Il Re è caduto. Diciamolo piano, a bassa voce, con giusto rispetto per un sovrano. Il debutto della Formula E a Santiago del Cile ha lasciato il segno. L’appuntamento sudamericano verrà ricordato come la tappa che ha sancito la detronizzazione di Lucas Di Grassi. Il campeao du mundo 2016/17 ammaina virtualmente la bandiera, quando la sua Audi, all’improvviso, perde potenza fino a fermarsi. Una scena, purtroppo, già vista e rivista in questo avvio di stagione.

 In quattro gare, tra incidenti e guasti di varia natura, il brasiliano non ha mai visto il traguardo. Zero le manche concluse, zero i punti in classifica. Una situazione inimmaginabile alla vigilia del campionato, quando tutti gli appassionati si preparavano ad assistere ad un remake delle ultime stagioni, con il solito duello tra Di Grassi e Sebastien Buemi. La realtà ha raccontato ben altro e, dopo solamente un quarto di stagione, l’iridato in carica ha virtualmente abdicato. Difficilissimo, forse ormai impossibile, colmare il gap che lo separa dai primi della classe. Finora, nessun pilota è riuscito a vincere il titolo in Formula E con così tanti ritiri. Per sognare un bis iridato, Lucas dovrebbe infilare una serie di vittorie consecutive a dir poco straordinaria e, nonostante ciò, potrebbe anche non bastare. Aggiungiamoci che Di Grassi non è esattamente un vincitore seriale, ma piuttosto uno straordinario regolarista. Inseguire con così tanti punti di ritardo non è una situazione semplice da gestire per un pilota con le sue caratteristiche.

Ma com’è stato possibile passare dai trionfi di un anno fa alla resa incondizionata di questo scorcio di stagione? Sembra che il mondo si sia capovolto. Colpa, forse, di un mezzo potente e veloce, come testimoniato dai buoni tempi nelle prove libere, ma incapace di mantenere lo stesso livello durante tutto il week end e carente in termini di affidabilità. Un problema non indifferente a cui è complesso trovare una soluzione immediata. Audi non sta a guardare ovviamente, ma la situazione è critica ed urge un lavoro certosino per riportare Di Grassi ed il compagno Daniel Abt nelle posizioni di vertice.

Un altro importante passaggio sarà la ricostruzione psicologica del ragazzo. Il brasiliano ha accusato l’avvio shock e diverse certezze si sono sgretolate. Non è semplice accettare il passaggio da lepre a cacciatore. Figurarsi il crepuscolo dei sogni di gloria dopo una manciata di gare. Il pacchetto Di Grassi-Audi, in questo momento, è nel pieno di un tunnel di cui non si intravede l’uscita. Anzi, sembra che la galleria debba condurre sempre più in basso, verso il buio più pesto, lontano dalla luce della vittoria. Il ritorno al successo sarebbe la giusta medicina per l’autostima della squadra e darebbe un senso ad un 2017/18 a dir poco stregato. Certamente, nel ritorno ad alti livelli sarà importantissimo anche questo momento complicato. Le difficoltà aiutano a crescere. Sarà lo stesso anche per Lucas Di Grassi, il Re senza regno e corona.

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  1. […] a svariati ritiri e gare costantemente volte a rincorrere gli avversari, piove sul bagnato su Lucas di Grassi e sulla sua […]

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