Diretto e schietto, mai banale. Chaz Davies mantiene lo stesso atteggiamento in pista ed ai microfoni. Merito di una capacità introspettiva notevole, che a volte emerge con grande sincerità. Così, il ducatista vicecampione del mondo in carica della Superbike non esita a manifestare il suo stato d’animo, con annesse certezze ed insicurezze, a pochi giorni dal debutto stagionale. Reduce dai test di Phillip Island, il britannico ci ha confidato le sue prime impressioni sulla nuova Panigale V2, profondamente mutata per effetto delle novità regolamentari. Un cambiamento che non ha tolto fame e forza di volontà al gallese, determinato a conquistare il titolo alla sua settima stagione nella top class dei derivati di serie.

Ciao Chaz, come ti senti fisicamente? Hai smaltito l’infortunio di qualche mese fa?

<<No, non completamente. Non ho migliorato totalmente nei test di gennaio, ma comunque nelle ultime prove ho intravisto alcuni progressi. Sono felice di quello che ho visto finora>>.

Qual è il tuo giudizio sui test condotti finora?

<<Per ora non abbiamo fatto nulla di speciale. La moto non è come si era presentata sulla carta. Abbiamo migliorato con qualche novità, ma solo di poco. Abbiamo apportato altre modifiche, studiato il nuovo pacchetto e le nuove regole, ed ora valuteremo come giocare le carte di cui disponiamo>>.

Su quali aspetti tecnici si è concentrato il tuo lavoro?

<<Non ci siamo focalizzati su un unico indirizzo dello sviluppo. Abbiamo lavorato intensamente con gli ingegneri per capire la giusta direzione, ma paghiamo ancora un secondo di troppo. Siamo sicuri che la Ducati abbia un grande potenziale, ma sfortunatamente abbiamo incontrato due problemi. In primo luogo, ci sono punti della moto in cui siamo ancora troppo deboli. E poi, vista la scarsa durata dei test, non abbiamo avuto tempo a disposizione per confrontarci con le prestazioni degli anni precedenti>>.

La Superbike è entrata in una nuova era. Come valuti, per ora, l’impatto con le nuove moto?

<<Senza gare, è difficile da dire ed è complicato capire quale sia il livello effettivo, specialmente di fronte alle limitazioni imposte. Per ora, nei test, spiccano alcune moto, anche se non è semplice stabilire con esattezza come sono messi gli altri team. Per quanto mi riguarda, sto lavorando con la squadra per capire come recuperare la potenza della moto andata perduta con le nuove modifiche>>.

Sabato hai compiuto 31 anni. Guardandoti indietro, quali sono i ricordi più piacevoli? Hai qualche rimpianto?

<<Sicuramente ogni anno è speciale ed ho piacevoli ricordi di tutte le stagioni. Fa piacere ripensare al primo podio ed alla gara decisiva per l’assegnazione del Mondiale Supersport 2011, l’ultimo in quella categoria prima di passare in Superbike. Negli ultimi campionati, ho mancato l’appuntamento con il titolo, ma ho imparato moltissimo, soprattutto nella gestione di prove e gara rispetto al passato. Ogni tanto, mi capita di ripensare nella testa a quello che ho fatto in pista, al tipo di strategia adottato. Mi succede specialmente se mi rivedo in televisione. Per quanto riguarda i rimpianti, ci sono, specialmente ogni volta in cui incappo in un incidente. Non c’è nulla di veramente irrimediabile nella vita, ma nel mondo delle corse il grande rimorso rimane l’errore in pista>>.

In Australia sei sempre andato fortissimo. Cosa ti aspetti dal debutto 2018?

<<È vero, guardandomi indietro ho un buon rapporto con l’Australia. L’anno scorso sono arrivato due volte secondo e mi è mancato pochissimo per vincere. Sono soddisfatto di questi risultati. Stavolta, il mio obiettivo sarà lavorare facendo un passo alla volta, magari cercando di trovare un buon livello e di realizzare il miglior avvio di stagione possibile>>.

Un sentito ringraziamento al team Ducati Aruba.it Racing che ha reso possibile questa intervista.

 

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