Forse è vero che l’eternità è un battito di ciglia, come cantava Jovanotti. Sicuramente è qualcosa di simile ad un battito di ciglia, ossia 21 millesimi, a separare Marco Melandri e Jonathan Rea sul traguardo, dopo un ultimo giro palpitante al termine di una gara ricca di colpi di scena. Basti pensare che, pronti via, Eugene Laverty scatta in testa, compie al comando quattro tornate prima di sdraiarsi, ripartendo dalle retrovie. Quindi in testa si scatena un vero e proprio derby tra Ducati, con Chaz Davies e Xavi Fores a fare da lepri. Alle loro spalle Rea, Sykes, Melandri, le Yamaha di Alex Lowes e Michael Van der Mark e la Honda di Leon Camier. Si continua a vivere di staccate profondissime, attacchi decisi e difese impensabili fino al decimo passaggio, il primo previsto per rientrare e cambiare gomme per le ragioni di sicurezza esposte ieri. Sembra facile, ma c’è chi riesce ad emulare il celeberrimo errore di calcolo che quasi costò il Mondiale a Marc Marquez in MotoGP nel 2013, come nel caso di Falzon, poi squalificato. Rientrano prontamente Fores ed il campione del mondo in carica. Passa al comando Davies, davanti a Melandri, Sykes, le Yamaha e l’unica Honda superstite dopo il disastroso crash di Gagne. Questi piloti, però, prendono la via della pit lane, lasciando a Jacobson l’onore di una leadership provvisoria.

Quando tutti i pit stop sono avvenuti inizia una seconda gara. Tra i vari cambi, chi sembra aver azzeccato la strategia giusta è Chaz, che crea un piccolo gap sulla concorrenza. Nemmeno il tempo di gridare alla fuga ed il britannico scivola malamente all’ultimo tornantino. Moto KO e morale sotto i tacchi per l’occasione sprecata. Vola Fores che si porta in testa. In scia Rea, Sykes, Melandri, Lowes, Van der Mark e Camier, mentre fanno passi in avanti Torres e Baz. Ai meno sette, il ravennate vincitore di gara 1 rompe gli indugi e supera la Kawasaki numero 66, piazzandosi in terza posizione. In due tornate il gap con la coppia di testa è colmato ed iniziano la schermaglie. Johnny capisce di doversi inventare qualcosa ed attacca Fores. Il primo assalto non riesce, il secondo è quello buono. Melandri passa il collega ducatista a tre dal termine ed inizia a punzecchiare il campione. È un duello spettacolare. Marco passa alla prima staccata, forte di un motore nettamente superiore a quello della “verdona”, ma Rea risponde da fenomeno vero con una staccata micidiale. Melandri si rifà sotto e mantiene sempre un margine di sicurezza. Si arriva al fotofinish ed è nuovamente la potenza del propulsore Ducati a piegare la resistenza del numero 1. Terza posizione per Fores, davanti a Sykes, Lowes, Camier e Van der Mark. Per Melandri è una doppietta pesantissima, che lo lancia in testa nel Mondiale. Sykes e Rea sono in scia, poco lontani e distanti rispettivamente 17 e 19 lunghezze. Un Mondiale in rosso? La sensazione è quella, ma le stravaganze del regolamento possono riaprire ogni discorso.

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  1. […] ha ottenuto i due successi. Il primo è arrivato dopo una gara d’attesa, ragionata e calcolata, il secondo al termine di un duello spettacolare con Jonathan Rea. Ecco, stupisce proprio la capacità di […]

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