Vento di rinascita. Dopo i drammi dei primi quattro e-Prix e l’arrivo a punti in Messico, Lucas Di Grassi finalmente sogna la vittoria con la pole position nell‘e-Prix di Punta del Este, ma la manca dopo una gara vissuta sostanzialmente a braccetto col leader del Mondiale. Nonostante Vergne partisse 5° e Buemi avesse fatto un ottimo avvio al pari di Lucas Di Grassi, infatti, dopo pochi giri ecco che si delinea la situazione che verrà mantenuta per tutto il resto della corsa: JEV in testa, il brasiliano a inseguirlo e incollato agli scarichi del francese.

Nella Formula E ci sono meno disturbi aerodinamici per chi insegue, e così il campione del mondo in carica decide di marcare a vista il leader iridato: JEV gira, rigira e si difende nei 2.800m circa del circuito di Punta del Este (per i dettagli sulla pista, cliccate qui), Di Grassi lo segue e tenta di sfruttare ogni minimo errore, andandogli a mettere pressione di curva in curva, di giro in giro. L’idea del pilota Audi è quella di superare Vergne al pitstop, ma la situazione viene mantenuta grazie al grande ”salto” in auto di JEV, che si difende strenuamente per tutto il resto della corsa: il gioco tra i due piloti più talentuosi del campionato è entusiasmante, con Di Grassi che rischia spesso il contatto col rivale e tenta un solo attacco concreto, venendo respinto brutalmente e rischiando di compromettere la sua gara con una ”scodata” del posteriore: il brasiliano non demorde, torna sotto e prova a rimettere pressione, ma Vergne è glaciale e vince nonostante tutto e tutti. Esatto, perchè anche dietro succede di tutto: Buemi butta via la sua gara per un incidente effettuato con la prima monoposto che lo costringe al cambio-auto anticipato, Lynn prende il 3° posto e viene ributtato indietro da un problema d’allacciamento delle nuove cinture di sicurezza, Abt ha lo stesso problema e da 3° scivola fuori dalla top-10 rientrando ai box dopo il cambio-auto.

Ne beneficia così Sam Bird, che risale fino al 3° posto e grazie alla marcatura a uomo degli avversari arriva a meno di mezzo secondo da Vergne (in 5 giri, partiva da 4” di ritardo): il tris è servito, ma le posizioni non cambiano e la vittoria va a un sempre più consistente Jean-Eric. Il pilota della Techeetah completa i 37 giri in 55 minuti tondi, precedendo Di Grassi di 447 risicati millesimi e allungando su tutti nel Mondiale: 3° Bird a 2”611, quarto un sontuoso Mitch Evans con 4”075 di ritardo. L’australiano risale da 16° a 4° con la nuova Jaguar, ma soprattutto effettua il sorpasso dell’anno su Alex Lynn, che poi verrà superato da Felix Rosenqvist: lo svedese, che partiva indietro dopo una qualifica non positiva, chiude 5°. Completano la top-10 Turvey, Lopez (partiva 18°, giro veloce per lui), D’Ambrosio e Maro Engel, col consueto disastro italiano: Filippi arriva 13° davanti a Daniel Abt, Mortara 17° a un giro. Ritirati Buemi, Piquet e Heidfeld per problemi alle vetture.

La nuova classifica iridata vede Jean-Eric Vergne salire a 106 punti, con Felix Rosenqvist secondo a quota 79 e Sam Bird terzo con 76pti: quarto Buemi a quota 52, mentre perde posizioni Abt che è 7° con 37 lunghezze. Chi risale è Lucas Di Grassi, ora 10° con 21 punti: dovrebbe vincere ogni gara per tornare in corsa nel Mondiale. Un’impresa praticamente impossibile, ma ci proverà a partire dal 14 aprile: i piloti saranno in gara nell’e-Prix di Roma, la gara più attesa dal pubblico italiano.

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