Dopo i test di Malaysia e Buriram, la sessione di prove del Qatar sarà molto interessante per capire il reale valore delle varie scuderie, specialmente a due settimane dall’inizio del campionato. Più o meno tutti i team hanno portato una versione definitiva della motocicletta e va sottolineata la grande competitività. Questa prima giornata infatti ha visto ben dieci piloti racchiusi in cinque decimi, e sedici riders in un secondo. Il primo tempo è stato fatto registrare da Maverik Vinales, con il crono di 1:55:053. Top Gun è sempre stato molto competitivo sul giro secco, anche se tutti i piloti Yamaha hanno fatto registrare buoni tempi nella sessione odierna. Risulta invece più sorprendente il secondo posto di Andrea Dovizioso, a 51 millesimi dallo spagnolo. Il riminese non è certo un pilota da assalto al crono e invece è stato molto veloce sul giro secco, così come nel passo gara. Anche il compagno di squadra Jorge Lorenzo non ha sfigurato, mostrando ottimi passi in avanti. Non si può dire lo stesso invece della Honda, velocissima nei tracciati malesi e thailandesi e più in difficoltà su questa pista.
Ma andiamo ad analizzare questa giornata di test, scuderia per scuderia.

DUCATI
Nelle puntate precedenti la Rossa ha dimostrato di essere velocissima ma non perfetta su ogni pista. Gli ingegneri di Borgo Panigale hanno però chiara quale sia la strada da seguire per soddisfare i due piloti. Andrea Dovizioso apprezza la carenatura alata, anche se preferisce di gran lunga quella standard. Così Ducati ha portato per lui due telai, uno con una sola apertura laterale e un altro con due aperture. Il numero 04 si è dimostrato sempre veloce, con un buon passo gara.
Jorge Lorenzo invece ama alla follia la carenatura alata, che gli garantisce maggior carico sull’anteriore. Il maiorchino ha accusato però tantissimi problemi a Buriram, tanto da dover ricorrere ad una comparazione con la GP17. A Losail però si punta dritto sulla GP18, con telaio di Sepang su entrambe le moto, mentre la nuova carena alata è stata provata ma senza troppo successo. La giornata è stata molto positiva per il numero 99, che ha concluso al quinto posto, a soli tre decimi dalla vetta. Si può fare di più ma certamente siamo lontani dall’incubo thailandese. La strada sembra essere quella giusta.

HONDA
Era il team uscito vincitore dai due test precedenti, ma la giornata di oggi non è stata certo esaltante. Marquez e Pedrosa hanno concluso infatti rispettivamente decimo e undicesimo, a mezzo secondo dal primo posto. Tale risultato però va preso con le pinze. Innanzitutto il tracciato di Losail è sempre stato indigesto alla RC213V, ma va anche segnalata la prova del nuovo propulsore, che ha fatto desistere i due piloti dall’assalto al cronometro. Inoltre Dani Pedrosa è stato autore di due cadute rovinose; l’ultima gli è pure costata un ematoma alla mano. Insomma, doveva essere il team con meno elementi da provare e invece, ancora una volta, i nipponici hanno finito per ritoccare di nuovo la moto. Provato ancora il forcellone in carbonio, già testato a Buriram insieme a quello in alluminio: che sia il segreto per un minor consumo delle gomme?

YAMAHA
A Sepang sono stati fatti dei passi in avanti, ma in Thailandia tutto è precipitato. La nuova M1 ha lasciato sconvolti Rossi e Vinales, increduli di come la moto presenti ancora le stesse problematiche del 2017. La pista di Losail sorride però ai due piloti, che fanno registrare il primo e il settimo posto. Il tracciato però è sempre stato favorevole a Yamaha, vincitrice delle ultime tre edizioni. Ad ogni modo, telaio e motore dovrebbero essere stati definiti, mentre si lavora senza sosta a ciclistica e soprattutto all’elettronica, vero tallone d’Achille. Le sensazioni sono state molto positive e soprattutto i miglioramenti sono stati oggettivi, anche se i due piloti accusano dei problemi in ingresso curva, con la moto che tende a pattinare e slittare verso l’esterno. La giornata di domani sarà importante per valutare i progressi effettuati. Continua a martellare su ogni pista Johann Zarco, autore anche oggi di una grandissima performance sempre con la versione 2016. Sarà anche lui in lotta per il Mondiale?

SUZUKI
Dopo i buoni test in Malaysia e l’eccellente lavoro svolto in Thailandia, anche oggi la Suzuki si conferma la rivelazione, almeno di questi test invernali. Nella giornata odierna, infatti, Andrea Iannone ha fatto registrare il terzo posto, a soli 54 millesimi da Vinales. L’italiano però si è sempre mostrato competitivo su questo tracciato, sapendo guidare anche sopra le difficoltà. Più significato dunque il sesto posto di Alex Rins, a 379 millesimi dalla vetta.
I due piloti si sono rivelati molto forti anche sul passo gara, merito forse della nuova carenatura evo 2018: sarà questa la carena alata omologata per i Gp. Telaio e motore infatti sono stati definiti, si lavora incessantemente su passo gara, aerodinamica e sul nuovo forcellone ohlins 2018.

APRILIA e KTM
Aprilia si dimostra nettamente indietro sul lavoro da fare. In questa sessione di test doveva essere provato il nuovo motore, che invece sarà portato solamente durante il primo gran premio. Neanche il forcellone è pronto, e dunque si lavorerà ancora sulla aerodinamica.
Procede invece la crescita di KTM, seppur non con i ritmi sperati.

Ecco la tabella dei tempi della prima giornata di test.

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Fonte immagine: Moto.it

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