Un autentico fulmine a ciel sereno anche per chi ha vissuto all’interno dell’organizzazione e conosce personalmente Marc Coma: la notizia della separazione tra l’ex campionissimo del rally-raid più famoso del mondo e quella corsa che l’ha reso una leggenda ha fatto il giro del mondo nelle scorse ore, e ha sicuramente sorpreso tutti.

Marc Coma, 5 volte vincitore della Dakar nelle moto con KTM, si era ritirato nel 2015, entrando nell’organizzazione e contribuendo in ampia misura ad organizzare e creare una corsa che ha avuto degli sviluppi spettacolari nell’edizione-2018: sotto la guida dello spagnolo, la Dakar sudamericana si è via via emancipata fino ad arrivare alla spettacolare gara di quest’anno. In 14 tappe, la storica corsa ha vissuto almeno una decina di colpi di scena, ritiri rocamboleschi e uscite dalla corsa per gli ostacoli piazzati su un percorso impegnativo e suggestivo: una Dakar ”africana” in Sudamerica, anche per le distanza di alcune tappe.

E proprio la grande difficoltà della Dakar 2018 sarebbe stata uno dei motivi di scontro tra Marc Coma e ASO (organizzatore della Dakar), secondo alcune fonti vicine alle parti: la complicata edizione che si è conclusa 20-25gg fa avrebbe fatto storcere il naso a qualche pilota meno esperto/casa ufficiale, e ne sarebbe nato così un acceso confronto con l’organizzazione che ha portato poi al soprendente mancato rinnovo. Marc Coma non organizzerà più la Dakar dunque (e chissà che non ci sia un forte contraccolpo sulla corsa), e ora le speculazioni sul suo futuro aumentano: nel comunicato congiunto diramato con ASO, oltre ai reciproci (anche stucchevoli, forse) ringraziamenti, era presente una frase che giustificava l’addio dello spagnolo con la ”necessità di sviluppare alcuni progetti personali”.

L’idea più concreta porta al salto dall’altra parte della scrivania e all’ingresso in un team che parteciperà alla Dakar: Marc Coma aveva rifiutato due volte la direzione del team Honda Rally (andrebbe a supportare Joan Barreda, con l’obiettivo di trasformarlo nel campionissimo che gli appassionati meritano), ma ora è libero da ogni vincolo contrattuale e secondo svariate fonti spagnole starebbe proprio per chiudere con HRC. Uno scenario interessante, dato che l’organizzatore delle ultime tre Dakar finirebbe a far parte di un team del rally-raid, ma è anche questo il bello di una corsa tanto folle quanto entusiasmante, che ha perso un importante trait-d’union tra l’organizzazione (ASO) e i piloti.

 

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