La notizia risale al 13 febbraio scorso, quando il quotidiano cileno El Mercurio realizzò un’interessante inchiesta sulle lamentele dei cittadini locali riguardo alla Formula E, ma è stata inspiegabilmente ripresa in Europa solo nella giornata di ieri, andando a diventare la prima critica al campionato elettrico. Da sempre la serie green ha puntato tutto sulle gare in città, andando a scoprire scenari bellissimi e suggestivi (Punta del Este) in virtù delle emissioni zero e di un rumore pressochè nullo, e attraversando un meraviglioso parco durante la gara di Santiago de Chile (vinta da Vergne su Lotterer).

Scenari bellissimi e danni all’ambiente ridotti allo zero dunque, ma in Cile non sono d’accordo: svariati cittadini di Santiago si sarebbero infatti lamentati per lo stato delle strade dopo il passaggio delle vetture della Formula E e l’installazione delle strutture riguardanti pubblico, traguardo ecc. In particolare, come si legge nel pezzo cileno (eccolo qui), gli abitanti della capitale avrebbero notato delle evidenti crepe e dei danni in alcuni dei ciottoli componenti il pavè del parco e del centro città di Santiago, a loro dire causati proprio dalle vetture passate per il parco, per Plaza Italia e per le altre zone che componevano il circuito cittadino utilizzato. Danni che, secondo alcuni esperti, sono ”irreparabili”, e che vanno in contrasto con le promesse effettuate dal Comitato Organizzatore della gara, che aveva promesso che ”nessun ciottolo o albero sarebbe stato danneggiato”: insomma, arrivano le prime polemiche per la Formula E da uno dei ”nuovi” paesi del campionato green (anche se alcuni sostengono che quei ”sampietrini” fossero già rotti), ma tutto questo non ferma la crescita di una serie che è riuscita a sovvertire il divieto di effettuare corse automobilistiche in Svizzera. Un divieto che esisteva dal 1955 e dal tragico incidente di Le Mans che causò moltissime vittime, facendo spaventare gli svizzeri a tal punto da impedire le gare per legge: ora, per la Formula E (che ha trovato un title sponsor svizzero, ABB) e per l’e-Prix di Zurigo che si correrà in estate, si farà un’eccezione. E altri paesi sono pronti a fare lo stesso.

La pagina di ”El Mercurio”, storico giornale cileno, riguardo ai danni causati dalla Formula E

AFRICA E ASIA BUSSANO ALLE PORTE DELLA FORMULA E: LE POSSIBILI NUOVE GARE DEL 2018/19– Non solo San Paolo: la stagione 2018-19 della Formula E (quella dell’ingresso ufficiale di Nissan e BMW) vedrà il debutto di quell’e-Prix del Brasile che era stato rinviato in extremis pochi giorni prima del via ufficiale dell’attuale annata, ma anche l’ingresso di nuovi circuiti e nuove gare, dato che il campionato elettrico è in costante crescita. L’appeal della Formula E attira tanti paesi e tante città, con Africa e Asia che provano ad inserirsi ulteriormente in un prodotto che funziona ampiamente: al momento si sono candidate ad ospitare degli e-Prix Doha (Qatar), Il Cairo (Egitto) e indirittamente il Giappone per l’ingresso di Nissan, ma la grande suggestione proviene dal Libano e da Beirut. Lo stesso Alejandro Agag, CEO di Formula E, ha svelato le proprie intenzioni riguardo allo sbarco della Formula E nel paese dei cedri: ”Beirut sarebbe una magnifica scelta per noi: è una bella città, una grande capitale e vorremmo che il nostro progetto riguardo al Libano diventasse realtà. Ci stiamo lavorando”.

Il prossimo step della Formula E oscillerà tra Beirut, Doha e Il Cairo? Vi aggiorneremo sulle novità, anche perchè l’idea di Formula E è quella di allargare il parco-gare a 20 circa: e non c’è che dire, il meraviglioso landscape di Beirut (al netto dei problemi logistici e dei rischi legati al terrorismo) si meriterebbe una vetrina mondiale come il campionato elettrico…

Uno scorcio di Beirut

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  1. […] pilota brasiliano aveva avuto nuovi problemi sull‘inverter della sua monoposto durante l‘e-Prix di Santiago de Chile, per cui si sono resi necessari dei robusti interventi tecnici al di fuori del periodo stabilito […]

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