Iniziare la stagione su una pista in cui ti trovi maledettamente a tuo agio. È un po’ il sogno di ogni pilota, perchè un grande risultato nella gara d’esordio può essere il miglior viatico per una grande annata: c’è chi ci ha costruito un trionfo mondiale (Valentino Rossi, Welkom 2004), chi ha usato il debutto come trampolino di lancio e chi sogna di farlo.

Maximilian Nagl sogna di rientrare in questa categoria, in virtù di un calendario che mette di fronte al pilota tedesco il debutto nell’MXGP d’Argentina e la tanto amata pista di Neuquen: un tracciato col quale l’ex pilota di KTM e Husqvarna ha vissuto un costante idillio sin dal debutto iridato della pista patagonica, avvenuto nel 2015. Un 2015 che vuol dire vittoria in Sudamerica per Max Nagl, che chiuse 3° in gara-1 e vinse autorevolmente in gara-2, staccando tutti gli avversari nell’anno del titolo iridato conquistato da Romain Febvre. Era l’anno in cui il tedescone lottava per il titolo (prima di saltare 5 GP per infortunio), e quel successo nella seconda manche significava anche vittoria nel primissimo MXGP d’Argentina: un’epifania su un tracciato che regalerà un successo parziale al buon Max anche nel 2016, con la vittoria in gara-1 nel GP vinto da Gajser (Nagl chiuse 5° nella gara-2), mentre il 2017 è stato l’anno della mancanza di risultati anche su questa pista. Di fatto, Maximilian Nagl ha vissuto un’annata da separato in casa con Husqvarna, che l’ha lasciato indietro nello sviluppo e poi non gli ha rinnovato il contratto in scadenza, e anche Neuquen ha visto un’assoluta mancanza di risultati: il tedesco aveva chiuso 8° e 6°, piazzamenti lontani dal suo potenziale.

E ora, Nagl arriva alla gara argentina con tante motivazioni e una sfida da vincere: dopo essere rimasto senza team per qualche settimana, il pilota dell’Alta Baviera ha firmato un contratto con TM, riportando la casa di Pesaro in MXGP e sposando un progetto interessante. Da sempre, TM è una moto molto proiettata sul racing e facile da mettere a punto, ma anche altamente legata alla sua versione ”stradale” per gli appassionati: ecco perchè la casa italiana ha sempre cercato dei piloti che fossero anche degli ottimi collaudatori e, come aveva svelato Marco Ricciardi ai nostri microfoni, ha trovato in Max Nagl un elemento perfetto in tal senso. Dopo pochi giorni alla guida della TM 2018, il tedesco aveva dato una via da seguire, che per il momento ha prodotto risultati altalenanti negli Internazionali d’Italia: a Riola Sardo era arrivato un 12° posto con caduta nella manche Supercampione e lieve infortunio al gomito che aveva costretto Nagl a saltare la tappa di Noto, ma a Mantova il tedesco ha ottenuto un incoraggiante 5° posto e disputato una manche di buon livello. Qual è dunque il vero Nagl? Alla pista la risposta, ma la speranza di Max è quella di riuscire a disputare un GP d’Argentina convincente e fare grandi cose come nel 2015 e nel 2016: d’altronde, chi parte bene spesso arriva meglio, e l’alfiere di TM vuole tornare grande e vincere una sfida su cui verranno accesi tanti riflettori.

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