<<Quanto è dura la salita>>, cantava Gianni Morandi in un celebre pezzo “Uno su mille”. Sicuramente, Sebastien Buemi si aspettava che non sarebbe stata una passeggiata riconquistare lo scettro perso l’anno precedente, ma non poteva aspettarsi che a tre quarti del cammino si sarebbe ritrovato a faticare così tanto. Sorprende non vederlo nei primi due posti in classifica generale. Lascia ancora più basiti quello zero nella casella delle vittorie. Un terzo posto è il miglior risultato raggiunto finora ed i 34 punti di ritardo dalla vetta sono indicativi del momento complicato dell’ex iridato. Certamente, il grosso del gap accumulato dal terzetto di testa composto da Vergne, Rosenqvist e Bird deriva dal pessimo week end di Hong Kong, concluso con un solo punto su 55 a disposizione. Insomma, una vera e propria partenza ad handicap.

Tuttavia, anche quando le cose sono migliorate, il campione del mondo 2015/16 non ha mai dato l’impressione di poter incidere realmente. Buemi ha lasciato intatta la consueta grinta, come testimoniato da diverse entrate garibaldine. Ciò che sembra ancora mancare è il pacchetto: la Renault non ha ancora trovato una completa intesa con tutte le sue componenti. Il mezzo è acerbo se confrontato con le stagioni precedenti e fatica a mostrare pienamente tutto il suo potenziale. C’è l’impressione di una vettura inespressa e complessivamente fragile. E, forse, l’elvetico non ha ancora ben capito come spremere il bolide a disposizione, aggiungendo grattacapi ulteriori ad una situazione difficile.

Certamente, qualche miglioramento si è intravisto ed ora Buemi è stabilmente nei piani alti della classifica. Tuttavia, nemmeno la ritrovata costanza di rendimento è sufficiente per fargli sperare in un immediato ribaltone. Manca il sapore della vittoria, quella sensazione che dà una marcia in più all’autostima di un pilota, che permette al driver di navigare anche sopra ai problemi del proprio mezzo. Forse è solo questione di tempo ed i risultati arriveranno. Tuttavia, per un animale da gara come Sebastien l’assenza dal gradino più alto è un logorio devastante. Dunque, anche l’impazienza per un risultato che non arriva avrà il suo peso specifico nel proseguo delle prossime gare e potrebbe diventare un pungolo per andare ancora più forte o una pericolosa trappola per l’elvetico. Indubbiamente, sarà un banco di prova molto interessante per l’ex campione.

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