Weekend da incubo, weekend che fa perdere la leadership iridata: Sebastien Ogier probabilmente non aveva mai vissuto una tornata di gare simile, e in Svezia ha affrontato uno dei rally più complicati di tutta la sua carriera. Sulla neve del Rally Sweden, il cinque volte campione del mondo è infatti naufragato pian piano, scivolando fino a oltre 4′ di ritardo dal leader per errori suoi e problemi della M-Sport, salvo poi tentare un clamoroso salvataggio in corner nella mattinata odierna: un buco regolamentare stabilisce che chi arriva per ultimo al via della Power Stage e non è presente al momento della ”chiamata”, partirà per primo e dunque avrà la possibilità di affrontare una sezione cronometrata meno ”segnata” dagli altri corridori. Ecco perchè Ogier e Ingrassia sono arrivati volutamente tardissimo, scattando primi e vincendo ovviamente la Power Stage e i 4 punti che assegna nel Mondiale: come limitare i danni alla grande.

Al netto della ”furbata” (The French Job) di Ogier, il 5 volte campione del mondo è stato tutt’altro che protagonista nel Rally Sweden: la vittoria è andata a Thierry Neuville e alla sua Hyundai, che hanno gestito autorevolmente la gara senza commettere il minimo errore. Il belga ha vinto e conquistato la vetta del Mondiale, precedendo di 19”8 l’irlandese Craig Breen, autore del miglior rally in carriera che però da contratto lascerà il volante al rientrante Sebastien Loeb nel prossimo rally (e per tre gare complessive), e di 28”3 Andreas Mikkelsen (Hyundai). Quarto Esapekka Lappi (Toyota) a 45”8, quinto Hayden Paddon a 54”4 e più lontani gli altri big: Ott Tanak (Toyota) ha chiuso addirittura a 5’27”, parimerito con l’ex compagno Elfyn Evans (M-Sport), mentre Ogier ha ottenuto 4’20” di penalità chiudendo a 8’45”4 e lontanissimo dai primi.

La nuova classifica iridata vede Thierry Neuville in testa con 41 punti, precedendo Ogier (30) e Latvala (23): la prossima gara sarà in Messico, tutti pronti per affrontare la sabbia locale dall’8 all’11 marzo.
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