Valentino Rossi ha fatto intendere di voler correre fino al 2020 e il rinnovo con Yamaha sembra ormai questione di giorni, e così nei giorni scorsi non si sono sprecate le polemiche riguardo a un prolungamento contrattuale che porterebbe il Dottore (9 volte iridato) a correre fino alla soglia dei 41 anni: caustici i commenti di chi vede nel suo rinnovo un impedimento alla carriera di Johann Zarco, che si ritroverebbe di fatto costretto a emigrare altrove (KTM?), e le voci contrarie non si sono sprecate, anche perchè ci avviciniamo a grandi passi al debutto iridato della MotoGP e dunque l’argomento è quanto mai caldo.

E così, quest’oggi è arrivato anche il commento del CEO di Dorna, quel Carmelo Ezpeleta che negli anni scorsi aveva lavorato per aiutare Valentino Rossi a tornare in Yamaha e restituire un Dottore competitivo alla MotoGP. Durante un’intervista rilasciata ad AS, l’organizzatore della MotoGP ha effettuato un’interessante paragone tra la propria situazione (Ezpeleta ha 72 anni, e molti chiedono un cambio alla guida di Dorna) e quella di VR46, ed ecco le sue parole: Perchè Valentino Rossi dovrebbe ritirarsi? È ancora tra i primi e si diverte, quindi ha tutto il diritto di allungare la sua carriera. Per me è lo stesso. Se non mi divertissi facendo questo lavoro, me ne sarei già andato. Ma fino a quando questo non accade, resterò dove sono. Il futuro di Rossi? Anche quando andrà in pensione, non si allontanerà troppo dalla MotoGP e probabilmente farà un team. Al momento i discorsi riguardo allo sbarco della sua squadra in MotoGP sono lontani: finchè correrà non avrà una squadra, perchè vuole farla per bene. Nei prossimi anni magari Valentino Rossi non vincerà, ma è sempre lì, ha vinto un GP nel 2017 e va veloce. Conosce sè stesso meglio di tutti, non andrà in pista per perdere tempo o impegnarlo: vuole vincere con la stessa fame di quando aveva 16 anni, questo è il suo modo di vivere”.

E così Ezpeleta allontana le voci sul possibile addio a Dorna, difende Valentino Rossi e rilancia facendo progetti a lungo termine per la MotoGP: una categoria che tra il 2019 e il 2020 dovrebbe arrivare a 20 GP con l’inserimento della Finlandia, e potrebbe presto accogliere altri paesi. Parola del buon Carmelo, che svela come ”Messico, Indonesia, Cina, India, Ungheria, Kazakistan e Brasile abbiano manifestato il loro interesse per ospitare dei GP in futuro”. Paesi diversissimi per una MotoGP sempre più multiculturale, e sempre più lontana dalle piste ”storiche”.

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