<<Considerando gli ultimi inverni, questa è la moto migliore che ho avuto, è vero. Abbiamo iniziato da una base abbastanza buona, mentre ci sono state stagioni in cui… Due anni fa siamo arrivati al primo test ed avevamo problemi in rettilineo. Questa volta, nei primi giri con la nuova moto, le cose sono andate abbastanza bene e quindi ho potuto provare tutte le novità. Abbiamo iniziato meglio>>. Marc Marquez non usa giri di parole per spiegare quali sono le sue impressioni sulla nuova RC213V. E lancia un messaggio forte e chiaro a tutta la concorrenza: chi vuole il Mondiale 2018 dovrà fare i conti ancora con lui.

Il catalano ha svolto i test di Sepang dando maggiore importanza alla ricerca dell’assetto ideale. Nessun “time attack” come fatto da Jorge Lorenzo, ma un long run ragionato, che lo ha portato comunque a mettere in mostra una base di partenza già ottima e potenzialmente molto competitiva. Lo certificano anche i tempi degli altri alfieri della casa dalla grande ala, Dani Pedrosa e Cal Crutchlow, alle prese con lavori diversi ed ugualmente veloci. Insomma, la Honda sembra aver imboccato la retta via fin da subito, a differenza di quanto accaduto nelle ultime due stagioni. Nel 2016, il pre campionato fu a dir poco disastroso e solamente in extremis, nei test in Qatar, i nipponici trovarono un assetto valido. L’anno scorso, la partenza fu condizionata da una serie di ritocchi, uno su tutti il passaggio dal motore screamer al Big Band, con scoppi irregolari. Così la primavera complicata servì da trampolino per la riscossa nel finale.

Stavolta, le difficoltà sembrano veramente ridotte rispetto al passato ed è proprio il confronto con le stagioni andate in archivio a mettere paura agli avversari. Se, nonostante il gap tecnico iniziale ed il fardello psicologico della guerra contro Rossi, Marquez ha conquistato il titolo negli ultimi due anni, cosa potrebbe accadere qualora l’assetto fosse perfetto fin da subito? Lo spauracchio di un avvio stile 2014, con vittorie a raffica ed un Mondiale privo di senso già a giugno, è assolutamente vivo. Tuttavia, c’è chi ricorda il deprimente campionato 2015, iniziato sotto i migliori auspici e terminato in terza posizione con tanti errori ed una moto a tratti inguidabile. Allora, i difetti emersero brutalmente dopo Le Mans e si rivelarono insormontabili. Dunque, ancora adesso la Honda sta lavorando sodo per impedire il ripetersi di una situazione analoga.

Da quella sciagurata stagione, Marc ha imparato molto. Ha capito che non basta la velocità, ma che occorre anche una messa a punto certosina. Ed uno dei punti su cui mettere mano con attenzione è il lavoro del motore con le altre componenti. Anche stavolta “El Cabroncito” si sofferma sul nuovo propulsore e ne evidenzia le criticità: <<Stiamo ancora cercando qualcosa. Finora siamo migliorati in termini di potenza ed abbiamo anche più velocità massima, ma ora è il momento di concentrarci sul miglioramento della scorrevolezza quando si apre il gas. Il motore è ancora troppo aggressivo>>. Sarà un problema risolvibile? In quanto tempo? Gli avversari se lo chiedono ed attendono.

C’è anche chi si interroga sul futuro di Marquez: a fine 2018 lo vedremo ancora in sella alla Honda? E questi rumors possono influire sul rendimento del sei volte iridato. Lo spagnolo non sembra risentirne, almeno a parole, e non ha dubbi: <<Priorità al rinnovo con HRC, poi valuterò altre eventuali offerte>>. Più chiaro di così…

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