Un dominatore e un paio di piloti più che determinati a tenergli testa: il weekend della MX2 ci ha dato queste indicazioni, e il super-vincitore dell’MXGP d’Argentina è senza dubbio quel Pauls Jonass che ha centrato una strepitosa doppietta sul tracciato di Neuquen. Per solidità, capacità di distruggere gli avversari a suon di giri veloci e di dominare il weekend dalla manche di qualifica al GP, il lettone ha ricordato alla lontana quel Jeffrey Herlings che ha fatto il bello e il cattivo tempo nella categoria per anni, seppur con distacchi più contenuti. Il metodo-Jonass consiste nel prendere l’holeshot, costruirsi un margine sufficiente per poter girare in maniera più controllata in seguito e di fatto guidare dal primo all’ultimo metro: metodo messo in pratica soprattutto in gara-2, metodo che gli ha consentito di prendersi la prima tabella rossa con tanto di doppia vittoria da #1. Esatto, perchè finalmente un pilota ha deciso di optare per il numero 1 e non tenere il proprio a vita.

Pauls Jonass dominatore, ma il rivale c’è ed è bello grosso: Hunter Lawrence ha duellato caparbiamente col lettone in gara-1 e chiuso al 2° posto, salvo poi eclissarsi in una gara-2 deludente ed effettuata senza la dovuta concentrazione. L’australiano, a livello di velocità, ha pochissimi rivali, ma pecca appunto nel ”focus” totale sulla gara e in quella concentrazione che contraddistingue tutti i big: basti pensare che ha sbagliato la partenza in entrambe le gare e soprattutto nella seconda, condannandosi a un’ardua rimonta dal centro-classifica e all’inevitabile tracollo negli ultimi minuti. Lawrence, senza energie, è scivolato da 4° a 6° venendo superato anche dal compagno di marca Vlaanderen, e si trova già a 13 punti dal rivale per il titolo. E proprio la corsa al titolo potrebbe generare maggior pressione nell’australiano rispetto agli altri piloti: Lawrence sa che questa è la sua unica chance iridata, dato che ha già un contratto firmato per passare al Supercross USA nel 2019. One-shot e tante pressioni autoimposte, chissà come finirà la sua annata.

Chi invece non sente la pressione ed è partito a fari spenti è senza dubbio Thomas Kjer Olsen, che con la sua Husqvarna ha sorpreso tutti nel weekend argentino: 2° e 3° posto per il danese, campione EMX250 nel 2016 e autore di alcune gare di livello già nel 2017. Potrebbe essere il protagonista a sorpresa di questa MX2 2018, ricalcando un po’ l’apparizione improvvisa di Seewer nel 2017: si trova a 42 punti, se manterrà questa continuità potrà togliersi tante soddisfazioni. E, parlando di soddisfazioni, veniamo agli altri due protagonisti del weekend: Darian Sanayei ha rischiato di effettuare un bis da podio, saltato solo perchè la sua Kawasaki l’ha appiedato a pochi giri dalla fine di gara-1, Ben Watson è stato lucido e costante con la sua Yamaha e ha ottenuto due top-5. Chi non ha avuto costanza su una pista che l’anno scorso l’aveva visto ottenere due terzi posti è stato invece Jorge Prado: disastroso il weekend del 17enne spagnolo, che veniva visto da tutti come un candidato al titolo con KTM Factory e invece ha chiuso 16° (con caduta) e 7° senza mai lottare per le posizioni di vertice. Semplice braccino da inizio stagione, oppure il segnale di un problema serio che si ripercuoterà su tutta la stagione?

Lo scopriremo presto, ma intanto Prado va ad inserirsi tra le delusioni insieme a Thomas Covington (disastroso) e al nostro Samuele Bernardini: il pilota TM non è mai stato competitivo, chiudendo 15° e 17° e non riuscendo a imporsi con una TM che era molto attesa e sembra invece molto indietro rispetto alle altre moto. Non condannabile invece il weekend di Morgan Lesiardo, che ha tremato dopo una bruttissima caduta nella manche di qualifica (è stato travolto da un avversario), si è ripreso al volo e ha chiuso 20° in gara-2 da acciaccato, mentre il miglior azzurro è stato Michele Cervellin: per lui l’8° posto in gara-1 con un discreto ritmo, prima di ritirarsi in gara-2. Weekend dai due volti per i nostri, weekend dalle due velocità per una MX2 che ha 5-6 piloti superiori alla media e tanto equilibrio al centro del gruppo: vedremo se queste indicazioni verranno rispettate a Valkenswaard, oppure qualcuno riuscirà a insidiare Pauls Jonass e la sua KTM.

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