Ed è subito doppietta. Antonio Cairoli finisce da dove aveva finito: vincendo. Il duplice successo nella prima tappa degli Internazionali d’Italia. Tonico, solido, concreto: il Re non sembra aver subìto il lungo letargo della MXGP. Impressiona la semplicità con cui il nove volte campione del mondo ha condotto la fida KTM verso il traguardo. La marcia è stata fluida e rapida, senza il minimo intoppo. È stato come rivedere il Tony del 2017, dominatore incontrastato della pista. Non c’è che dire: è un segnale inequivocabile. E soprattutto è un messaggio diretto a tutti gli avversari diretti.

E la concorrenza, per ora, non risponde. Tim Gajser ha preferito non spostarsi dalla Slovenia a causa del maltempo e, dunque, potrà testare il suo stato di forma in altre occasioni. Non ha brillato particolarmente Jeffrey Herlings: l’olandese numero 84 è stato coinvolto in un incidente al via con altri piloti e si è procurato una forte contusione ad una spalla. Non il miglior modo per iniziare la stagione, anche se i tifosi dell’ex dominatore della MX2 hanno temuto infortuni ben peggiori. Dunque, questa breve uscita suscita poche sensazioni inerenti l’aspetto prettamente agonistico, mentre lascia adito a scaramanzie giustificate dall’attitudine ad incappare in batoste e crack dolorosi nelle stagioni precedenti: che sia uno di quegli anni in cui Jeffrey non rimedia disavventure varie durante gli allenamenti? Gli amanti di questo sport se lo augurano.

Sorprende la crescita di Max Anstie, secondo sul traguardo. Il britannico ha mostrato un buon passo ed una condizione fisica molto interessante. Certamente è ancora presto per poter valutare se sarà solamente un exploit prestagionale o se il ragazzo diventerà una costante dei piani alti. Discorso simile per Jeremy van Horebeek, decisamente solido e promettente. Il terzo posto dell’olandese evidenzia anche una buona tenuta nervosa, dato che il podio è arrivato grazie ad una difesa strenua contro gli attacchi del rimontante Gautier Paulin. Il francese aveva chiuso al terzo posto lo scorso Mondiale e da lui ci si aspetterebbe un passo in avanti più accentuato. Tuttavia, è altrettanto vero che il pilota Husqvarna è un grande regolarista e solitamente si intravvede minacciosamente nelle posizioni di vertice dopo qualche gara iniziale. La sua prestazione è dunque più che positiva, così come impressiona anche la prova di Romain Febvre, che porta la sua Yamaha al quinto posto. Certo, Cairoli sembra già di un altro pianeta, ma la rimonta dalle retrovie ed il passo di gara ostentato dal campione MXGP 2015 non sono segnali da sottovalutare. Chissà se una delle potenziali minacce per il trono di Tonino arriverà dai transalpini.

In casa TM c’è ancora da lavorare. Il dodicesimo posto di Max Nagl dice che il pacchetto è buono, ma il livello ricercato dal tedesco non è ancora stato raggiunto e, per ora, gli altri top rider sono di un altro pianeta. Niente di deprimente, dato che questo era il primo vero test per il neonato binomio. Certo, il distacco ed il piazzamento finale non soddisfano la squadra, desiderosa di ritagliarsi spazi importanti durante la stagione. A proposito di outsider, da sottolineare la grande rimonta di Keremy Seewer, giunto in ottava piazza e preceduto da Shaun Simpson e Tanel Leok, sesto e settimo .Bene Alessandro Lupino, nono al traguardo, apparso in buona forma. Sedicesimo invece Ivo Monticelli. Al di fuori di Cairoli, l’Italia risponde comunque presente con segnali incoraggianti.

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