Daytona, che ha regalato la prima vittoria nell’endurance a Lamborghini: la Huracan guidata magistralmente da Mirko Bortolotti, Ineichen, Perera e Breukers ha ottenuto uno strepitoso successo, reggendo alla pressione della Mercedes di Bleekemolen (poi crollato al 4° posto per una foratura) e non commettendo il minimo errore. Vittoria tutta italiana dunque, precedendo la #86 guidata da Katherine Legge, Alvaro Parente, Hindmen e Allmendinger, ma soprattutto l’altra Lambo guidata nel finale da Andrea Caldarelli, che ha condiviso il mezzo con Sellers, Snow e Miller. Lamborghini prima e terza con due italiani alla guida, c’è da sorridere per i nostri colori in questa classe.

 

 

1 commento

Trackbacks & Pingbacks

  1. […] entusiasmante alla Rossa e tenterà di difenderlo in un 2018 che è iniziato col 5° posto nella 24h di Daytona. Nella penultima puntata di ”Bandiera a scacchi”, il nostro programma radiofonico in […]

Lascia un Commento

Vuoi partecipare alla discussione?
Fornisci il tuo contributo!

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *