Dodici mesi fa, Jeffrey Herlings era un leone in gabbia. Ferito nel fisico, acciaccato e frenato dallo sfortunato e tristemente consueto infortunio rimediato nelle gare off season, l’olandese viveva, forse, il peggior momento della sua brillante carriera. In questa fase così delicata, il primo segnale di svolta è arrivato in Argentina. Nonostante una condizione fisica precaria ed un feeling non ancora pienamente raggiunto con la KTM, Jeffrey ha conquistato una dodicesima ed una settima piazza. Risultati non eccellenti per uno come lui, ma già abbastanza indicativi del suo potenziale. In particolare, il piazzamento nella seconda manche ha segnato una svolta iniziale nel cammino di Herlings, che, per le mille difficoltà, non aveva incantato nella top class. Poi, sono arrivati i successi a ripetizione, iniziando dall’amata sabbia belga, ma l’olandese ha visto effettivamente un barlume di speranza sul suolo sudamericano.

Sarà proprio l’Argentina a dare il battesimo alla stagione 2018 della MXGP. Stavolta, Jeffrey parte con il ruolo di anti-Cairoli, in quanto vicecampione uscente ed autore di un finale di stagione straordinario. Una veste decisamente diversa rispetto a quella di outsider indossata dodici mesi fa. Cambiano gli obiettivi e pesano maggiormente le aspettative, fardelli con cui ogni fuoriclasse è costretto a misurarsi. Questi macigni derivano anche dalla consapevolezza generale che il 2018 potrebbe offrire il vero e proprio duello tra l’arrembante olandese e la leggenda messinese. L’anno scorso, si è assaporato solamente un antipasto della sfida, data la posizione di controllo di Tony e l’esplosione tardiva in ottica iridata di Jeffrey. Stavolta, i due rivali partono esattamente alla pari. Certo, Cairoli sembra più in forma, ringalluzzito dal successo agli Internazionali d’Italia, ma la strategia di non esporsi messa in atto da Herlings non può far dormire sonni tranquilli al nove volte iridato.

L’olandese ha ben chiaro il tipo di esordio stagionale ideale: partire forte, ponendosi davanti al compagno di squadra, sfruttando lo scarso feeling di Antonio con il circuito argentino. Meglio essere lepre piuttosto che cacciatore. Meglio iniziare vincendo, mettendo subito sotto pressione il dirimpettaio in KTM. Meglio mostrare subito i muscoli, sfruttando con cinismo l’occasione che il calendario pone dinnanzi a lui. Cairoli non ha mai vinto in Argentina, mentre Jeffrey, in MX2, ha collezionato tre vittorie su quattro manche tra 2015 e 2016. Insomma, i favori del pronostico sono dalla sua parte. Per questo, sotto sotto, il Gran Premio d’Argentina diventa già un test importante.

0 commenti

Lascia un Commento

Vuoi partecipare alla discussione?
Fornisci il tuo contributo!

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *