Glaciale, determinato e risoluto. È così che appare lo sguardo di un campione, di una leggenda con una grande storia da raccontare.

Personaggio amato ed odiato, dal carattere spigoloso e sportivo eccezionale, Niki Lauda nasce il 22 febbraio 1949 a Vienna da una famiglia di banchieri ed imprenditori. Sin da ragazzo è interessato al mondo dell’automobilismo, al punto da abbandonare gli studi universitari per poter gareggiare in Formula Vee. Passando per la Formula 3 e la Formula 2, nel 1971 approda in Formula 1 al volante di una March, ma si ritrova a ritirarsi dopo una ventina di passaggi. Due anni più tardi, ecco il cambio di squadra, con il passaggio a BRM da pilota pagante. Durante questo periodo inizia a costruirsi una fama di grande collaudatore e di pilota estremamente meticoloso nella messa a punto dell’auto, tanto da guadagnarsi l’appellativo de “il computer”.

Il vero salto di qualità della sua carriera avviene però con l’ingaggio da parte di Ferrari nell’ottobre del 1974. Da subito Lauda suscita un’ottima impressione di Enzo Ferrari che lo paragona, vista l’età e l’esperienza, a Peter Collins. Piace al Drake, anche per la capacità di saper migliorare di ben 8 decimi i risultati dei test sul circuito di Maranello. Dettagli che la dicono lunga sul talento dell’austriaco. Ad un passo dal titolo, la vittoria sfuma però nelle ultime gara della stagione a causa di alcuni errori di inesperienza.

In un certo senso caricato dalla sconfitta, Lauda affronta il 1975 con grande grinta e determinazione, ma i successi iniziano ad arrivare solo dal Gran premio di Monaco in poi, quando alla velocità del pilota austriaco si abbina la competitività della Ferrari 312 T. Lauda vince nei Gran Premi di: Monaco, Belgio, Svezia, Francia e Stati Uniti portando a casa il primo titolo mondiale. Di quel periodo si racconta che Lauda ad un certo punto, stanco della consistente quantità di “inutili” trofei che iniziava ad accumulare nella sua casa in Austria, avesse deciso di sbarazzarsene dandoli ad un meccanico della sua zona in cambio di alcuni lavaggi dell’auto gratuiti.

Il campionato del 1976 vede per Lauda e la Ferrari da subito su di giri, con due vittorie ed altrettanti secondi posti, sebbene nel Gran Premio di Spagna fosse reduce da una frattura di una costola.

Il 1 agosto 1976 durante il Gran Premio di Germania, sul circuito del Nürburgring Niki ha l’incidente più grave della sua carriera, che lo porta ad un passo dalla morte. Dopo aver perso il controllo della propria vettura alla curva Bergwerk, finisce contro una roccia a lato del circuito e termina la sua corsa in mezzo alla pista, privo del casco sfilatosi con l’urto. La monoposto prende fuoco per la fuoriuscita di benzina e il pilota rimane intrappolato nella vettura in fiamme, prima che alcuni colleghi arrivino per coraggiosamente aiutarlo. Harald Ertl, Guy Edwards, Brett Lunger, e Arturo Merzario si fermano lungo il tracciato e salvano il collega dalla morte. Anche se le sue condizioni rimangono molto critiche nei giorni seguenti, il 5 agosto viene dichiarato fuori pericolo dai medici e tre giorni dopo lascia l’ospedale di Mannheim, dove era ricoverato, per ritrasferirsi a quello di Ludwigshafen, specializzato nella cura delle grandi ustioni.

Quarantadue giorni dopo il terribile incidente Lauda torna nuovamente al volante di una monoposto in occasione del Gran Premio d’Italia, dimostrando la sua grandissima forza d’animo e determinazione e battendo il suo sostituto designato Reutemann. È la rivincita del campione che aveva sfiorato la morte e resterà sfigurato per sempre da quell’incidente, ma soprattutto è l’inizio di una rimonta che lo porta a giocarsi il titolo con James Hunt all’ultima gara: in programma c’è il GP giapponese sul Monte Fuji, che viene travolto da un’autentica bomba d’acqua che investe la pista e rende il tracciato impraticabile. I piloti gareggiano ugualmente in condizioni estreme, ma dopo pochi giri Niki Lauda si ritira imboccando la corsia dei box: tutti pensano a un problema tecnico, ma l’austriaco svelerà di ”aver avuto paura” (rifiutandosi di camuffare questa scelta con un guasto alla vettura) e sceglierà di consegnare di fatto il titolo a James Hunt.

Nel 1977 l’austriaco non viene abbattuto da quanto gli era accaduto al Nürburgring e dall’epilogo del Mondiale 1976, e si mostra competitivo; durante quella stagione dopo il Gran Premio del Brasile infatti James Hunt ha affermato in una intervista riguardo le possibilità che Lauda tornasse al vertice “Non pensate che Lauda sia finito“. Ed in effetti ha proprio ragione:  in quell’anno il pilota austriaco vince il secondo titolo mondiale al volante di una Ferrari. Nonostante  questo, i rapporti fra lui e la Ferrari non sono più idilliaci da diverso tempo, al punto che nel 1978 cambia abbandona la scuderia di Maranello per passare a Brabham: la rottura è traumatica, con tanto di addio a due gare dal termine del campionato e sostituzione con un rampante Gilles Villeneuve.

Dopo un paio di stagioni decide di ritirarsi per dedicarsi ad un’altra delle sue passioni: quella dell’aeronautica: nel 1979 infatti fonda la Lauda Air, piccola compagnia aerea dell’aeroporto di Vienna. Questo è uno dei suoi primi dei primi lavori al di fuori della pista, infatti successivamente sarà direttore sportivo di Jaguar, fonderà un’altra compagnia aerea (la “Niki”) e sarà presidente non esecutivo della scuderia Mercedes-Amg.

Nonostante questo abbandono della pista, il richiamo del mondo delle corse è ancora forte al punto che nel 1982 decide di ritornare a gareggiare con McLaren. Dopo le stagioni del 1982 e del 1983, nel 1984 Lauda torna al successo vincendo il titolo per appena mezzo punto di vantaggio su Alain Prost (rimane tuttora lo scarto minore per cui un pilota sia riuscito a vincere un titolo).

Oggi all’età di 69 anni Niki Lauda è considerato uno dei più grandi piloti di Formula 1 di sempre. Al di là dei suoi indiscutibili meriti sportivi, si è sempre dimostrato un personaggio estremamente appassionato, totalmente dedito alla sua professione di pilota e con una grande forza di volontà.

Detto ciò, tanti auguri al “computer” Niki Lauda!

0 commenti

Lascia un Commento

Vuoi partecipare alla discussione?
Fornisci il tuo contributo!

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *