Tutti insieme appassionatamente. Così abbiamo lasciato i protagonisti della Formula E al termine della gara di Santiago del Cile. Pole e vittoria per Jean Eric Vergne, nuovo capoclassifica davanti a Felix Rosenqvist e Sam Bird, tutti racchiusi in 10 lunghezze. Di conseguenza, il round di Città del Messico diventa molto interessante per capire come si articolerà il campionato.

Il circuito riprende parzialmente il layout utilizzato per la Formula 1, con modifiche mirate per non stressare eccessivamente le batterie delle vetture, chiamate ad uno sforzo particolarmente intenso. È comunque un tracciato impegnativo e tecnico, in cui emergerà ulteriormente il manico del pilota, specialmente nel corpo a corpo. Anche per questo motivo le rimonte non sono affatto impossibili. Per informazioni chiedere a Lucas Di Grassi, che l’anno scorso si impose con una rincorsa straordinaria dalla quindicesima casella sulla griglia di partenza. Il ricordo di quell’impresa stuzzicherà il campeao brasiliano, fornendogli un ulteriore incentivo a riscattare una stagione finora disastrosa. Non per colpa sua: lo zero in casella è figlio di un mix di sfortuna ed inaffidabilità, forse, congenita della sua Audi. E, come se non bastasse, la situazione si è aggravata nel corso dell’avvicinamento, con la penalità comminatagli per aver condotto interventi sulla sua monoposto. Discorso simile per Sam Bird, anche lui frenato da un problema occorso sulla sua DS Virgin. Brutte notizie per il britannico che non può steccare l’appuntamento messicano, rischiando di perdere punti preziosi dai primi.

Ovviamente chi vuole allungare è il capoclassifica Vergne. Il francese è stato protagonista di un cammino fin qui immacolato, fatto di risultati intelligenti e costanti, coronati dal guizzo nell’ultimo round. L’ex pupillo Ferrari sa di avere l’inerzia dalla sua parte e vuole allungare ulteriormente, mettendo più punti possibili fra sé e Rosenqvist, atteso al duello per la leadership. Chi non può fallire è Sebastien Buemi. Lo svizzero deve vincere per non farsi staccare ulteriormente. Le 34 lunghezze di svantaggio sono un gruzzoletto importante e non sono consentiti altri passi falsi. Se non è una sfida da dentro o fuori poco ci manca.

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