Il countdown è iniziato. Domenica sarà ancora tempo di MotoGP. Occhi puntati nuovamente su loro due, i protagonisti del 2017: Marc Marquez ed Andrea Dovizioso. Sono i più attesi, i principali contendenti per la corona che ora è posta sulla testa del catalano classe 1993. Si sono studiati da lontano durante i test, annusando il potenziale reciproco e provando a carpire segreti, punti di forza e debolezze altrui. Difficile stabilire quanto uno sia in vantaggio sull’altro. C’è la sensazione che il 2017 sia stato solamente il primo capitolo di una rivalità sportiva tanto intrigante quanto inaspettata.

Marquez si è presentato in MotoGP con le stimmate del campione. Ha vinto tutto e subito, con una furia ed una precocità inaudite. Dovizioso, invece, ha mostrato sin dal primo GP sprazzi di classe cristallina, ma non ha mai trovato la continuità offerta nella scorsa stagione. Solamente nel 2017 ha messo insieme le tessere che compongono il puzzle del suo immenso talento. Ha riunito l’audacia nel corpo a corpo visto a tratti negli anni precedenti e fatto valere la concretezza. Un mix straordinario, che lo ha portato in alto, su vette inesplorate finora. Già perché il “Dovi” visto nello scorso campionato ha mostrato il meglio di sé, una versione superiore, forse, anche all’Andrea iridato nel 2004.

Per piegarlo è servito un marziano, un fuoriclasse dal manico unico. Forse ha ragione Dovizioso: il Marquez del 2017 ha alzato l’asticella come mai prima gli era capitato. Ha innalzato il proprio livello per rendersi superiore al suo avversario, prendendosi rischi incredibili e sbagliando più del solito. Solamente un capolavoro del “Cabroncito” ha vanificato la straordinaria rincorsa del forlivese al primo alloro in MotoGP. Merito di una tenuta mentale e psicologica incredibile, capace di reggere le battute a vuoto inattese, come il propulsore in fumo di Silverstone. Merito di un adattamento suo e della Honda su ogni tracciato nella seconda parte di stagione.

Su quest’ultimo aspetto, la Ducati ed il “Dovi” devono crescere. Le disastrose gare di Aragon e Phillip Island hanno segnato il gap a favore di Marquez, permettendogli di costruirsi un tesoretto prezioso. Giornate nere simili non possono ripetersi se si sogna di vincere veramente il titolo mondiale. Si tratta di un passo in avanti fondamentale per un candidato all’iride. E la Rossa di Borgo Panigale sta lavorando alacremente per impedire il ripetersi di corse opache.

In casa Honda non si sta a guardare. Motore irrobustito in termini di velocità di punta ed una precisione in frenata che pare addirittura migliorata rispetto al 2017. Marc sorride, sembra piuttosto a suo agio sulla nuova RC213V. Quando è partito bene, trovandosi in testa alla classifica dopo tre gare, ha sempre conquistato il Mondiale a fine anno. Un monito per tutti gli avversari. Marquez vuole ripetere l’avvio di stagione targato 2016. Un podio in Qatar sarebbe l’antipasto ideale per Rio Hondo e Austin, piste meno ostiche di quella araba. Per rovinare questo progetto ambizioso, Dovizioso deve necessariamente interrompere la maledizione qatariota, che lo vede eternamente secondo, e magari imporsi in Argentina, circuito in cui si era espresso molto bene due anni fa, prima di essere travolto da Iannone. Basterà per mettere alla prova la tenacia del “Cabroncito”? Difficile data la tempra del catalano inossidabile, ma il “Dovi” ha il dovere di provarci ancora.

0 commenti

Lascia un Commento

Vuoi partecipare alla discussione?
Fornisci il tuo contributo!

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *