Una corona per tre, o forse per quattro. Dopo la vittoria di Franco Morbidelli nel 2017 e il suo addio alla Moto2 per salire di categoria (correrà nel Team Marc VDS, su Honda), le 600cc sono alla ricerca di un nuovo padrone: il primo GP stagionale, che verrà disputato domenica sul tracciato di Losail, darà le prime indicazioni sulla stagione, anche perchè i test sono stati disputati esclusivamente in Spagna e praticamente solo sulla pista di Jerez (l’altra pista coinvolta è stata Valencia), non fornendo dunque informazioni differenti da quelle che si possono ricavare dal tortuoso tracciato spagnolo.

I grandi favoriti per il Mondiale Moto2 sono di fatto tre, e sono piloti che avevano già fatto vedere grandi cose nel 2017: stiamo parlando di Francesco Bagnaia (clicca qui per leggere la nostra intervista a Pecco), Alex Marquez e Miguel Oliveira, che daranno vita all’ormai perenne sfida tra le KTM ufficiali e le Kalex, e sulla carta hanno qualità e passo molto simili. Pecco, reduce dal titolo di Rookie of the Year 2017 e dalla firma per il 2019 con Ducati Pramac, è pronto a lottare a tempo pieno per il titolo ed è andato velocissimo nei test, ma le stesse prove pre-season hanno dimostrato come non ci sia al momento (il campionato potrebbe dare indicazioni differenti) un pilota nettamente superiore rispetto agli altri: Alex Marquez ha spesso girato sui tempi del piemontese e l’ha battuto in alcune occasioni, Miguel Oliveira invece è un pilota costante, veloce e che è cresciuto tantissimo di anno in anno. Il portoghese vuole vincere il titolo, e legittimare quello che dovrebbe essere il suo futuro nel 2019: è lui il maggior candidato per approdare sulla KTM Tech 3 MotoGP nella prossima stagione, e farlo da iridato avrebbe un sapore speciale. Una sensazione che vorrebbe provare anche Bagnaia, mentre Alex Marquez sogna il titolo per uscire dall’ombra del fratello Marc e approdare a sua volta nella classe regina.

Tre uomini per un titolo mondiale, con un quarto che potrebbe inserirsi e risponde al nome di Brad Binder, che ha la stessa moto di Oliveira e un talento tutto da scoprire che l’ha portato a conquistare tre podi nelle ultime gare del 2017: ma, dopo questo poker di piloti, non mancano gli outsider in una Moto2 che ha almeno una decina di piloti di livello altissimo. Lorenzo Baldassarri e Luca Marini si sono comportati bene durante i test, ma non sarà facile lottare per il titolo, mentre potrebbero inserirsi e strappare qualche vittoria di prestigio il solito Mattia Pasini e Sam Lowes: il britannico è tornato dopo le scoppole subite in MotoGP, ha tanta voglia di rivalsa e chissà che non riesca a stupire con la KTM affidata al team Swiss Innovative Investors. E poi ci sono le incognite, con un Hector Barbera rientrato in Moto2 (sarà compagno di Baldassarri) con l’obiettivo di tornare vincente, ma non ancora velocissimo nei test, e il campioncino Joan Mir: lo spagnolo ha dominato in Moto3 ed è andato discretamente bene nei test, girando sempre intorno alla 10a-12a posizione. Peccato che una mano rotta mentre faceva motocross rischi di comprometterne il debutto iridato, o quantomeno di non farlo gareggiare al 100%, ma sarà interessante vedere come si adatterà a questa classe.

Adattamento che sin qui invece è stato complicato per Romano Fenati: l’italiano, che corre con la Kalex del Team Marinelli Cold Snipers Moto2, ha faticato tantissimo durante i test e sembra avere un mezzo poco competitivo. Vedremo se riuscirà ad imporsi nei mesi seguenti, oppure guarderà gli altri lottare per il titolo nel suo primo anno in Moto2: categoria che, oltre a Mir e Fenny, vedrà debuttare anche Bo Bendsneyder alla guida della Tech 3, e soprattutto vivrà l’ultimo anno della dinastia-Honda. Il pacchetto-motore HRC verrà sostituito nel 2019 dal mono-motore Triumph, e chissà che la casa giapponese non voglia lasciare fornendo moto ancor più performanti di quelle viste finora. Insomma, tante incognite, tanti piloti da seguire e una certezza: nella Moto2 2018 ci saranno ben 9 italiani su 32 iscritti (Bagnaia, Baldassarri, Marini, Locatelli, Pasini, Fenati, Fuligni, Corsi e Manzi), chissà se tutti riusciranno ad ottenere risultati di livello.

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