Il secondo giorno di test sul circuito di Losail è caratterizzato dalla pioggia, che limita la sessione per le prime ore. L’unico a girare in pista è Jorge Lorenzo, anche se verso sera l’asfalto si asciuga ed entrano in pista tutti gli altri piloti. La Ducati si rivela la protagonista assoluta della sessione, ma non con Lorenzo (quattordicesimo alla fine) bensì con Andrea Dovizioso. Il forlivese viene battuto solo dallo straordinario tempo di Andrea Iannone, davvero a proprio agio sulla pista del Qatar. Con il crono di 1:54:586, il numero 29 precede Dovizioso, Marquez, Zarco e il proprio compagno di squadra Rins. La prima Yamaha è quella di Maverik Vinales, che termina al settimo posto.
Ma analizziamo la giornata di ogni scuderia.

DUCATI
Giornata molto positiva in casa Ducati. Il team bolognese ha provato soprattutto l’aerodinamica, ultimo particolare da aggiustare di una moto molto più competitiva rispetto alla passata stagione. Andrea Dovizioso ha fatto una simulazione di gara pazzesca, culminata con il crono di 1:54:627, tempo che è stato imbattuto a lungo, fino al giro lampo di Iannone. Il forlivese ha provato una carenatura standard che dovrebbe essere meno flessibile rispetto alla 2017. Le gomme hanno lavorato bene e sono state sforzate poco dall’andatura della Rossa, e questo è senz’altro un ottimo segnale. Anche il team satellite Pramac ha ottenuto buoni risultati con i due piloti Petrucci e Miller, terminati rispettivamente in ottava e nona posizione, a circa sei decimi dalla vetta.
L’unico che ha faticato è stato Jorge Lorenzo. Nella giornata di ieri il maiorchino aveva mostrato un buonissimo passo gara, anche se aveva evidenziato dei problemi alla gomma posteriore quando le temperature si abbassano. Forse è per questo motivo che il numero 99 è sceso in pista anche in condizioni di pista bagnata. E sempre le basse temperature potrebbero essere la causa del deludente 14esimo posto, a 1 secondo dalla vetta. Por Fuera ha però provato a lungo il telaio standard senza ali, mostrando più di qualche perplessità. Ma ahimè sappiamo che andranno omologate due carene, e Ducati aveva bisogno anche del suo parere. Martillo ha anche provato la nuova carena alata, benchè continui a preferire la vecchia versione, quella utilizzata a Sepang. Domani si dovrebbe tornare alla normalità fortunatamente per il buon Jorge, sperando in qualche risultato migliore.

HONDA
Nella giornata di ieri Honda non aveva brillato, e invece quest’oggi ha dimostrato una volta di più di essere la miglior moto di tutto il paddock. Sia chiaro, nessun pilota della scuderia alata ha fatto il primo tempo, ma Marc Marquez ha fatto registrare il terzo posto e un notevole passo gara. Cal Crutchlow si è classificato sesto a quattro decimi, mentre Dani Pedrosa ha chiuso solo decimo a causa dei postumi della caduta di ieri. Tutti risultati notevoli se si pensa che il Qatar non è mai stata terra di conquista per gli hondisti. Anche il team Repsol si è concentrato specialmente sull’aerodinamica, visto che il regolamento obbliga a configurare due tipi di carene. Abbiamo visto Marquez&Co. provare la solita soluzione senza ali, ma anche un telaio standard con applicate delle ali nere tanto simili alla Ducati…
Nonostante ciò, i piloti continuano a preferire la carena senza ali. Domani si tornerà al lavoro per ritoccare questi aspetti e definirli.

YAMAHA
È la vera sconfitta di giornata. Come a Sepang, anche qui il primo giorno è positivo, mentre nel day 2 non si vedono miglioramenti e le Yamaha precipitano in posizioni più basse. Maverik Vinales adora questo circuito e ieri ha girato sull’1:55:0, a un decimo dalla pole di Jorge Lorenzo nel 2016. Quest’oggi ci si aspettava qualche miglioramento, ma non è avvenuto niente di tutto ciò. Top Gun ha concluso la sessione al settimo posto, con tempi simili a quelli di ieri ma staccato di 465 millesimi dalla vetta. Non va meglio a Valentino Rossi, undicesimo a 730 millesimi da Iannone. I due piloti stanno sviluppando strade differenti, ma entrambi accusano problemi a gomme e elettronica. Se a Buriram il problema era la posteriore, stavolta le difficoltà sono legati all’anteriore, con la moto che patina sempre all’esterno in ingresso curva. Sicuramente siamo lontani dal disastro thailandese, anche se ci voleva davvero poco.
Chi continua invece ad incantare è Johann Zarco, quarto a tre decimi dal primo. Con la M1 del 2016 il francese è una certezza sul giro secco, mentre nel passo gara c’è ancora da lavorare molto.

SUZUKI
Ormai non ci sono più dubbi: la Suzuki è la sorpresa della MotoGP. I passi in avanti compiuti dal team gestito da Davide Brivio sono notevoli. Andrea Iannone è stato velocissimo tutto il giorno, anche se questo è uno dei suoi circuito prediletti. Appare più significativo dunque il quinto posto di Alex Rins, staccato di 381 millesimi dal compagno di squadra. Il passo gara della scuderia giapponese non è ancora da podio, anche se i due piloti hanno fatto un’ottima sessione. I tempi migliori sono stati fatti registrare con la carena alata, indirizzando i tecnici Suzuki ad imboccare la stessa strada percorsa da Ducati. Ottimo il comportamento della moto in entrata di curva.

APRILIA
Il team veneto sembrava quello più indietro di tutti, ma la nuova versione 2018 ha scacciato via ogni dubbio sul lavoro dei tecnici. Nonostante il motore sia ancora in work in progress, la motocicletta ha evidenziato un ottimo passo gara e ha dato ottime risposte agli ingegneri e ai piloti. In particolare brilla il dodicesimo posto di Aleix Espargaro, a 8 decimi dalla vetta. Tuttavia si può fare di più sul giro secco.

KTM
Nonostante il tantissimo lavoro svolto, la KTM accusa ancora del ritardo dai primi dieci. Lo sviluppo dell’aerodinamica sembra essere quello giusto, anche se manca qualche cavallo al motore.

Ecco la tabella dei tempi di questa seconda giornata di test.

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Fonte immagine: Corsedimoto.com

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