”La MotoGP mette al bando le ali aerodinamiche”. L’annuncio in pompa magna era arrivato al termine del 2017, con una normativa che sarebbe entrata in vigore per la stagione 2018, ma la Dorna e i vertici della MotoGP non avevano fatto i conti con la continua ricerca aerodinamica delle case motociclistiche del massimo campionato: Ducati, Yamaha e quant’altro avevano progettato la nuova moto in funzione delle famose ”alette”, e così dopo l’abolizione formale hanno studiato altri metodi al limite del regolamento per creare il cosiddetto ”downforce”, la forza di gravità che spinge la ruota verso il suolo.

Ducati stessa ha ridisegnato la sua ”carena alata” per adattarsi al regolamento, ma la vera e propria soluzione che ha fatto storcere il naso è stata quella di Yamaha: la casa del Diapason ha presentato una carriera con una specie di ”doppia lama”, che ricorda sicuramente quella vista sulla Ducati 2017 e ufficialmente messa al bando. Una mossa che ha fatto arrabbiare alcuni piloti, su tutti quell’Andrea Dovizioso che ha dichiarato che ”soluzioni del genere rendono il bando alle ali una vera e propria farsa”. D’altronde, quando ci si sente dire che le ali sono state eliminate per ”questioni di sicurezza”, e poi dopo pochi mesi compaiono soluzioni simili ed evolute rispetto all’originale, una reazione simile è normale, e le polemiche non si sono spente neppure i test di Sepang: qui Yamaha ha presentato una nuova e particolare carena, che mantiene delle appendici simili alle ”alette” tanto criticate, ma è in tono col regolamento attuale.

Le ”lame” presenti sulla carena Yamaha

E proprio in virtù di questi vuoti regolamentari, la MotoGP potrebbe presto introdurre un regolamento dedicato per le appendici aerodinamiche, da rendere ufficiale nel 2019. Lo annuncia il direttore tecnico Aldridge, che in un’intervista a Speedweek ha ribadito la necessità di dare un regolamento più chiaro alla MotoGP: ”I regolamenti 2018 non saranno più toccati e manterremo lo status quo, ma stiamo pensando ad alcune proposte da prsentare per il 2019. Vogliamo avviare una proficua discussione con le case a riguardo, perchè ci siamo accorti che il concetto che avevamo pensato per l’abolizione delle ali non funziona: la guerra tecnologica continua e non ci piace, inoltre svariati costruttori (su tutti KTM) ci hanno contattato per lamentarsi e richiedere delle modifiche. Non sarà una soluzione semplice, perchè il pacchetto aerodinamico ormai fa parte delle moto e dobbiamo trovare una soluzione per consentire alle case di ottenere un po’ di downforce: dobbiamo però definirne i parametri in modo preciso, impostando le dimensioni massime e minime riguardo la lunghezza e l’altezza delle appendici aerodinamiche, e così via. Nel 2019 proporremo le dimensioni entro cui si potrà operare, e attueremo restrizioni più forti”.

La MotoGP dunque apre implicitamente alla corsa all’aerodinamica, ma tenta di darsi delle regole chiare: basterà tutto questo per stoppare la corsa alle ”alette”, oppure assisteremo a nuovi stravolgimenti nei prossimi mesi/anni?

 

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