Giornata a due velocità, e classifica ampiamente influenzata dalle scelte dei team: in questo mercoledì di test, le squadre della F1 si sono divise nettamente tra chi voleva effettuare simulazioni di GP e chi voleva cercare la prestazione per spaventare gli avversari, e pochi team hanno deciso di conciliare le due cose. Uno di questi è stato senza dubbio Red Bull, che prima ha effettuato la caccia al tempo mandando in pista Daniel Ricciardo con le hypersoft e demolendo le certezze di Mercedes, e poi ha effettuato un autentico GP con tanto di pit stop sempre con l’australiano: il totale parla di oltre 160 giri messi in cascina dal buon Daniel, che ha guidato nel migliore dei modi una Red Bull consistente e veloce. Simulazioni di gara anche per Renault (178 giri in due per Hulkenberg e Sainz), mentre gli altri team hanno agito diversamente.

Mercedes ha sfondato quota 160 giri nella somma dei passaggi effettuati da Lewis Hamilton e Valtteri Bottas, provando anche una singolare vernice aerodinamica sull’alettone posteriore e alternando un po’ tutte le mescole: dopo essere partita con gomme medie e aver ottenuto tempi da urlo con un carico di benzina da verificare (1.19.1, in linea con quelli del day 4) e Lewis Hamilton alla guida, Mercedes ha virato rapidamente sul gruppetto composto da supersoft, ultrasoft e hypersoft, ottenendo il miglior tempo di entrambi piloti con questa mescola e venendo battuta proprio da Daniel Ricciardo. Varie mescole in cascina anche per la Sauber-Alfa Romeo, che oltre ad aver portato delle sospensioni modificate con una piccola pinna aerodinamica, ha messo insieme vari giri con Charles Leclerc (160 giri) e provato addirittura le gomme hard prima di un’uscita di pista che ha fatto sospendere le prove per qualche minuto e costretto i piloti a chiudere intorno alle 18.10. Nuove soluzioni anche per Toro Rosso, che prima ha provato con Hartley una piccola T-wing abbassata con un soffiaggio utile per l’aerodinamica, e poi ha provato un cofano motore molto aperto in coda: una mossa necessaria per contrastare quel surriscaldamento della power unit Honda che aveva ”annientato” McLaren nel 2017, anche se non utilissima dal punto di vista aerodinamico (ed ecco perchè c’è anche un diffusore in questo ”compound” di pezzi testati da Hartley nel pomeriggio).

Toro Rosso ha anche avuto un problema tecnico con Hartley, ma la regina in tal senso è sempre McLaren: Fernando Alonso era partito bene quest’oggi, facendo segnare il suo tempo con hypersoft e mettendo insieme quasi 50 giri nelle prime ore di test, ma alle 11 si è nuovamente fermato sul tracciato. Per lui un problema tecnico causato da una fuoriuscita di olio-motore che ha ammutolito la power unit-Renault, ma i problemi della scuderia di Woking sono più gravi: le prese d’evacuazione dell’aria calda progettate sulla monoposto 2018 sono troppo piccole e surriscaldano terribilmente il motore causando i problemi riscontrati questi giorni (4 stop tra ieri e oggi per Alonso e Vandoorne). Si notavano infatti delle bruciature sul cofano-motore della McLaren, che dovrà rivedere totalmente il progetto da qui a Melbourne, e intanto quest’oggi ha vissuto l’ennesimo calvario restando ferma per oltre 6h e tornando in pista solo verso le 17.30. Capitolo a parte per Ferrari, che quest’oggi è lontanissima in classifica dopo aver accumulato un centinaio di giri con Vettel e Raikkonen, che teoricamente doveva essere in pista tutto il giorno, ma si è fatto sostituire fino alle 15.30 per un malessere mattutino: la Rossa ha provato solo con gomme soft e medie, non cercando il tempo fine a sè stesso e chiudendo a 1”5 dal leader di giornata. Tempo che va preso come oro colato, dato che la differenza tra le mescole è notevole.

Ma veniamo ai crono di giornata, che vedono Daniel Ricciardo svettare su tutti: l’australiano ha stampato un significativo 1.18.047 con la sua Red Bull dotata di gomme hypersoft e spaventa la concorrenza. Seguono Hamilton a 353 millesimi e Bottas a 513 millesimi con la stessa mescola (ma più benzina, così pare), mentre Sebastian Vettel è quarto con gomme medie e chiude a 1”504 dal leader odierno: 1.19.541 il tempo di Seb, non molto lontano dai tempi-monstre di Mercedes con la stessa mescola. 5° Hartley con una Toro Rosso consistente e sorprendente, che chiude a 1”776 e approfitta dei long-run di Renault e dei problemi altrui: Fernando Alonso è 6° con un 1.19.856 (1”809) realizzato con hypersoft, Carlos Sainz 7° a 1”995 da Ricciardo nonostante la mancata ricerca della prestazione. Seguono Grosjean (2”190) e Kimi Raikkonen, che ha provato anche le supersoft, ma ha ottenuto il miglior tempo con le soft: 2”195 di distacco per Kimi e un tempo di 1.20.242 che non può essere soddisfacente per lui. Chiudono la classifica di giornata Lance Stroll (2”302), Nico Hulkenberg (2”711, vale lo stesso discorso di Sainz), Esteban Ocon (2”758), Charles Leclerc (2”872) e un sempre lontanissimo Sergey Sirotkin: Williams ha avuto qualche problema oggi, ma il totale distacco del russo dagli altri piloti non è accettabile, dato che ha fatto registrare l’altissimo tempo di 1.22.350 e accumula 4”303 di ritardo dall’australiano e 1”4 da ogni pilota che lo precede.

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