Si è conclusa anche la seconda giornata di test, che si è rivelata quasi una “qualifica”. Tempi vicinissimi, quattordici piloti racchiusi in un secondo e la top ten contenuta in un cinque decimi. A farla da padrona sono state le due Yamaha Movistar di Maverik Vinales e Valentino Rossi, rispettivamente primo e secondo. Le due giapponesi hanno dominato la sessione, anche se le Ducati ci sono, come testimoniano il quarto e il quinto posto di Jorge Lorenzo e Jack Miller. Quest’ultimo ha mostrato grande adattamento alla sua nuova moto, stampando ottimi tempi nel corso di tutti i test. Tra le Rosse e le Movistar c’è Crutchlow, che dimostra di essere un asso nel crono. Fuori dai primi dieci invece il leader di domenica, Dani Pedrosa. Andrea Dovizioso e Marc Marquez vanno a braccetto e si piazzano rispettivamente al settimo e ottavo posto.
Ma andiamo ad analizzare casa per casa la seconda giornata di test.

QUI DUCATI
Altra giornata positiva per la scuderia di Borgo Panigale. In particolare, Jorge Lorenzo è rimasto affascinato dallo sviluppo della GP18, nettamente più prestante nella velocità a centro curva. E i risultati si vedono: il maiorchino fa il tempo con molta facilità e dopo il terzo posto di ieri, quest’oggi ha chiuso quarto, primo tra le Ducati. Por Fuera ha provato nuovi setting e nuove componenti, incrementando passo gara e tempo sul giro. La moto presenta grandi margini di miglioramento e il funambolo numero 99 sente molta confidenza.
All’entusiasmo di Lorenzo si contrappone un Dovizioso più cauto, consapevole che la Ducati ha sempre mostrato ottime cose nel tracciato di Sepang, e che solo nei prossimi circuiti si capiranno i miglioramenti. La giornata del forlivese non è stata brillantissima. Il numero 04 non solo si è piazzato ottavo, ma non è nemmeno riuscito a completare il programma previsto.

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QUI YAMAHA
I protagonisti di giornata sono sicuramente gli uomini del team Movistar. Yamaha ha lavorato tanto per sopperire gli enormi problemi dell’anno scorso, e i risultati sono stati sorprendenti. Vinales ha stracciato Rossi sul crono, ma il secondo posto del numero 46 certifica che il team nipponico non è primo per caso, com’è capitato invece a gennaio 2016. La Yamaha ha fatto un passo in avanti, questo è certo, anche se il team Movistar ha sempre dominato i test invernali. Questa volta però la moto è di base 2016 è studiata per entrambi i piloti, con evidenti miglioramenti elettronici e ciclistici. Quest’oggi è stata provata maggiormente l’aerodinamica, utilizzando una carena alata, con due appendici meno vistose di quelle usate nei test di Valencia. I due piloti hanno notato qualche miglioramento, come maggior contatto della gomma con l’asfalto e maggior deportanza. Nelle curve si sente meglio l’anteriore, ma i due rider non promettono un uso cospicuo delle ali, utili in alcuni tracciati ma pessime in altri.

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QUI HONDA
Giornata veramente ricchissima di lavoro per gli uomini Honda, alle prese con prove su due nuovi motori, abbandonando definitivamente la versione 2017. Dunque Marquez e Pedrosa non hanno mai tentato il time attack, pensando invece maggiormente alle innovazioni proposte da Honda. I due spagnoli e Crutchlow hanno provato anche differenti profili aerodinamici e nuove carene alate. I benefici però non sono stati quelli sperati. Se da una parte l’accelerazione e la frenata sono migliori, dall’altra ne risente l’agilità nei cambi di direzione e lo sforzo della gomma anteriore nel corso della gara. È altamente probabile che il team Repsol continui con le soluzioni adottate l’anno scorso.

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Ecco la tabella dei tempi della seconda giornata di test in Malaysia:

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Fonte immagini: Motogp.com

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