Tornare a 44 anni suonati nel ”tuo” mondo (leggi alla voce 9 titoli mondiali con Citroen) e spaventare subito tutti i nuovi big del WRC: Sebastien Loeb ci avrebbe sicuramente messo la firma, e dopo essere risalito sulla Citroen WRC (lo farà per tre gare, ”soffiando l’auto a Breen) a 6 anni dall’ultima stagione completa disputata e a tre dall’ultima apparizione iridata, ha subito ritrovato la magia degli anni migliori. Sul tecnico sterrato del Rally Messico, il re dei rally (ora passato alla Dakar) ha disputato una gara sontuosa, trovandosi anche in testa per lunghi tratti della corsa e sognando il ritorno al successo (che manca dal 2013, wild card in Argentina): Seb era nuovamente quello di un tempo e volava letteralmente sullo sterrato messicano, fino a quando non è arrivato un imprevisto a tagliarlo fuori dalla lotta per la vittoria e per il podio.

Una foratura di una ruota gli ha fatto perdere minuti preziosi e l’ha fatto scivolare al 5° posto con un distacco complessivo di 2’34”6 dal vincitore di giornata, che non è stato quel Dani Sordo che seguiva il 9 volte campione del mondo con la sua Hyundai i20 (risultato sorprendente, nessuno avrebbe scommesso su una gara simile dallo spagnolo): anche lo spagnolo è stato tagliato fuori dalla rottura di una ruota e non ha fatto neanche in tempo a pregustare il successo, chiudendo nel computo finale del rally. E così, tra problemi altrui e perfezione propria, la vittoria nel Rally Messico è andata a un Sebastien Ogier granitico, che ha conquistato la 2a vittoria in tre gare (la prima era arrivata a Montecarlo, rivivetela qui) e ripreso la vetta del Mondiale WRC: il francese è stato bravo a non sbagliare più dopo aver preso la testa della corsa, chiudendo con due soli brividi nell’intero weekend e infliggendo grandi distacchi a tutti gli avversari. Per lui anche un episodio controverso: nella Power Stage finale Ogier ha tagliato una chicane, venendo penalizzato di 10” nella notte italiana e chiudendo così 7°. Un piazzamento che gli ha fatto perdere i 4 punti che aveva conquistato, e ha ridotto il vantaggio su Neuville a 4 lunghezze.

Ma veniamo ai risultati duri e puri: Ogier (Ford Fiesta M-Sport) ha chiuso il Rally Messico in 3h53’8”, precedendo di 1’13”6 Dani Sordo (Hyundai i20) e di 1’29”2 quel Kris Meeke (Citroen C3) che ha sbagliato a due speciali dal termine e buttato via il secondo posto. 4° un deludente Mikkelsen (Hyundai i20) a 1’48”4, 5° Sebastien Loeb a 2’34”6 (tornerà in gara in Corsica, dov’è favorito) e davanti di parecchio rispetto a Thierry Neuville. Il belga, che nel corso del weekend ha avuto vari problemi alla sua Hyundai soffrendo per guai al motore e per la rottura del servosterzo, ha chiuso 6° a 5’03” e ha vissuto una settimana da incubo: male anche le Toyota, messa in crisi dal surriscaldamento del motore, ma vincitrice della Power Stage con Tanak. E malissimo le altre vetture griffate M-Sport: Evans ha fatto un brutto incidente nella speciale 2, Suninen è uscito nella settima.

E così, con questi risultati, Ogier torna in testa nel WRC con 56 punti, precedendo Neuville (52) e Mikkelsen (35): i piloti torneranno a darsi battaglia dal 5 all’8 aprile proprio in quel Rally della Corsica che vedrà la seconda apparizione stagionale di Loeb. Arriverà il ritorno alla vittoria per il re, oppure trionferà il suo erede?

 

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