Al mio segnale, scatenate i long-run: la voglia di ripartire a tutto fuoco dopo una prima tornata di test balbettante a causa del clima (neve e pioggia a Barcellona) e di qualche problema tecnico è tanta, e le scuderie si scatenano nel 5° giorno di prove sul tracciato di Montmelò, partendo subito a ritmo sostenuto e girando per tantissimi giri. È la sessione dei lunghi chilometraggi, con Mercedes che somma quasi 180 (177 in tutto) giri tra i due piloti e il solo Sebastian Vettel che chiude con 167 giri complessivi dopo aver girato per tutto il giorno, ma anche Verstappen viaggia a lungo coi suoi 127 giri: long-run a profusione e tantissimi test aerodinamici (quante volte abbiamo visto i ”rastrelli” sulle auto), ma anche qualche novità tecnica.

Ferrari domani proverà dei pezzi nuovi arrivati in giornata da Maranello, Toro Rosso quest’oggi ha fatto provare una power unit Honda aggiornata a Pierre Gasly (che aveva già fatto registrare velocità interessanti e 334 km/h nei giorni scorsi) e la Sauber-Alfa Romeo (che ha annunciato l’ingaggio di Tatiana Calderon, colombiana classe ’93 che corre in GP3, come terzo pilota) ha presentato una nuova ala anteriore con più flap e più soluzioni aerodinamiche, mentre McLaren ha inserito tre piccoli fori nel cofano per ovviare al surriscaldamento dei giorni scorsi. Una soluzione che non ha funzionato tantissimo, dato che Stoffel Vandoorne ha vissuto un autentico calvario e completato solo 38 giri in varie tranches: il belga, che aveva chiuso alla grande nel day 4, si è fermato tre volte per altrettanti problemi tecnici suddivisi tra la parte meccanica, quella idraulica e l’unità MGU-K, mostrando quanto sia fragile la vettura di Woking e quanto il percorso con Renault non sia partito bene. Tre problemi e altrettante bandiere rosse causate per Vandoorne, in una giornata che ha visto un poker di stop per problemi tecnici: il quarto causato dalla Red Bull di Max Verstappen, che si è fermata dopo un long-run che aveva portato il numero di giri percorsi dall’olandese oltre quota 120.

Ma veniamo ai tempi di una giornata che ha visto le sole Mercedes, Williams e Renault alternare i piloti alla guida delle rispettive monoposto. Guida Sebastian Vettel con un molto interessante 1.20.396 fatto registrare (stamattina) con gomme medie dopo aver provato a lungo questa mescola e le soft, ma resta come di consueto l’incognita legata al carburante della sua Ferrari. Rossa che si è comunque comportata molto bene, al pari della Mercedes di Valtteri Bottas, seconda a due decimi esatti con un crono ottenuto con gomme soft e (verosimilmente) più benzina, ma anche con tanto blistering sulle gomme. Terzo Max Verstappen a 263 millesimi e sempre con gomme soft: tutti questi tempi sono stati realizzati in una mattinata che ha visto Bottas completare 86 giri, mentre nel pomeriggio è toccato a Lewis Hamiton ripetere di fatto il percorso del compagno: 1.20.808 il miglior tempo del campione del mondo, che incamera oltre quattro decimi di distacco da Vettel ed è 4° nella classifica dei tempi.

Segue Pierre Gasly con un 1.20.973 realizzato con poco carburante e sempre al mattino, dato che la STR è rimasta ferma quasi tutto il pomeriggio per un problema tecnico legato al sistema frenante: seguono Magnussen (+0.902), Hulkenberg (+1.036), Sainz (+1.059), Sirotkin (+1.192) che realizza finalmente un tempo accettabile, Perez (+1.247), Ericsson che completa 118 giri (+1.310) e precede Vandoorne. Il belga, con tutti quei problemi tecnici che rendono un inferno il martedì di McLaren (che si risolleva solo grazie a Lando Norris: il collaudatore e futuro pilota di Woking è 1° nei test F2), chiude a 1”550 dal tedesco della Ferrari. Ultimissimo Lance Stroll: il canadese ha chiuso in 1.22.937 e incassa 2”541 di distacco.

Domani si riprende, in una sessione di test che si chiuderà venerdì 9.

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