Più forte di tutto, anche dei tabù. Antonio Cairoli, finora, aveva sempre avuto un rapporto piuttosto tormentato con il Gran Premio d’Argentina. Il feeling tra il tracciato sudamericano ed il nove volte campione del mondo non era mai decollato nei round precedenti. Così, ci si aspettava un week end complicato, tutto in difesa, simile a quello di un anno fa. Ed invece Antonio ha sorpreso tutti. Ha attaccato fin dall’inizio, spingendo forte già in qualifica. Una strategia che ha spiazzato gli avversari. E nessuno si aspettava di vederlo in testa a condurre dall’inizio fino alla fine la prima manche con il consueto piglio autoritario. Il Re ha ribadito di sentirsi bene e di non aver abbassato il livello, anzi, al contrario ha costretto gli altri top rider ad elevare le proprie prestazioni per giocarsela con lui. Gara 1 ha fatto rivivere le migliori giornate di Tony, facendo credere ad un dominio stile 2017. La rivincita sembrava confermare le medesime sensazioni, ma la rimonta incredibile di Jeffrey Herlings ha lasciato l’amaro in bocca proprio sul più bello, quando la doppietta sembrava ormai cosa fatta. Ed invece niente en plein e GP e tabella rossa consegnati al terribile olandese.

Dunque, l’Argentina lascia in eredità un bicchiere mezzo pieno o mezzo vuoto? Indubbiamente, dal punto di vista psicologico, la stoccata vincente del compagno di squadra ha fatto e fa tuttora malissimo. Perdere una gara virtualmente vinta a poche curve dalla fine è sempre una mazzata. Aggiungiamo che poche volte si è visto Cairoli perdere un corpo a corpo. L’ultima volta era accaduto a Mantova contro il miglior Tim Gajser di sempre. Certo, anche Herlings aveva già inflitto qualche sconfitta a Tony nella scorsa stagione, ma il messinese era troppo impegnato a gestire il vantaggio nella strada lungo il nono alloro iridato per curarsi delle schermaglie di giornata. Stavolta, la botta c’è stata, eccome.

Tuttavia, non mancano i motivi per sorridere. Innanzitutto, il distacco dall’olandese è nullo e solamente la regola che consente, qualora ci fossero due piloti appaiati a pari punti, di assegnare la vittoria a chi ha ottenuto il miglior risultato nella seconda manche. In questo caso, Herlings ha fatto meglio nella rivincita, ma non è assolutamente scappato via. Inoltre, su un circuito storicamente ostico, Cairoli ha realizzato un week end quasi perfetto, sicuramente il suo miglior fine settimana in terra argentina. Nell’attesa di piste migliori, è una partenza più che positiva. Ed è anche un messaggio indiretto a tutti gli avversari, Herlings in primis: il meglio deve ancora venire.

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