Gancio e montante. Prendendo spunto dal pugilato, si potrebbero mutuare questi termini per descrivere l’impatto della doppietta di Jeffrey Herlings sulla classifica generale e, ancor più, sul morale del rivale Antonio Cairoli. Certo, l’olandese correva in casa e poteva sfruttare la sabbia amica di Valkenswaard. Tuttavia, non era scontato un doppio successo, specialmente per via del feeling con la pista dell’avversario e compagno di team. Inoltre, c’era stata anche la caduta nella manche di qualifica con tanto di ruota danneggiata e conseguente partenza dal fondo dello schieramento. Insomma, non esattamente le migliori premesse.

Eppure, nonostante tutto ciò, Herlings ha ostentato le sue virtù: una guida straordinariamente efficace, una cattiveria agonistica portentosa ed un’incredibile capacità di assimilazione dell’errore. Jeffrey non si è fatto intimidire dal rischio preso nelle prove, non si è bloccato; ha preferito schiacciare il piccolo tarlo dell’incertezza, insinuatosi da qualche parte nella sua mente, spremendo fino in fondo la sua KTM. Ha vinto il timore sfidando ulteriormente la sorte, ha annientato la paura giocando con il fuoco. Ed ha battuto Cairoli soverchiandolo su un terreno solitamente favorevole a quello del messinese: la continuità in gara.

Anzi, la stilettata inflitta dall’olandese numero 84 al rivale e compagno di marca è stata ben più dolorosa della doppia vittoria in sé. Cairoli sperava e, forse, pensava che bastasse trarre vantaggio dagli errori dell’arrembante talento classe 1994. Non aveva fatto i conti con la rapidità di reazione di Herlings. Non si aspettava che il suo avversario fosse in grado di recuperare gli errori commessi ed arrivasse a rimontare dal fondo fino a raggiungerlo in testa alla corsa, superandolo nel finale. In gara 1 il duello tra i due si è interrotto ancora prima di iniziare per via di una caduta di Antonio, forse, innervosito dal recupero del leader del mondiale. Copione simile nella manche successiva, nonostante il tesoretto di 10 secondi costruito sapientemente dall’italiano. Rimonta, aggancio, sorpasso ed allungo, tutto con incredibile facilità. La capacità di tenere un ritmo indiavolato e di inventarsi traiettorie impensabili, mostrata da Jeffrey in Argentina, ha spiazzato il campione del mondo al punto da costringerlo a compiere un azzardo insolito per lui: oltrepassare il limite, non ragionare con agio, accelerare le decisioni sui solchi da imboccare. Questione di dettagli che hanno tradito il messinese, portandolo all’errore. Un evento raro, coinciso con l’esplosione, forse, definitiva di uno dei migliori talenti in circolazione.

Ed ora? Quali saranno le conseguenze della doppietta olandese? Certamente, il duplice schiaffo rifilato a Cairoli non passerà inosservato. Il nove volte iridato è un campionissimo in pista, ma soprattutto mentalmente. Dunque, cercherà di reagire allo smacco attaccando e mettendo sotto pressione l’attuale tabella rossa. I punti deboli non mancano e Herlings, suo malgrado, ha finito per ostentarli. Vedasi il ruzzolone in qualifica, travolto dalla foga di strafare nonostante un margine rassicurante. Vedasi le pessime partenze che ogni volta costringono l’olandese a disperati e prodigiosi recuperi. Insomma, qualche difetto c’è. Tuttavia, rimane una curiosità di fondo: il muro psicologico di Tony, finora pressoché impenetrabile,  ha rimediato qualche crepa dopo la poderosa spallata rimediata? La risposta arriverà in pista e sicuramente non sarà scontata.

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